PIOMBINO. Quanti turisti arrivano davvero al pronto soccorso di Villamarina durante l’estate per problemi che potrebbero essere gestiti da una Guardia medica turistica? Portate quei numeri in consiglio comunale e discutiamone partendo da lì.
È questa la sfida che Rifondazione Comunista Piombino lancia alla maggioranza dopo l’approvazione della mozione di Fratelli d’Italia che chiede all’Asl Toscana nord ovest di attivare anche a Piombino la Guardia medica turistica.
Il documento è stato approvato il 28 settembre con 14 voti favorevoli, nessun contrario e 7 astensioni. Fratelli d’Italia aveva poi espresso pubblicamente «rammarico» proprio per la scelta delle opposizioni di non sostenere unanimemente la richiesta.
Adesso arriva la risposta di Rifondazione.
E il partito ribalta l’impostazione della discussione: prima di chiedere un nuovo servizio occorre dimostrare con i numeri che quel servizio serva davvero a Piombino.
«Avremmo votato sì se ci avessero portato i dati»
È questo uno dei passaggi politicamente più significativi della replica.
Rifondazione sostiene infatti che la propria astensione non equivalga a essere contraria per principio alla Guardia medica turistica.
«Avremmo votato la mozione se la maggioranza fosse venuta in Consiglio con i dati di accesso al Pronto Soccorso», sostiene il partito.
E specifica quali numeri vorrebbe vedere.
Non quelli dei trasfertisti o delle persone temporaneamente presenti in città per ragioni diverse dalle vacanze, ma gli accessi dei turisti che hanno scelto Piombino per trascorrere alcuni giorni e durante il soggiorno hanno avuto bisogno di assistenza medica.
Per Rifondazione è su questa base che dovrebbe essere valutata la necessità del servizio.
«Le leggi, i regolamenti, tutto ci insegna che i servizi vengono attivati sulla base dei numeri», osserva il partito, precisando che proprio quei dati erano stati richiesti alla maggioranza.
Cos’è davvero la guardia medica turistica
La replica entra poi nel merito del servizio e contesta innanzitutto l’idea che la sua istituzione rappresenterebbe automaticamente un potenziamento della sanità territoriale per i piombinesi.
Su un punto la disciplina regionale è chiara: la Guardia medica turistica è un servizio stagionale che le aziende sanitarie possono organizzare nelle località con forte afflusso turistico ed è destinato alle persone non residenti temporaneamente presenti sul territorio. Per le prestazioni è prevista una partecipazione alla spesa da parte dell’utente.
È proprio da qui che parte il ragionamento di Rifondazione.
«Collegare la Guardia Turistica alla sanità di prossimità e territoriale per i cittadini è sbagliato», sostiene il partito.
Secondo Rifondazione, il possibile vantaggio per il sistema sanitario locale sarebbe soprattutto indiretto: ridurre una parte degli accessi non urgenti dei turisti al pronto soccorso di Villamarina.
Non significherebbe invece, sottolinea il partito, aggiungere prestazioni destinate direttamente ai residenti.
Lo scontro sull’esclusione di Piombino
È anche sulla parola «esclusione» che Rifondazione contesta Fratelli d’Italia.
La mozione approvata dal consiglio nasce infatti dalla mancata presenza di Piombino nella programmazione estiva del servizio. Nel 2026 la Guardia medica turistica è stata prevista in diverse località delle Valli Etrusche, mentre Piombino non compare nell’elenco.
Già il 10 luglio il sindaco Francesco Ferrari aveva scritto alla direzione dell’Asl Toscana nord ovest e alla Società della Salute Valli Etrusche, chiedendo di rivedere la programmazione e sostenendo che l’incremento estivo delle presenze rendesse necessario il servizio anche a Piombino.
Rifondazione offre però una lettura differente.
Secondo il partito, Piombino sarebbe stata storicamente considerata dall’azienda sanitaria in maniera diversa dalle località a vocazione prevalentemente balneare anche per la presenza dell’ospedale Villamarina e della Continuità assistenziale.
Da qui la contestazione alla rappresentazione di Piombino come territorio politicamente penalizzato.
Per Rifondazione parlare di una città «esclusa» servirebbe a costruire «un caso politico di discriminazione del territorio che nei fatti non esiste, non in questi termini, non in questo caso specifico».
Il precedente degli anni Ottanta e Novanta
Nella nota compare anche un pezzo di storia sanitaria piombinese che Rifondazione riporta a sostegno della propria ricostruzione.
Secondo il partito, una Guardia turistica sarebbe stata presente nella seconda metà degli anni Ottanta all’interno del campeggio Sant’Albinia e, nei primi anni Novanta, nel Residence Campeggio L’Orizzonte.
In entrambi i casi, sostiene Rifondazione, l’esperienza sarebbe durata circa due anni e successivamente non sarebbe stata confermata.
Si tratta di una ricostruzione storica contenuta nella nota del partito che, allo stato delle fonti consultate, non abbiamo trovato documentata in archivi pubblici online.
Il punto politico utilizzato da Rifondazione è comunque chiaro: il servizio non sarebbe qualcosa che Piombino aveva stabilmente e che le è stato recentemente sottratto.
«Il sindaco può già parlare direttamente con l’Asl»
C’è poi un’altra contestazione alla mozione.
Secondo Rifondazione, per chiedere alla direzione dell’Asl l’attivazione del servizio non sarebbe stato indispensabile un voto del consiglio comunale.
E in effetti un’interlocuzione diretta era già stata avviata: a luglio Ferrari aveva scritto formalmente all’Azienda sanitaria chiedendo sia una soluzione per la Guardia medica turistica sia una risposta stabile sulla medicina generale a Riotorto.
Per Rifondazione il sindaco dispone quindi già dei canali istituzionali necessari, anche attraverso la Società della Salute.
Da qui l’accusa politica più dura: la mozione sarebbe servita soprattutto a costringere le opposizioni a schierarsi su un provvedimento popolare, per poter poi contestare chi non avesse votato a favore.
«Noi ci siamo astenuti nel votare un’operazione di propaganda e posizionamento politico», sostiene Rifondazione.
Fratelli d’Italia aveva invece spiegato che avrebbe auspicato un voto unanime su quello che considera «un obiettivo di interesse generale», chiedendo adesso all’Asl di dare seguito alla richiesta espressa dal consiglio.
La vera battaglia, per Rifondazione, è Villamarina
La parte finale della nota sposta completamente il bersaglio.
Secondo Rifondazione, infatti, il problema non è soltanto stabilire se una Guardia medica turistica possa essere utile. È decidere dove debbano essere concentrate le energie politiche quando si parla di sanità a Piombino.
E il partito indica tre priorità: ospedale Villamarina, liste d’attesa e servizi territoriali per i residenti.
Nel primo caso chiede il rafforzamento dei reparti, la copertura dei posti vacanti di medici e infermieri e la tenuta del pronto soccorso.
Poi ci sono i tempi per visite specialistiche ed esami diagnostici e, infine, medicina di base, assistenza agli anziani e ai malati cronici, salute mentale e prevenzione.
Per Rifondazione sono queste «scelte di politica sanitaria».
Due idee diverse di sanità estiva
Alla fine dello scontro emergono quindi due impostazioni differenti.
Per l’amministrazione Ferrari e Fratelli d’Italia, il forte aumento delle presenze durante l’estate giustifica la richiesta di una Guardia medica turistica, anche per evitare che prestazioni gestibili sul territorio finiscano sul pronto soccorso. È la posizione che il sindaco aveva già formalizzato all’Asl a luglio.
Rifondazione non nega in assoluto questa possibilità, ma chiede che venga dimostrata.
Quanti turisti finiscono davvero a Villamarina per prestazioni che potrebbe assorbire la Guardia medica turistica?
Per il partito, la risposta a questa domanda dovrebbe arrivare prima della battaglia politica.
E soprattutto prima di considerare la Guardia turistica una delle priorità sanitarie di Piombino.