PIOMBINO. Trasparenza, democrazia partecipativa e rispetto per i lavoratori. Sono i tre pilastri su cui torna a battere con forza il Coordinamento Art.1 – Camping Cig, rilanciando un appello pressante all’amministrazione comunale di Piombino.
Al centro della polemica c’è la mancata pubblicazione integrale degli atti relativi al recente Accordo di programma Jsw 2026.
Già alcune settimane fa il sindacato e comitato locale aveva presentato una richiesta ufficiale al Comune per chiedere di caricare sul portale web dell’ente non solo la delibera principale, ma anche tutti gli allegati dell’intesa. Documenti che il Camping Cig definisce “indispensabili per approfondire il reale contenuto dell’Accordo” e per consentire una valutazione reale sul futuro della fabbrica e della città.
«Trasparenza dovuta a lavoratori e cittadini»
A distanza di giorni, la richiesta è però rimasta inevasa. Da qui il nuovo affondo del Coordinamento, che sottolinea come la pubblicazione dei documenti sia “un atto dovuto nel rispetto della democrazia dei lavoratori e dei cittadini, i quali hanno il diritto e il dovere di esprimersi a ragion veduta”.
Nelle parole del Camping CIG emerge forte la preoccupazione che si riproponga una dinamica già vista in passato: «Un ulteriore ritardo sarebbe incomprensibile e offensivo, in particolare nei confronti dei lavoratori che fin troppo spesso si sono trovati di fronte ad accordi sulla loro pelle senza averli potuti discutere adeguatamente mediante una consultazione vincolante».
L’ombra dei ritardi burocratici
Il comitato solleva poi un interrogativo ancora più profondo sulla disponibilità stessa della documentazione. A oltre due mesi dalla firma ufficiale del patto sul rilancio del polo siderurgico, ci si chiede se il Comune sia effettivamente in possesso dei carteggi completi.
«Se, dopo più di due mesi dalla firma dell’Accordo, tali allegati non fossero ancora nella disponibilità del Comune – conclude la nota del Coordinamento – il fatto sarebbe ancora più grave e ne dovrebbe essere chiarito pubblicamente il motivo».
Dall’amministrazione si attendono, dunque, risposte chiare o l’effettiva messa online dei file contestati.