PIOMBINO. L’anno scolastico è appena iniziato e già si presentano i primi pesanti disagi per le famiglie dei ragazzi pendolari che frequentano le scuole superiori di Piombino, in particolare l’istituto Isis Val di Cornia.
Con l’adozione del nuovo orario che fissa l’uscita da scuola alle 14:40, decine di studenti si ritrovano nell’impossibilità di prendere i pullman diretti verso i comuni di residenza: Campiglia Marittima, Suvereto e San Vincenzo.
Decisivi pochi minuti, che diventano un ritardo enorme
Un disallineamento di una manciata di minuti, la corsa per il rientro parte infatti verso le 14:39, che si traduce in un ritardo enorme per i ragazzi. Di conseguenza, decine di ragazzi rimangono bloccati per oltre un’ora davanti alla scuola in attesa del primo autobus utile, costringendo molti genitori a fare i salti mortali, o a uscire dal lavoro, per recuperarli a Piombino
La rabbia dei genitori: «Abbonamenti pagati e sicurezza a rischio»
A far sentire la propria voce sui social e nelle segnalazioni ufficiali sono proprio i genitori, provati da una situazione che definiscono insostenibile:
«Abbiamo regolarmente pagato un abbonamento annuale ad Autolinee Toscane prima dell’inizio delle lezioni. Risultato? A causa della totale assenza di coincidenze con il nuovo orario (uscita alle 14:40), per percorrere soli 15 km sulla tratta Piombino-Venturina impieghiamo ben 1 ora e 30 minuti, arrivando a casa alle 16:10», lamenta un genitore.
Ma c’è un aspetto ancora più critico, ed è quello legato alla sicurezza:
«Tanti ragazzi minorenni si ritrovano letteralmente “abbandonati” per strada o fuori dall’istituto per oltre un’ora in attesa del primo autobus utile, con evidenti problemi di vigilanza. Chi ha pagato il servizio ha il diritto di averlo funzionante e sicuro. Qualcuno pensa di intervenire prima che succeda qualcosa?».
Il muro contro muro: permessi negati e lo spettro dello scrutinio
Alcuni genitori hanno tentato di chiedere alla dirigenza scolastica l’autorizzazione per far uscire i figli 5 o 10 minuti prima, così da permettere loro di prendere l’autobus. La risposta della scuola è stata tuttavia perentoria.
L’istituto ha chiarito che non è possibile ridurre in via stabile l’orario delle lezioni, poiché gli adeguamenti orari hanno già utilizzato tutte le riduzioni consentite dalla legge. Scendere al di sotto di tale soglia intaccherebbe il diritto/dovere allo studio. Inoltre, l’accumulo continuo di uscite anticipate comporterebbe il superamento del limite massimo di assenze (il 25% del monte orario annuo), mettendo a rischio la validità dell’anno scolastico e la stessa ammissione allo scrutinio finale.
La replica della scuola: «Tutto comunicato fin da gennaio»
A fronte delle accuse di mancata collaborazione, la dirigenza dell’Isis. Val di Cornia guidata dal dirigente scolastico Carlo Maccanti ha diffuso una ricostruzione dettagliata dei fatti:
Già da gennaio e febbraio 2026, in sede di conferenza zonale dei Comuni della Val di Cornia, la scuola aveva segnalato le criticità.
A marzo e aprile 2026 sono stati inviati all’Osservatorio dei trasporti della Provincia di Livorno i dati presunti sulla fruizione dei trasporti, poi aggiornati con le nuove iscrizioni a fine aprile.
Il 15 settembre 2026, per agevolare l’allineamento dei trasporti, l’istituto ha persino adeguato il proprio orario a quello dell’altro istituto superiore piombinese. La presidenza smentisce quindi seccamente che il problema sia legato a una mancata o tardiva comunicazione formale da parte della scuola.
La posizione di Autolinee Toscane: «Decidono gli enti, servono le autorizzazioni»
Dal canto suo, Autolinee Toscane precisa che gli orari del trasporto pubblico entrati in vigore a metà settembre sono stati definiti dagli enti competenti, ovvero la Provincia di Livorno e la Regione Toscana, sulla base dei calendari e delle indicazioni ricevute.
L’azienda sottolinea che nelle prime settimane dell’anno scolastico si possono verificare disallineamenti temporanei, dovute all’adozione di orari provvisori o a variazioni organizzative decise autonomamente dalle scuole.
Il gestore del servizio non ha l’autonomia per modificare orari o anticipare le corse a proprio piacimento: ogni aggiustamento tecnico deve passare dalla valutazione e dalla formale autorizzazione degli enti locali competenti.
«Autolinee Toscane assicura comunque di monitorare costantemente il servizio e continuerà il confronto con scuole ed enti locali affinché eventuali criticità possano essere valutate e, ove possibile, affrontate attraverso gli strumenti di programmazione del servizio» ribadiscono dall’azienda.
Per le segnalazioni ufficiali ad autolinee toscane è possibile inviare una mail tramite il sito ufficiale dell’azienda: https://www.at-bus.it/it/parlaconat.
La posizione dei Comuni della Val di Cornia
Sulla vicenda sono intervenuti direttamente anche i Comuni del territorio attraverso un comunicato congiunto, precisando come il tema sia in realtà aperto da tempo:
«I Comuni della Val di Cornia, in merito alle criticità segnalate sul servizio di trasporto scolastico degli studenti pendolari, ritengono opportuno precisare che la problematica è all’attenzione delle istituzioni già dallo scorso anno scolastico. In questi mesi sono stati promossi e mantenuti tavoli di confronto e incontri con le istituzioni scolastiche, la Provincia di Livorno, l’Osservatorio dei Trasporti e il gestore del servizio, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete alle esigenze degli studenti, delle studentesse e delle loro famiglie».
Nonostante i tavoli istituzionali già attivi, i sindaci e le amministrazioni sottolineano di aver sempre fatto presente la specificità dei bisogni dei pendolari locali:
«Le amministrazioni comunali hanno continuato a rappresentare le criticità del territorio, singolarmente e congiuntamente attraverso la conferenza zonale dell’istruzione della Val di Cornia, chiedendo particolare attenzione agli orari, ai collegamenti e alla capacità del servizio di rispondere all’effettivo numero degli studenti pendolari».
Tuttavia, con la ripartenza delle lezioni, i nodi sono venuti al pettine. Per questo motivo le amministrazioni locali ritengono necessario convocare d’urgenza un nuovo tavolo tecnico:
«Le difficoltà emerse in questi primi giorni di scuola dimostrano tuttavia che il percorso non può considerarsi concluso. I disagi registrati hanno infatti determinato la necessità di un nuovo incontro, già richiesto a tutti i soggetti interessati, affinché si possa fare il punto sulla situazione e individuare gli interventi ancora necessari a garantire un servizio adeguato. I Comuni della Val di Cornia ritengono quindi indispensabile proseguire il confronto fino al superamento delle notevoli criticità ancora presenti, mantenendo alta l’attenzione sulle esigenze degli studenti, delle studentesse e delle famiglie».
L’obiettivo delle amministrazioni resta quello di tutelare il diritto allo studio e la vivibilità del territorio, sollecitando risposte rapide ed efficaci dalle sedi competenti:
«L’obiettivo resta quello di garantire un servizio di trasporto scolastico efficiente, sicuro e pienamente adeguato alle esigenze del territorio e dei diritti degli studenti. Per questo le amministrazioni continueranno a seguire la situazione e a sollecitare, nelle sedi competenti, le soluzioni necessarie».
Infine, la nota si chiude ponendo l’accento sul valore strategico che i bus scolastici rivestono per l’intera comunità:
«Il trasporto scolastico resta uno degli strumenti a nostra disposizione, non soltanto per garantire la formazione delle giovani generazioni, ma anche per preservare e sviluppare la nostra preziosa rete di scuole secondarie di secondo grado, presidio di formazione ed istruzione e crescita sociale e culturale della nostra comunità».
Famiglie in attesa di risposte
Mentre le istituzioni, le aziende di trasporto e le scuole cercano la quadratura del cerchio attraverso tavoli tecnici e iter burocratici, a fare le spese di questo “rimpallo di responsabilità” continuano a essere le famiglie ed i giovani studenti, in attesa di un autobus che arrivi all’ora giusta.
«Se non si troverà una soluzione in tempi brevi – conclude amareggiata una madre – sarò costretta a una scelta drastica: trasferire mia figlia in un altro istituto».