PIOMBINO. Non basta spostare il rigassificatore in un altro porto. La nave deve essere smantellata e la banchina restituita alla città. È una richiesta netta, quella che il circolo di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra di Piombino ha messo nero su bianco nelle osservazioni depositate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale sulla permanenza della FSRU Italis LNG nel porto.
Il documento chiede al ministero di esprimere un parere negativo di compatibilità ambientale e di imporre a Snam la dismissione dell’impianto, aprendo un nuovo capitolo della battaglia politica e ambientale che accompagna la presenza del rigassificatore a Piombino.
Le contestazioni riguardano la durata dell’autorizzazione, l’effettiva necessità energetica dell’impianto, la sicurezza della navigazione, le emissioni e gli effetti sull’ecosistema marino. Ma soprattutto pongono una questione: un’infrastruttura autorizzata come temporanea può restare nello stesso porto senza una nuova scadenza definita?
«Doveva restare tre anni, ora rischia di diventare permanente»
È il primo punto sollevato da Sinistra Italiana-AVS. La nave è entrata in esercizio il 4 luglio 2023, nell’ambito delle misure adottate per affrontare l’emergenza energetica e ridurre la dipendenza italiana dalle forniture di gas russo.
Secondo il circolo piombinese, l’intero percorso autorizzativo era stato costruito sulla permanenza triennale dell’impianto: dall’Autorizzazione Unica all’intesa della Regione Toscana, fino ai pareri sanitari dell’Istituto superiore di sanità, all’Autorizzazione integrata ambientale e alla sentenza del Tar Lazio che aveva respinto i ricorsi del Comune.
Il problema, sostengono gli esponenti di AVS, nasce con la proroga prevista dal decreto legge 32/2026 e con l’avvio della procedura ordinaria di Valutazione di impatto ambientale.
«Un impianto emergenziale esentato da valutazione diventa di fatto un’installazione stabile», è la contestazione contenuta nel documento.
A preoccupare il circolo è soprattutto il fatto che, secondo quanto riportato nelle osservazioni, gli elaborati presentati da Snam non indicherebbero un termine preciso per la permanenza della nave.
Una circostanza che, per Sinistra Italiana-AVS, modifica radicalmente il quadro nel quale era stata autorizzata l’installazione.
«Il gas consumato in Italia diminuisce, perché tenere la nave?»
La seconda contestazione riguarda il fabbisogno energetico nazionale.
Nelle osservazioni vengono richiamati i dati sulla domanda italiana di gas, che sarebbe passata da 76,4 miliardi di metri cubi nel 2021 a 63,4 miliardi nel 2025, con una previsione di ulteriore diminuzione fino a 53,6 miliardi di metri cubi nel 2030.
Secondo i numeri citati dal circolo, le infrastrutture esistenti garantirebbero una capacità superiore a 83 miliardi di metri cubi all’anno, senza considerare il terminale di Ravenna.
Da qui la conclusione politica di AVS: la permanenza della Italis LNG a Piombino non sarebbe più giustificata dalle esigenze energetiche del Paese.
Il confronto tra capacità infrastrutturale e consumi nazionali, tuttavia, non esaurisce da solo la valutazione sulla sicurezza degli approvvigionamenti, che dipende anche dalla disponibilità effettiva delle forniture, dalle condizioni della rete e dalla capacità di affrontare eventuali interruzioni.
Per Sinistra Italiana, resta comunque una contraddizione di fondo: continuare a investire nella presenza di infrastrutture legate al gas mentre la transizione energetica dovrebbe progressivamente ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Sicurezza, il confronto con Livorno: «Perché raggi di danno così diversi?»
Tra i passaggi più delicati del documento c’è quello dedicato alla sicurezza.
Il rigassificatore si trova all’interno del porto di Piombino, a circa un chilometro dalle abitazioni, in un bacino caratterizzato da un traffico marittimo particolarmente intenso.
Nelle osservazioni si parla di oltre 8.800 movimenti navali all’anno, in larga parte legati ai collegamenti con l’Isola d’Elba e le altre isole dell’Arcipelago Toscano.
Ma è soprattutto il confronto con il terminale offshore OLT di Livorno a sollevare gli interrogativi del circolo.
Secondo i dati riportati da AVS, per uno scenario di esplosione Snam avrebbe stimato a Piombino un raggio di danno compreso tra 200 e 400 metri, mentre per il terminale OLT, collocato a circa 22 chilometri dalla costa, sarebbero indicati valori compresi tra 1.103 e 1.970 metri.
Una differenza significativa, sulla quale Sinistra Italiana chiede spiegazioni tecniche.
I valori citati non dimostrano, da soli, che le valutazioni siano contraddittorie: per un confronto attendibile occorre verificare che gli scenari incidentali, le ipotesi di calcolo e le soglie di danno siano effettivamente equivalenti.
La richiesta al ministero è proprio quella di approfondire e motivare queste differenze nell’ambito della procedura di valutazione.
Acqua, emissioni e fauna marina: le contestazioni ambientali
Le osservazioni depositate al Mase affrontano anche gli effetti ambientali dell’attività del rigassificatore.
Il circolo di Sinistra Italiana-AVS ritiene che gli elaborati presentati da Snam sottostimino alcuni impatti legati alla qualità delle acque, alle emissioni atmosferiche e alla tutela degli ecosistemi marini.
Uno dei punti riguarda l’acqua utilizzata nei processi dell’impianto e successivamente restituita al bacino portuale.
Secondo il documento, nelle acque di restituzione sarebbero presenti sottoprodotti della disinfezione che non risultavano prima dell’entrata in esercizio della nave.
Un elemento sul quale AVS chiede ulteriori verifiche, insieme agli effetti delle emissioni di composti dell’azoto, particolato e formaldeide.
L’attenzione si concentra inoltre sulle aree di particolare valore naturalistico, a cominciare dai siti della rete europea Natura 2000, tra cui Orti-Bottagone e il Promontorio di Piombino, oltre al Santuario Pelagos, interessato dalla tutela dei mammiferi marini.
Per il circolo, la valutazione ambientale dovrebbe considerare anche gli effetti del traffico delle navi metaniere sugli habitat e sulla fauna protetta.
«Piombino ha già pagato un prezzo altissimo per l’ambiente»
L’ultimo capitolo delle osservazioni riguarda la salute pubblica e gli effetti cumulativi delle attività industriali presenti sul territorio.
Sinistra Italiana-AVS richiama la situazione ambientale di Piombino e le criticità sanitarie che, secondo il circolo, emergono dai dati relativi alle patologie tumorali, cardiovascolari e respiratorie.
Si tratta di affermazioni che richiedono un’analisi epidemiologica specifica per stabilire l’entità degli eventuali eccessi di rischio e le possibili cause, senza attribuire automaticamente singole patologie alla presenza del rigassificatore.
La richiesta avanzata al ministero è comunque precisa: valutare gli impatti cumulativi della Italis LNG insieme a quelli dei progetti di riconversione industriale previsti nell’area piombinese.
Secondo AVS, non sarebbe corretto esaminare la permanenza della nave come un intervento isolato, senza considerare il contesto industriale, portuale e ambientale nel quale si inserisce.
La richiesta finale: «La banchina torni alla città»
La posizione del circolo piombinese non lascia spazio a soluzioni intermedie.
Niente proroga della permanenza a Piombino, ma neppure un semplice trasferimento della nave a Vado Ligure, Gioia Tauro o in un altro porto italiano.
Per Sinistra Italiana-AVS l’obiettivo deve essere la dismissione della FSRU e la restituzione della banchina alle attività portuali.
È una posizione che va oltre la questione della collocazione geografica dell’impianto e mette in discussione la necessità stessa di mantenerlo operativo.
Le osservazioni entrano ora nel procedimento amministrativo, nel quale dovranno essere valutate insieme alla documentazione presentata dal proponente e agli altri contributi depositati.
La decisione sulla compatibilità ambientale spetterà alle autorità competenti, mentre resta aperto il confronto sul futuro del rigassificatore e sul ruolo che il porto di Piombino dovrà avere nei prossimi anni.