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Tari più cara, la proposta: «Usiamo la tassa di soggiorno per abbassare le bollette»

SI-AVS presenta quattro proposte contro gli aumenti: recupero dell’evasione anche con l’intelligenza artificiale, verifica dei costi del Pef e utilizzo dell’imposta di soggiorno. Chiesti chiarimenti anche sui cassonetti intelligenti
Una postazione dei cassonetti Smart a Piombino
Una postazione dei cassonetti Smart a Piombino

PIOMBINO. Gli avvisi della Tari stanno arrivando nelle case dei piombinesi e insieme alle bollette torna a infiammarsi il confronto politico sul costo del servizio rifiuti. A intervenire è Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra, che parte dagli aumenti per mettere sul tavolo quattro proposte con un obiettivo: ridurre il peso della tassa sui cittadini che pagano regolarmente.

Tra queste ce n’è una destinata a far discutere: utilizzare il gettito dell’imposta di soggiorno per contribuire ai costi del servizio rifiuti e alleggerire la Tari, ampliando anche il periodo dell’anno nel quale viene applicata.

SI-AVS riconosce che non tutti gli aumenti possono essere imputati al Comune. Ma respinge l’idea che l’amministrazione non abbia strumenti sui quali intervenire.

«Non basta dire che gli aumenti dipendono da Arera»

Il punto di partenza è il meccanismo della Tari. La tariffa deve garantire la copertura dei costi del servizio indicati nel Piano economico finanziario (Pef), predisposto nell’ambito del sistema di gestione dei rifiuti.

SI-AVS riconosce inoltre che sull’aumento dei costi incidono fattori sui quali il Comune non ha un controllo diretto, citando tra gli altri rinnovi contrattuali, carburanti e problemi strutturali del sistema impiantistico toscano.

Per la forza politica, però, questo non significa che Palazzo comunale non abbia margini sui quali lavorare.

«Non crediamo che all’amministrazione comunale non resti alcun margine di manovra, o che, come dice Petraroja, l’aumento lo faccia solo Arera – sostiene SI-AVS –. L’amministrazione è lì per governare, non per recriminare o dare la colpa ad altri».

La lotta all’evasione anche con l’intelligenza artificiale

La prima proposta riguarda il recupero dell’evasione Tari.

SI-AVS chiede di rafforzare gli accertamenti utilizzando anche le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale per incrociare le banche dati e strumenti di visual computing, in modo da supportare il lavoro degli uffici comunali.

Ma c’è una seconda parte della proposta: secondo SI-AVS, le somme recuperate dagli evasori dovrebbero essere utilizzate per alleggerire il conto dei contribuenti in regola.

L’obiettivo dichiarato è fare in modo che il recupero dell’evasione produca un effetto concreto sulla tariffa media pagata da famiglie e attività.

«Il Pef sia controllato voce per voce»

La seconda richiesta riguarda direttamente i costi.

SI-AVS propone una verifica puntuale del Pef, riconoscendo che molte spese non possono essere ridotte ma sostenendo che altre deriverebbero invece dalle scelte effettuate dal Comune in qualità di committente.

«Chiediamo che questa verifica venga fatta e resa pubblica, voce per voce», sostiene la forza politica.

La proposta: usare la tassa di soggiorno per abbassare la Tari

Il terzo punto è quello politicamente più significativo.

SI-AVS propone di destinare parte del gettito dell’imposta di soggiorno ai costi connessi alla gestione dei rifiuti, in modo da ridurre il peso della Tari.

A Piombino, sottolinea il partito, l’imposta viene applicata attualmente per quattro mesi all’anno. Se si decidesse di utilizzare una parte delle entrate anche per questo obiettivo, secondo SI-AVS dovrebbe essere valutato un ampliamento del periodo di applicazione.

Alla base della proposta c’è il peso che il turismo estivo avrebbe sul servizio.

Con l’aumento delle presenze crescono infatti le necessità di raccolta e pulizia, in particolare sulle spiagge e negli spazi pubblici. Per SI-AVS è quindi giusto che una parte dei costi generati dai maggiori flussi venga sostenuta attraverso le entrate prodotte dagli stessi visitatori.

In altre parole, far contribuire maggiormente il turismo ai costi aggiuntivi sostenuti durante la stagione, con l’obiettivo di alleggerire quelli che gravano sui residenti.

«Piombino presente a 5 riunioni su 22»

La quarta proposta si trasforma invece in un attacco diretto all’amministrazione.

«Può sembrare strano scriverlo, ma consigliamo all’amministrazione di partecipare alle riunioni di ambito dove si decidono le strategie», afferma SI-AVS.

Secondo i dati riportati dal partito, dal 2022 a marzo 2026 il Comune di Piombino avrebbe partecipato soltanto a 5 riunioni su 22.

Un dato sul quale SI-AVS chiede un cambio di passo, rivendicando una presenza maggiore del Comune nelle sedi dove vengono affrontate le scelte relative alla gestione del servizio.

Il nodo dei cassonetti intelligenti

C’è poi un’ultima questione: quanto è stato speso per i cassonetti intelligenti e perché la tariffa puntuale non è ancora partita?

SI-AVS contesta innanzitutto la qualità del servizio, giudicata «scadente», sostenendo che agli aumenti delle bollette non sarebbe corrisposto un miglioramento percepibile della raccolta in città.

Nel mirino finiscono quindi i nuovi cassonetti, introdotti anche in vista dell’applicazione della tariffazione puntuale.

Acquisto e manutenzione del sistema hanno un costo che, sottolinea SI-AVS, confluisce nel Pef e quindi viene sostenuto attraverso la tariffa.

Da qui la richiesta alla giunta di rendere pubblico quanto sia stato speso complessivamente per acquistare e mantenere il sistema.

Ma soprattutto resta una domanda politica: «Perché introdurre un sistema pensato per la tariffa puntuale e poi non dare seguito né alla tariffa puntuale né a una raccolta coerente con quei cassonetti?».

SI-AVS chiede quindi all’amministrazione di spiegare perché, a distanza di tempo dall’installazione, la tariffazione puntuale non sia ancora partita.

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