CAMPIGLIA MARITTIMA. Più spazi per la comunità, attività integrative oltre l’orario curricolare e un’attenzione prioritaria all’inclusione e alla partecipazione: il Comune di Campiglia Marittima ha formalizzato la propria adesione al manifesto delle «Scuole Aperte».
Il documento programmatico è stato lanciato a Bologna dagli assessori e dalle assessore alla scuola dei Comuni di Bologna, Roma, Milano e Bergamo a conclusione del convegno nazionale «Le esperienze di Scuole Aperte», svolto nell’ambito delle Settimane Pedagogiche 2026. La carta è aperta alla sottoscrizione delle Amministrazioni locali che condividono l’idea della scuola come presidio dinamico e strettamente interconnesso con il tessuto sociale, per valorizzarla come luogo di crescita, integrazione e cittadinanza condivisa.
Le ragioni della scelta
A fare il punto sulle motivazioni ideologiche e gestionali che hanno spinto il Comune a firmare la carta d’intenti è la stessa amministrazione comunale per bocca della prima cittadina, che ha ribadito la centralità della collaborazione tra enti e mondo scolastico: «Abbiamo scelto di sottoscrivere questo manifesto – afferma la sindaca Alberta Ticciati – perché siamo convinti che la scuola debba essere prima di tutto un luogo capace di accogliere, creare relazioni e offrire opportunità. Come amministrazione comunale abbiamo costruito nel tempo un rapporto diretto e costante con le scuole del territorio, perché sappiamo quanto sia importante lavorare insieme per affrontare le difficoltà, costruendo risposte per non lasciare indietro nessuno. L’educazione non può essere ridotta a slogan, ma richiede presenza, risorse, collaborazione e responsabilità condivisa».
Il modello «Scuole Aperte»: attività e spazi per il territorio
Il manifesto promuove un modello pedagogico e organizzativo ben preciso: estendere l’utilizzo degli edifici scolastici oltre il consueto orario delle lezioni. L’obiettivo è offrire alla comunità opportunità gratuite di sostegno allo studio, iniziative culturali, pratiche sportive e momenti di socialità. Si tratta di strumenti considerati fondamentali per favorire l’integrazione sociale e il pieno riconoscimento di ogni singolo residente che vive il territorio, indipendentemente dal paese d’origine o dal bagaglio culturale di provenienza.
Progetti sul campo e comunità educante
Sottolineando le iniziative già attive nell’ambito dell’infanzia e il coordinamento costante con la rete di docenti ed educatori locali, la sindaca Ticciati ha richiamato l’attenzione sulle esperienze pratiche già avviate nei centri della Val di Cornia: «Abbiamo scelto da tempo di investire sulla partecipazione dei bambini e delle bambine e sulla collaborazione con le istituzioni scolastiche – prosegue la sindaca Ticciati –. Penso, ad esempio, alla Città dei Bambini, che anche quest’anno coinvolgerà le scuole di Campiglia Marittima e Venturina Terme, ma anche a tutte quelle progettualità che nascono dal confronto quotidiano con insegnanti, educatori, famiglie e ragazzi: esperienze che ci ricordano che una comunità educante si costruisce insieme».
Il contesto nazionale e la tutela dell’Articolo 34 della Costituzione
La decisione di aderire al manifesto si inserisce in un quadro di profondo dibattito istituzionale sull’inclusione scolastica, scaturito a seguito delle nuove disposizioni introdotte dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre in materia di integrazione degli studenti con cittadinanza non italiana e di composizione delle classi.
Prendendo posizione netta rispetto alle criticità aperte dal quadro normativo nazionale, la prima cittadina conclude la sua riflessione richiamando i principi fondamentali della Carta costituzionale: «Crediamo che le sfide che oggi riguardano le istituzioni debbano trovare risposte concrete attraverso strumenti e risorse capaci di sostenere davvero le scuole nel loro prezioso lavoro di accompagnamento e formazione delle giovani generazioni, senza mettere in discussione il diritto allo studio, diritto di tutti i bambini e le bambine a prescindere dalle condizioni culturali, sociali ed economiche così come sancito all’art. 34 della Costituzione italiana. Educare è una responsabilità che riguarda tutta la comunità, nessuno escluso, senza distinzione e noi, sottoscrivendo questo manifesto lo vogliamo non solo ribadire con forza ma difendere, esercitando così a pieno il senso più profondo dell’essere Istituzione».