Sassetta, senza gli alunni stranieri la scuola rischia di chiudere | MaremmaOggi Skip to content

«Senza i bambini stranieri la scuola rischia di chiudere»: il caso Sassetta diventa una festa

Nel piccolo borgo della Val di Cornia l’immigrazione contrasta spopolamento e denatalità. Il sindaco boccia il tetto del 30% nelle classi. Domenica 27 settembre la prima Festa del Migrante Sassetano
A Sassetta la festa del Migrante
A Sassetta la festa del Migrante

SASSETTA. Africani, svizzeri e scozzesi ma anche qualche americano. E prima ancora le famiglie arrivate dai Balcani, quando negli anni Ottanta e Novanta la guerra ha portato anche in questo piccolo angolo della Val di Cornia persone alla ricerca di una nuova casa. Sassetta è da decenni un paese di stranieri, un borgo dove accenti, storie e nazionalità diverse sono diventati parte della comunità.

Ed è proprio qui, in uno dei Comuni più piccoli della provincia di Livorno, che la discussione nazionale sul limite del 30% degli alunni che non conoscono adeguatamente l’italiano nelle classi assume una prospettiva particolare.

«Se a Sassetta togliessimo gli stranieri dalle scuole, rischieremmo di doverle chiudere», dice il sindaco Alessandro Guarguaglini.

Una frase che racconta meglio di molte statistiche ciò che l’arrivo di stranieri significa per tanti piccoli paesi italiani alle prese con spopolamento, denatalità e progressivo invecchiamento della popolazione.

La prima Festa del Migrante Sassetano

Domenica 27 settembre, a partire dalle 15, il paese celebrerà questa sua storia con la prima Festa del Migrante Sassetano, organizzata dal Circolo culturale Emilio Agostini Arci Saxeta, con il patrocinio del Comune.

La festa si svolgerà a Borgo di Mezzo: nel pomeriggio sono previsti animazione per bambini e giochi di gruppo, mentre alle 19 comincerà una cena a buffet con piatti della tradizione italiana e internazionale. Un lungo tavolo, idealmente, capace di mettere insieme le tante provenienze di chi oggi vive nel borgo.

La data non è casuale. Proprio domenica 27 settembre si celebra la 112ª Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.

«Qui gli stranieri vivono e lavorano con noi»

«L’evento è organizzato dal circolo Arci di Sassetta – spiega Guarguaglini – ne abbiamo parlato insieme e come amministrazione abbiamo dato molto volentieri il patrocinio. Per noi è un appuntamento importante perché Sassetta accoglie cittadini stranieri ormai da moltissimo tempo».

Nel territorio comunale è presente anche un Cas, ovvero un Centro di accoglienza straordinaria.

«Ci sono persone che rimangono qui, si integrano, hanno bambini che frequentano la scuola e genitori che lavorano nelle aziende della zona – continua il sindaco – Non è qualcosa di nuovo per Sassetta. Già negli anni Ottanta arrivarono molte persone provenienti dai Balcani e da allora siamo diventati un paese dove persone di tante nazionalità vivono insieme ai sassettani».

Guarguaglini porta un esempio: «Il nostro unico agente di polizia municipale è una ragazza con doppia nazionalità italiana e bosniaca. È arrivata a Sassetta quando aveva tre anni ed è cresciuta e si è integrata qui. Credo che sia un esempio molto semplice di quello che stiamo raccontando».

Il dibattito sul tetto del 30% nelle classi

La festa arriva proprio mentre a livello nazionale è aperto il confronto sulla proposta del Governo di introdurre un limite del 30% per gli studenti stranieri..

«Mi sembra un’assurdità, soprattutto se penso alla nostra realtà – dice Guarguaglini –. Se facessimo semplicemente le proporzioni e gli stranieri dovessero andare via, a Sassetta rischieremmo perfino di non avere più i numeri per tenere aperte le scuole».

«È a scuola che comincia l’integrazione»

Per Guarguaglini il punto centrale è proprio il ruolo della scuola. «Alcuni bambini arrivano dalle famiglie ospitate nel Cas. Chiudere o limitare questa opportunità di relazione sarebbe assurdo. Dove dovrebbero integrarsi queste persone se non a scuola?».

È proprio fra i banchi, secondo il sindaco, che avviene uno dei passaggi più importanti. «I bambini imparano molto rapidamente l’italiano, stanno insieme ai loro coetanei e poi accade anche una cosa bellissima: sono loro stessi che, tornando a casa, aiutano i genitori a imparare la lingua».

In un piccolo Comune come Sassetta, insomma, la presenza di stranieri non è soltanto un tema del dibattito politico nazionale., è qualcosa di molto più concreto: significa bambini nelle classi, famiglie che abitano le case, persone che lavorano e servizi che riescono a rimanere aperti. Domenica 27 settembre quella comunità proverà a raccontarsi attraverso una festa. Con giochi per i bambini e piatti provenienti da Paesi diversi serviti sullo stesso tavolo. Una fotografia, in piccolo, di quello che Sassetta è diventata negli ultimi quarant’anni.

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