PIOMBINO. «Il Comune di Piombino ha il potere e, in questo contesto, il preciso dovere di utilizzare i propri strumenti urbanistici per limitare o impedire l’insediamento di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti sul territorio». Una chiamata all’azione diretta da Ascolta Piombino che punta il dito in particolare contro il sindaco Ferrari: dopo aver condotto in passato una battaglia per evitare l’ampliamento della discarica ex Asiu persa fino a cedere il passo alla gestione privata con la rinuncia al modello misto pubblico-privato, l’amministrazione è chiamata oggi a prendere una posizione netta per tutelare la comunità.
L’opzione urbanistica
Per evitare la proliferazione di nuove strutture per i rifiuti, si delineano due percorsi concreti. Il primo, più solido sul piano tecnico, punta a superare l’ostacolo dell’Autorizzazione Unica Regionale, la quale ha valore di variante urbanistica e tende a sovraintendere le istanze locali.
La soluzione richiede di convincere la Regione Toscana a inserire Piombino all’interno del Piano Regionale di gestione dei rifiuti come area inidonea all’accoglimento di ulteriori impianti. La motivazione è chiara: la città è già fortemente gravata da discariche vecchie, impianti in espansione, siti abusivi da mettere in sicurezza e un’area Sin da bonificare estesa per un milione di metri quadrati.
Parallelamente, il Comune dovrebbe recepire tale divieto all’interno del Piano Operativo comunale attualmente in stesura, ponendo un vincolo che impedirebbe il rilascio di nuove autorizzazioni.
L’alternativa dei poteri sanitari e della saturazione ambientale
«La seconda strada, più impervia ma ancora attuale, per impedire ulteriori impianti di trattamento rifiuti sul territorio, potrebbe essere quella di utilizzare i poteri sanitari del sindaco dove lo stesso potrebbe esprimere un dissenso motivato per motivi igienico-sanitari o meglio di saturazione ambientale della zona; parere che l’ente superiore dovrebbe valutare attentamente e non potrebbe liquidare con facilità. A voi la scelta, se di scelta si tratta» tuona Ascolta Piombino.
Un parere di questo tipo imporrebbe all’ente superiore una valutazione approfondita, rendendo impossibile liquidare con leggerezza la posizione del Comune. La decisione sta all’amministrazione locale, chiamata a scegliere se e come intervenire per la difesa del territorio.