«Cucina uccelli morti e scalda le coperte nel microonde. Viviamo nella paura». La denuncia dal palazzo Casalp | MaremmaOggi Skip to content

«Cucina uccelli morti e scalda le coperte nel microonde. Viviamo nella paura». La denuncia dal palazzo Casalp

Emergenza al civico 2 del complesso Casalp: interventi continui dei vigili del fuoco per i roghi nel palazzo, impianto antincendio bloccato dalle cisterne in eternit e il bombolone dell’acqua vandalizzato. L’appello disperato dei condomini per proteggere i minori
Croce Rossa, automedica, polizia e vigili del fuoco in via Giuseppe di Vittorio

PIOMBINO.  Ci sono bambini piccoli, persone con disabilità, anziani che hanno superato gli ottant’anni e residenti che vivono nel terrore. Persone che, in caso di incendio o di un’emergenza improvvisa, potrebbero avere enormi difficoltà a mettersi in salvo. E che oggi chiedono, prima di tutto, di poter vivere senza paura dentro casa propria.

Nel palazzo Casalp di via Giuseppe di Vittorio 2, a Piombino, la tensione non si è allentata dopo gli ultimi interventi dei vigili del fuoco. Anzi, tra gli inquilini cresce la preoccupazione per una situazione che, secondo quanto denunciato dai residenti, si trascina da oltre tre anni e che ha già richiesto ripetutamente l’intervento dei soccorritori.

Al centro della vicenda c’è il comportamento di una donna residente nello stabile, di origini senegalesi, sessantenne e già oggetto delle segnalazioni dei vicini, che avrebbe più volte dato fuoco ad oggetti nel proprio appartamento.

Gli abitanti chiedono interventi urgenti, nel timore che una situazione già difficile possa trasformarsi in una tragedia in un palazzo dove la sicurezza pubblica e la dignità umana sono ormai un miraggio.

Il dramma e il degrado

«Rischiamo di saltare tutti in aria. Tra incendi continui, un sistema antincendio inesistente e il degrado della struttura, viviamo con il terrore costante per la nostra vita e per quella dei nostri figli».
È una testimonianza shock quella rilasciata da una residente del complesso d’edilizia popolare di via Giuseppe Di Vittorio (civico 2), un immobile gestito da Casalp che ospita ben 32 famiglie ripartite su otto piani.

Nelle sue parole si delinea la fotografia impietosa di un quartiere dove le persone vivono tra la rabbia e lo sfinimento.

L’incubo del forno a microonde tra le coperte in fiamme e uccelli morti

A far precipitare la situazione negli ultimi tempi sono stati i comportamenti a grave rischio di un’incontrollata residente del terzo piano. La donna, affetta da evidenti fragilità e problematiche legate alla droga, cucina uccelli morti raccattati per strada e per riscaldarsi ha preso l’abitudine di inserire le coperte direttamente all’interno del forno a microonde.

Un gesto folle che ha già provocato molteplici principi di incendio e denso fumo lungo le scale.

L’ultimo ciclo di emergenze ha visto due interventi consecutivi dei vigili del fuoco: il primo il 24 settembre e il secondo il 30 settembre. Durante quest’ultimo episodio, sul posto sono dovute intervenire ben due squadre dei vigili del fuoco, due pattuglie della polizia di stato, la polizia locale, la croce rossa e un’automedica.

Per portare via la donna – poi rientrata a casa la sera stessa – è stato necessario un estenuante intervento delle forze dell’ordine che sono state prese a morsi, pedati, sputi in faccia dalla donna, trovata seminuda nascosta nell’armadio della camera da letto mentre l’appartamento stava per prendere fuoco. 

La testimonianza della residente e la paura di non vivere al sicuro

Un’azione sconsiderata che ha già provocato molteplici principi d’incendio, riempiendo le scale di un fumo acre e tossico. Gli episodi si susseguono ciclicamente da circa tre anni, gli ultimi due in ordine di tempo si sono verificati il 24 settembre e il 30 settembre.

«Il 30 settembre è successo il finimondo – racconta la residente – Sono dovuti intervenire due furgoncini dei vigili del fuoco, due pattuglie della polizia, una della locale, un’ambulanza della Croce Rossa e un’automedica. Sono entrati in casa e hanno trovato la donna mezza nuda nascosta nell’armadio mentre cercava di sottrarsi ai soccorsi. È stata portata via a forza tra gli insulti e gli sputi, visitata in pronto soccorso, ma alle dieci e mezzo di sera era già di nuovo a casa con il pericolo che ricominciasse tutto di nuovo. Quel giorno sono salita di corsa per controllare che i miei animali fossero al sicuro, anche la tromba delle scale e il mio appartamento erano pieni di fumo. Mi sono intossicata e ho tossito per due giorni».

«Comunque questa non è la prima situazione critica: al quarto piano c’era un’altra situazione analoga, con persone dedite a stili di vita estremi e il continuo viavai di forze dell’ordine per schiamazzi e intrusioni notturne».

Sistema antincendio inesistente e il blocco delle 17 cisterne di amianto

Le cisterne

Il terrore di un rogo devastante è amplificato dall’assoluta mancanza di difese strutturali all’interno del complesso. Il palazzo è completamente sprovvisto di un sistema antincendio funzionante. L’autoclave risulta staccata e disattivata da anni.

Nonostante le ripetute segnalazioni formali presentate dai pompieri, i lavori promessi da Casalp in un verbale di riunione del 2023 non sono mai partiti. Il motivo? Un vero e proprio muro burocratico.

Nel locale tecnico dell’acqua stazionano ancora circa 17 cisterne in eternit/amianto. Prima di poter ripristinare l’autoclave e l’impianto antincendio, bisognerebbe procedere alla complessa bonifica e rimozione di questi serbatoi, un intervento che l’azienda non ha mai eseguito.

Come confermato dalla documentazione in possesso dei residenti, in un verbale di riunione risalente al 2023, Casalp aveva formalmente presentato un piano di interventi per rimettere a norma l’autoclave e ripristinare la sicurezza.

Tuttavia, quei lavori non sono mai partiti. L’azienda si troverebbe, a detta dei residenti, in un vicolo cieco: per poter installare e rimettere in funzione l’impianto antincendio, bisognerebbe prima smantellare e bonificare le 17 cisterne di amianto presenti nel locale, un’operazione complessa che non è mai stata eseguita.

Il bombolone vandalizzato, l’invasione dei topi e le transenne

Le perdite d’acqua nel giardino condominiale

La situazione igienico-sanitaria è altrettanto drammatica. All’esterno dell’edificio si trova il grande bombolone dell’acqua, che serve i civici dal numero 2 al numero 8, il quale è stato recentemente vandalizzato  e privato del coperchio di protezione superiore.

«Ho paura persino ad aprire i rubinetti dell’autoclave perché temo che qualcuno possa aver buttato dentro della roba sporca o tossica – denuncia la testimone – Ci laviamo con l’acqua delle bottiglie e compriamo quelle per cucinare e per gli animali».

Il bombolone dell’acqua scoperchiato

A completare il quadro di degrado vi è un’invasione di topi: i residenti denunciano la presenza costante di intere famiglie di roditori che scorrazzano liberamente negli spazi comuni e persino all’esterno mentre si esce di casa. Intanto, il palazzo cade a pezzi: le transenne protettive montate al primo piano per evitare che i calcinacci e i pezzi di intonaco e balconi colpiscano qualcuno sono lì da ben quattro anni.

Gli stessi abitanti sono costretti ad autotassarsi e a comprare decespugliatori a proprie spese per tagliare l’erba alta nel cortile e arginare il degrado del verde.

L’appello disperato per la sicurezza dei minori

Topi, eternit e perdite d’acqua

Ciò che rende la situazione intollerabile è la densità di minori, bambini e anziani che popolano l’edificio. Al primo piano risiedono tre bambini piccoli, oltre ad altri minori e adolescenti distribuiti nei vari piani, insieme a persone molto anziane e con disabilità.

I residenti stanno protocollando esposti formali a polizia, Asl e Comune, allegando i verbali degli interventi dei vigili del fuoco. L’obiettivo è chiaro: fare assumere ai soggetti preposti le proprie responsabilità e i propri doveri prima che si consumi una tragedia irreparabile.

«Noi facciamo da portavoce per le persone più anziane che hanno paura», conclude la residente. «Ma se dovesse scoppiare un incendio definitivo la notte, qui brucia tutto e non si salva nessuno. Vogliamo solo risposte e sicurezza».

 

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