PIOMBINO. Dopo Rimigliano, adesso le misteriose palline bianche sono arrivate anche nel golfo di Baratti. Le mareggiate e le correnti degli ultimi giorni sembrano aver spinto il materiale lungo un tratto sempre più ampio della costa della Val di Cornia, mentre resta ancora da chiarire che cosa siano esattamente quei piccoli granuli che si stanno accumulando sul bagnasciuga.
Le prime segnalazioni erano arrivate dai frequentatori della spiaggia di Rimigliano, nel territorio di San Vincenzo, dove era stata notata una quantità consistente di piccole sfere bianche depositate lungo la battigia.
Adesso lo stesso materiale è comparso anche a Baratti, uno dei tratti di costa più conosciuti e frequentati della Val di Cornia.
Palline grandi pochi millimetri e morbide al tatto

I piccoli reperti presentano caratteristiche piuttosto particolari. Le dimensioni variano generalmente tra i 3 e i 6 millimetri e le palline hanno una consistenza morbida al tatto.
Se schiacciate producono inoltre una sorta di “scricchiolio”, un’altra caratteristica che ha alimentato gli interrogativi sulla loro composizione.
Al momento, però, non è stata ancora accertata la natura del materiale e proprio per questo saranno fondamentali gli esami di laboratorio.
Arpat e Università di Firenze cercano di capire cosa sono

Sul fenomeno sono già al lavoro gli esperti di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, insieme ai ricercatori dell’Università di Firenze.
Le analisi dovranno permettere di stabilire la composizione delle palline e, possibilmente, la loro origine, chiarendo se si tratti di materiale di origine naturale oppure di una sostanza riconducibile ad altre cause.
Soltanto i risultati degli accertamenti potranno quindi dare una risposta certa al piccolo mistero che, nel giro di pochi giorni, si è esteso lungo la costa della Val di Cornia.
I primi ritrovamenti a Rimigliano
Il fenomeno era stato segnalato inizialmente a Rimigliano, dove numerose palline bianche erano comparse sulla spiaggia.
Il Comune di San Vincenzo aveva quindi interessato le autorità competenti e Arpat per cercare di identificarne la natura.
Ora il ritrovamento anche a Baratti allarga l’area interessata dal fenomeno. Una volta conosciuti i risultati delle analisi, sarà possibile stabilire anche se siano necessari interventi di raccolta e rimozione del materiale dalle spiagge.