Rigassificatore: l'affondo dei comitati contro Governo, Regione e Comune | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore: l’affondo dei comitati contro Governo, Regione e Comune

Tra promesse elettorali e azioni concrete, i comitati cittadini chiamano in causa il Governo Meloni, la Regione Toscana e il Comune per la gestione della nave Snam nel porto
Una nave scarica il Gpl nel rigassificatore sul porto di Piombino
Una nave scarica il Gpl nel rigassificatore sul porto di Piombino

PIOMBINO. A chi appartenga davvero la responsabilità della presenza del rigassificatore nel porto di Piombino è una domanda che trascina con sé un lungo strascico di polemiche, decisioni politiche e promesse disattese. Se l’origine della vicenda affonda le radici nella gestione del Governo Draghi, tra l’emergenza energetica legata alla guerra in Ucraina, le sanzioni alla Russia e l’immediata disponibilità del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la realtà odierna chiama in causa attori ben precisi.

Le responsabilità del Governo e l’assenza di ricorsi

Secondo una nota diffusa dal Gruppo gazebo 8 giugno e dal Comitato La Piazza Val di Cornia, la responsabilità politica dell’attuale permanenza dell’impianto ricade direttamente sul Governo Meloni e sul ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin. È stato infatti l’esecutivo in carica a promuovere il decreto legge, poi convertito in legge dalla maggioranza parlamentare, che consente al rigassificatore di proseguire le attività all’interno dello scalo piombinese.

Tuttavia, l’attacco dei comitati non si limita all’esecutivo nazionale, ma punta il dito contro il quadro di generale inerzia e mancata opposizione legale. La norma approvata poteva essere infatti impugnata. La Regione Toscana avrebbe avuto la facoltà esclusiva di ricorrere alla Corte Costituzionale, mentre sia il Comune di Piombino sia la Regione avrebbero potuto rivolgersi alla Corte europea. Nessuna delle due istituzioni ha intrapreso questa strada. Allo stesso modo, si registra il silenzio dei partiti politici di opposizione che, pur disponendo di legali, fondi e strutture idonee, non hanno presentato alcuna azione legale contro il provvedimento.

Il nodo della VIA e le risorse dei cittadini

Ora la vicenda entra in una nuova fase decisiva, poiché Snam ha richiesto l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), e sia il Comune di Piombino sia la Regione Toscana saranno chiamati a esprimersi nell’ambito della Conferenza dei servizi. Su questo passaggio i comitati esprimono forte preoccupazione per il silenzio delle amministrazioni locali.

I cittadini ricordano infatti le ingenti risorse pubbliche impiegate per redigere perizie tecniche di alto livello, le quali avevano evidenziato la pericolosità e l’impatto inquinante dell’impianto. Tali documenti e analisi, secondo i comitati, dovrebbero essere riutilizzati con forza oggi che si prospetta una presenza a lungo termine della nave.

Le richieste della piazza e la prova dei fatti

L’attenzione si sposta ora sulle prossime mosse formali. Se da un lato si apprende che il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, intende riproporre in Conferenza dei servizi le contrarietà già emerse durante la gestione commissariale di Giani, i comitati sollecitano la presentazione di osservazioni ufficiali formalmente registrate e consultabili sul portale del Ministero. Restano, inoltre, sotto la lente le posizioni delle forze politiche regionali, come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), da sempre al fianco delle battaglie no-rigassificatore e che in passato avevano ipotizzato l’uscita dalla coalizione qualora l’impianto non venisse rimosso entro la scadenza del 2026.

La posizione delle associazioni locali resta netta: se il Governo Meloni rappresenta il responsabile primario della permanenza della nave, il Comune di Piombino, la Regione Toscana e le forze politiche che non tradurranno le proteste in atti concreti si assumeranno la piena corresponsabilità della situazione davanti ai cittadini.

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