PIOMBINO. La Tari 2026 è arrivata puntuale nelle cassette della posta di tutti i cittadini e le imprese piombinesi, ma per i commercianti di corso Italia l’amaro in bocca raddoppia.
Dei contributi e dei ristori economici promessi lo scorso marzo per attenuare i disagi causati dai lavori di rifacimento della via, infatti, non c’è ancora alcuna traccia. A sollevare la questione con fermezza sono i gruppi consiliari di opposizione Partito Democratico e Piombino Domani.
La proposta bocciata e le promesse di marzo
La vicenda affonda le sue radici all’inizio dell’anno. Già nel febbraio 2026, la minoranza consiliare aveva avanzato la proposta formale di istituire un fondo speciale da 200mila euro destinato ad agevolare le attività di corso Italia e delle vie limitrofe toccate dal cantiere, non solo sulla tassa dei rifiuti, ma anche sull’Imu e sugli affitti dei locali commercializzati.
La mozione fu respinta a maggioranza.
Pochi giorni dopo, il 20 marzo 2026, arrivò tuttavia un annuncio ufficiale da parte dell’allora assessora Sabrina Nigro. L’amministrazione comunale dichiarò di aver concordato con le associazioni di categoria, Cna, Confesercenti e Confcommercio, una soluzione «immediata ed efficace»: il riconoscimento di un ristoro economico equivalente a un’intera annualità della Tari.
Sei mesi di silenzio e fondi assenti a bilancio
Da quell’annuncio, però, sono trascorsi sei mesi senza che siano stati fatti passi concreti.
«Non ci sono atti pubblici per la regolamentazione di come i commercianti possano ottenere questo ristoro e non c’è nessun stanziamento nel bilancio 2026 delle risorse necessarie per finanziarlo», contestano congiuntamente i consiglieri del Pd e di Piombino Domani.
L’opposizione evidenzia come il quadro sia diventato ancora più incerto dopo le successive dimissioni dell’assessora Nigro. Si chiedono quindi se l’impegno preso verso la categoria sia stato dimenticato o messo in secondo piano, a dispetto delle rassicurazioni di marzo sul proseguimento del confronto e su tempi rapidi di attuazione.
L’appello dell’opposizione: «L’amministrazione mantenga le promesse»
Con le bollette della Tari già recapitate alle imprese e la fine del mese di settembre ormai vicina, la preoccupazione tra gli operatori economici resta alta.
«Non ci sembra che sei mesi si possano definire tempi rapidi – concludono dai gruppi di minoranza – Ci chiediamo come mai non si sia ancora arrivati a consentire ai commercianti interessati di fare domanda. Ci auguriamo che questo nostro intervento spinga l’amministrazione comunale ad accelerare i tempi e a mantenere gli impegni presi con il tessuto economico locale».