Tari, ristori ai commercianti di Corso Italia: interviene Nigro | MaremmaOggi Skip to content

Tari, la beffa dopo i mesi di cantiere. Nigro: «Il ristoro era pronto, ora non so cosa sia successo»

Dopo i disagi per il cantiere di Corso Italia era stato ipotizzato l’azzeramento di un’intera annualità. L’ex assessora Nigro: «Era un percorso strutturato, non un annuncio»
Lavori in Corso Italia

PIOMBINO. L’arrivo delle bollette Tari 2026 nelle cassette della posta delle attività produttive piombinesi ha riacceso i riflettori sui disagi patiti dai commercianti di Corso Italia, penalizzati dai prolungati lavori di riqualificazione del centro cittadino. I gruppi consiliari del Partito Democratico e della lista civica Piombino Domani sono intervenuti duramente sulla vicenda, denunciando l’assenza di passi concreti a distanza di sei mesi dagli impegni presi dalla giunta.

La minoranza ha ricordato come già a febbraio avesse proposto la creazione di un fondo speciale da 200 mila euro per sostenere le imprese colpite, misura poi bocciata dalla maggioranza. Nonostante le rassicurazioni arrivate a marzo su un ristoro equivalente a un’intera annualità della tassa sui rifiuti, l’opposizione sottolinea come non vi sia ancora traccia di regolamenti o dello stanziamento delle risorse necessarie all’interno del bilancio comunale, quadro reso ancora più incerto dalle successive dimissioni della titolare del settore, l’ex assessora Sabrina Nigro.

La replica dell’ex assessora Sabrina Nigro: «Nessun annuncio, era un percorso strutturato»

Di fronte alle polemiche e all’interrogativo sul lavoro svolto, è intervenuta direttamente Sabrina Nigro per fare chiarezza sulla genesi del provvedimento e rivendicarne l’impianto istituzionale.

Nigro ha respinto con forza l’idea che si sia trattato di «promesse» o di annunci estemporanei, sottolineando come la misura fosse il risultato di un lungo percorso d’ascolto con le associazioni di categoria Cna, Confesercenti, Confcommercio e con il Centro Commerciale Naturale “150 Vetrine”.

«Il valore di questo provvedimento sta tutto nel metodo con cui è stato costruito – spiega Nigro -: una serie di incontri operativi con i soggetti coinvolti e i loro rappresentanti. In quei tavoli ho trovato interlocutori di straordinaria responsabilità, capaci di palesare i disagi del cantiere non con lo spirito della protesta, ma con la forza della proposta».

Come primo strumento era stato individuato l’azzeramento di un’intera annualità della tassa sui rifiuti. Un primo passo, poiché l’obiettivo condiviso era definire misure adeguate da applicare sempre in caso di lavori pubblici di una certa durata.

Il percorso concordato aveva trovato la sua solidità anche sul piano amministrativo, attraverso valutazioni tecniche con il dirigente del Patrimonio per quantificare e individuare le risorse necessarie da stanziare.

«Era già stato definito che la misura prevedesse il riconoscimento del ristoro ai soli commercianti che si affacciavano direttamente sull’area del cantiere, escludendo altre tipologie di attività come istituti bancari e studi di liberi professionisti».

L’auspicio: «Riconoscere i disagi è un dovere morale»

L’ex assessora non ha nascosto che all’interno della giunta, già al tempo della sua permanenza, si fossero evidenziate «sensibilità diverse» riguardo alla portata e alle modalità della misura.

«Oggi, dopo le mie dimissioni, non posso sapere cosa sia accaduto all’interno del Palazzo o se siano cambiate le priorità politiche della maggioranza», ha affermato Nigro, auspicando tuttavia che l’attuale fase di stallo non sia dovuta a una mancanza di volontà politica, bensì soltanto a tempi tecnici e verifiche burocratiche degli uffici competenti.

«Riconoscere, anche solo in parte, il pesante disagio economico e logistico causato dai lavori era e rimane un dovere morale dell’amministrazione nei confronti di chi alza la serranda ogni giorno», ha concluso l’ex assessora, rilanciando la palla alla giunta guidata dal sindaco Ferrari, da cui commercianti e opposizione attendono ora risposte concrete.

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