GROSSETO/VAL DI CORNIA. La seconda pillola per l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica potrà essere assunta anche a casa. È una delle novità previste dall’aggiornamento del protocollo toscano per l’accesso all’Ivg con metodo farmacologico, che riguarderà anche nella provincia di Grosseto e in Val di Cornia.
Il lavoro della Regione è quasi concluso. La novità riguarda il misoprostolo, il secondo farmaco utilizzato nel percorso di interruzione farmacologica della gravidanza, che potrà essere assunto a domicilio nei casi ritenuti clinicamente appropriati e dopo la somministrazione del primo farmaco in una struttura sanitaria.
Cambierà anche la modulistica, che sarà uniformata in tutti i territori della Toscana.
Come cambierà l’interruzione farmacologica della gravidanza
La Toscana è stata tra le prime regioni italiane a introdurre e ampliare l’accesso all’Ivg farmacologica. Il percorso è stato avviato nel 2005, per poi passare al regime di day hospital e, nel 2020, a quello ambulatoriale in stretta integrazione con i consultori.
L’introduzione della possibilità di assumere il misoprostolo a casa ha richiesto, secondo la Regione, un lavoro per conciliare il quadro normativo con la sicurezza clinica e la tutela della salute della donna.
Il percorso continuerà infatti a prevedere una presa in carico completa: dall’accoglienza e dall’ascolto per consentire una scelta consapevole e informata alla valutazione clinica, passando per la somministrazione dei farmaci, la disponibilità di un riferimento assistenziale e il controllo conclusivo.
La possibilità di assumere il secondo farmaco a domicilio non sarà automatica, ma sarà prevista nei casi in cui le condizioni cliniche lo consentano.
«Servizi uniformi sul territorio»
«In questo modo – dice l’assessora regionale alla sanità e alle politiche sociali Monia Monni – salvaguardiamo tutti i diritti riconosciuti dalla legge e garantiamo le condizioni di sicurezza clinica necessarie lungo l’intero percorso assistenziale».
«Garantire l’effettiva applicazione della legge 194 – aggiunge – significa assicurare alle donne non solo un diritto riconosciuto dall’ordinamento, ma anche servizi accessibili, appropriati, uniformi sul territorio e clinicamente sicuri. La Toscana ha sempre affrontato questo tema con responsabilità, attenzione alla qualità delle cure e rispetto dell’autodeterminazione delle donne».
L’assessora ha infine ringraziato il consigliere regionale Iacopo Melio per l’impegno sul tema.
Il nuovo protocollo è ancora in fase di aggiornamento: sarà quindi necessario attendere il completamento dell’iter per conoscere tempi e modalità con cui le nuove indicazioni saranno applicate concretamente anche nelle strutture sanitarie della provincia di Grosseto.