Corso Italia a Piombino, negozi in crisi dopo i lavori | MaremmaOggi Skip to content

Corso Italia è rinato, ma i negozi pagano il conto: «Un anno a perdere, qualcuno non ce l’ha fatta»

Il centro cambia volto dopo la riqualificazione, ma i commercianti raccontano dieci mesi durissimi tra clienti spariti, merce rimasta nei magazzini e incassi crollati. Kappa Sport chiude il punto vendita: «Ci siamo sentiti soli». E c’è chi difende l’intervento: «I sottoservizi erano indispensabili»
Corso Italia a Piombino

PIOMBINO. Corso Italia oggi ha un volto nuovo. La pavimentazione ha preso il posto dell’asfalto, la strada assomiglia finalmente a un vero corso cittadino e anche chi ha criticato duramente il cantiere riconosce che qualcosa è cambiato in meglio. Ma basta alzare gli occhi dalle nuove mattonelle e guardare le vetrine per scoprire il prezzo pagato dai commercianti.

Ci sono serrande che non si rialzeranno più, cartelli di liquidazione totale, merce rimasta invenduta nei magazzini e attività che raccontano di aver trascorso dieci mesi lavorando in perdita. Qualcuno ha resistito, qualcuno prova adesso a ripartire. Altri hanno deciso che era arrivato il momento di arrendersi.

È l’altra faccia della riqualificazione di corso Italia: quella raccontata da chi, mentre Piombino rifaceva una delle sue strade più importanti, ogni mattina continuava ad alzare la serranda sperando che qualche cliente riuscisse ad arrivare fino al negozio.

Corso Italia cambia volto, ma i commercianti fanno i conti con dieci mesi di cantiere

Laura Doni nella sua caffetteria in corso Italia

Laura Doni, storica titolare del Bar del Corso, non si è tirata indietro di fronte alle difficoltà: è rimasta aperta ogni giorno ma, guardando la nuova pavimentazione, non risparmia critiche:

«Corso Italia oggi, a un primo impatto, si presenta sicuramente meglio rispetto al passato. Le mattonelle nuove danno colore e carattere a quella che prima era soltanto una strada asfaltata con due marciapiedi ai lati – constata senza esitazioni –. Può piacere o non piacere, i gusti sono soggettivi, e di sicuro oggi abbiamo un corso degno di questo nome. Tuttavia, quelle mattonelle bianche in mezzo ai sanpietrini trattengono tutto lo sporco, non dando l’idea di un ambiente curato. Nel complesso la via è migliorata ed è piacevole alla vista, ma osservando i dettagli emergono diverse pecche. Inoltre, da commerciante, posso dire che la gestione dell’intero cantiere poteva essere ben diversa».

Lo sporco sulle mattonelle bianche

«Abbiamo lavorato un anno a perdere»

Il sorriso contagioso della barista si spegne ripensando a quanto vissuto: «Per quasi un anno noi commercianti abbiamo lavorato a perdere. Con i lavori il Corso era completamente sbarrato: il cantiere occupava la via per intero e per passare da un lato all’altro occorreva fare tutto il giro, cosa che quasi nessuno faceva. Dieci mesi sono tanti e quello che abbiamo perso non ce lo restituirà nessuno. Si è parlato di rimborsi mai arrivati e di un’esenzione Tari che non c’è stata: le bollette sono arrivate e vanno saldate».

«Inoltre – aggiunge – non posso più installare il gazebo esterno. Il piano di riqualificazione prevede infatti arredi omogenei e strutture tutte uguali. Con l’arrivo della brutta stagione e delle prime piogge, il dehor diventa fondamentale per me, dato che all’interno ho un locale piccolo con appena tre tavoli. Senza gazebo rischio di perdere posti a sedere preziosi, proprio ora che proviamo a riprenderci dopo la batosta dell’anno scorso».

Kappa Sport chiude: «Il cantiere ci ha messo in ginocchio»

Francesco Cecchini e Giuliana Pastoino

Una batosta che per qualcuno è stata fatale. Tante attività hanno chiuso: il negozio di caramelle a fianco del Bar del Corso, l’outlet Camomilla e anche Kappa Sport, che ora espone in vetrina i cartelli della liquidazione totale per cessata attività.

A parlare è Giuliana Pastorino, storico punto di riferimento per l’abbigliamento sportivo in città: «Ormai sono arrivata all’età pensionabile, quindi la scelta di chiudere nasce anzitutto da questo, ma non posso nascondere che la spinta decisiva sia arrivata da quanto abbiamo passato lo scorso anno. Anche noi, come Laura, abbiamo lavorato a perdere. Inoltre nessuno ci aveva avvertiti: sapevamo dell’inizio dei lavori, ma nessuno ci aveva spiegato che l’intero Corso sarebbe stato chiuso né l’impatto distruttivo che questo avrebbe avuto sulle nostre attività».

«Ci siamo sentiti soli, la merce è rimasta nei magazzini»

Il negozio Kappa Sport

Con molto rammarico prende la parola anche il collega, Francesco Cecchini: «Ci siamo sentiti soli. In tutti quei mesi e, soprattutto all’inizio, con i pannelli a coprire il cantiere eravamo completamente isolati. Solo dopo lunghe proteste da parte di noi commercianti sono state installate le passerelle per permettere il passaggio tra un marciapiede e l’altro e garantire un minimo di visibilità ai negozi».

Lavori di ristrutturazione dell'area pedonale
Lavori di ristrutturazione dell’area pedonale e il corso sbarrato

Serrande abbassate e liquidazioni nel nuovo Corso Italia

«Se avessero gestito il cantiere fin da subito come stanno facendo ora nel tratto da Tezenis a OVS, le cose sarebbero andate diversamente. Nella nostra zona è stato bloccato tutto, dal negozio Carnevali fino alla banca. Le persone arrivavano, si trovavano davanti la strada interrotta con una strettoia di pochi centimetri e se ne tornavano indietro. Non passava più nessuno. Senza preavviso, inoltre, avevamo già effettuato gli ordini per i sei mesi successivi: la merce è arrivata ed è rimasta invenduta nei magazzini».

Negozi chiusi in Corso Italia

«Ora stiamo svendendo tutto, dopo aver già praticato prezzi stracciati nei mesi scorsi, ma non si può vivere di continui ribassi – precisa Giuliana Pastoino –. Il cantiere ci ha messo in ginocchio a Natale, impedendoci persino di organizzare i soliti sbaracchi. Certo, la riqualificazione ha valorizzato la via, trasformandola in un vero corso anziché in una striscia d’asfalto, ma noi ne siamo usciti massacrati. Il punto vendita Kappa Sport chiuderà i battenti e resterà attivo solo il reparto tecnico per l’abbigliamento specialistico, la cui gestione passerà ai ragazzi di Idea Sport. Per me, invece, è arrivato il momento della pensione».

La voce fuori dal coro: «Quei lavori erano indispensabili»

Cristina e Massimo Onesti

A spezzare una lancia a favore dell’intervento è invece Cristina Onesti, contitolare insieme al fratello Massimo di Ideal Casa, uno dei negozi più storici di Piombino, aperto sin dai primi anni ’30: «Una riqualificazione che chiedevo personalmente a tutti i candidati sindaco da oltre trent’anni», premette la commerciante, spostando l’attenzione su un aspetto fondamentale che va oltre l’estetica: «Molti si fermano all’aspetto visivo, ma per noi era essenziale intervenire sui sottoservizi. Con le vecchie tubature usurate dal tempo, ogni pioggia intensa significava rischiare l’allagamento e fare i conti con i problemi alla rete fognaria. Era un intervento strutturale urgente e indispensabile».

Lo stato attuale dei lavori in Corso Italia

Pur consapevole dell’impatto economico che i lavori comporteranno quando il cantiere raggiungerà la sua altezza: «Il pensiero c’è ed è inevitabile, specialmente in vista del periodo natalizio», la Onesti guarda al futuro con pragmatismo, elogiando anche il duro lavoro degli operai: «Spero che i concittadini ci diano una mano continuando a frequentare i negozi del centro. Questa riqualificazione era una necessità reale per la città».

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