PIOMBINO. Un segnale forte contro il silenzio, le discriminazioni e l’oscurantismo. Venerdì 9 ottobre, alle ore 8:00, la comunità studentesca della scuole superiori di Piombino si darà appuntamento nel parcheggio di via della Pace per manifestare e far sentire la propria voce.
Lo sciopero nasce dall’iniziativa di alcuni ragazzi e ragazze degli istituti Isis Val di Cornia, con il sostegno di studenti del Carducci, Volta e Pacinotti, determinati a rompere l’isolamento e a promuovere un reale cambiamento nei programmi scolastici e nella società.
La denuncia degli studenti: «Rompere il silenzio»
A spiegare le ragioni che li hanno portati ad organizzare questo sciopero sono proprio loro: «Al giorno d’oggi viviamo in una società dove è normale sentir parlare ogni giorno di violenza di genere, femminicidio, discriminazioni, abusi e casi di aborti di minori – denunciano con fermezza gli studenti Camilla Pierozzi e Pietro Callaioli – Siamo scesi in piazza perché riteniamo inaccettabile questa condizione e crediamo che sia necessario un cambiamento immediato. Non parlarne ci rende complici, e le scuole sono state in silenzio per troppo tempo!».
Le motivazioni della protesta e il nodo del consenso
La mobilitazione trae spunto dalle recenti normative e dalle discussioni politiche che vedono limitata o regolamentata l’educazione sessuo-affettiva negli istituti scolastici. In particolare, gli studenti contestano la necessità del consenso scritto parentale e l’esclusione dai percorsi educativi, argomentando che la scuola debba invece fornire strumenti concreti per prevenire la violenza e riconoscere relazioni malsane, stereotipi, abusi e consenso.
Le parole della Consulta: «Educazione e prevenzione a tutto campo»
A spiegare le radici e le motivazioni dell’iniziativa è anche Andrea Cillo, studente dell’ultimo anno del Liceo Classico e rappresentante della Consulta Provinciale:
«L’idea è nata tra compagni di banco. Volevamo promuovere un’iniziativa concreta per la scuola di fronte a quanto accaduto nell’ultimo periodo e alle dichiarazioni di diversi esponenti politici. Abbiamo scelto lo slogan “La scuola si-cura“, riprendendo quanto già espresso in altre mobilitazioni, perché crediamo sia fondamentale un’educazione sessuo-affettiva che faccia prevenzione a 360 gradi: non solo nell’ambito della salute e della prevenzione, ma anche sul piano sociale, contro il sessismo, l’omofobia e la violenza».
Sguardo al referendum e sostegno dei docenti
Cillo sottolinea anche l’importanza del percorso verso il referendum abrogativo previsto per la primavera: «Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza e la comunità studentesca su questi temi cruciali. Dai professori abbiamo riscontrato un generale appoggio e vicinanza, pur con i limiti legati alla natura non sindacale dello sciopero. È il momento di far sentire la nostra voce».
L’appuntamento è dunque fissato per domani mattina, venerdì 9 ottobre, in via della Pace, per uno sciopero che si preannuncia partecipato e ricco di interventi volti a riaffermare il ruolo della scuola come luogo di crescita, consapevolezza e prevenzione.
