Il cantiere blocca l'accesso al negozio: «Vedo sempre meno clienti, così non posso lavorare» | MaremmaOggi Skip to content

Il cantiere blocca l’accesso al negozio: «Vedo sempre meno clienti, così non posso lavorare»

I lavori del Sacoi 3 occupano parte del parcheggio al Vallone. La titolare di Usatomania: «Per noi arrivare in macchina non è una comodità, è una necessità»
Le attività della zona Il Vallone, nel riquadro i dettagli dei lavori

PIOMBINO. L’opera è di quelle destinate a cambiare il volto energetico del Paese: il Sacoi 3, l’imponente progetto di rinnovo dell’interconnessione elettrica tra la Sardegna, la Corsica e la terraferma, dal valore complessivo di oltre un miliardo di euro, di cui 200 milioni finanziati dal programma europeo REPowerEU.

Tuttavia, se da un lato la transizione energetica procede a passo spedito verso il futuro, dall’altro le attività commerciali che operano a Salivoli, nello specifico nella zona del Vallone, si trovano oggi a fare i conti con un presente fatto di ingombri e non pochi disagi operativi.

Cos’è il progetto Sacoi 3

I dettagli dei lavori

La fase attuale dell’intervento sta infatti portando a terra i cavi del nuovo elettrodotto sottomarino.

Dopo le operazioni di approdo terra-mare concluse nel primo trimestre del 2026 tramite trivellazione teleguidata allo Sgarallino, il cantiere si è spostato materialmente dentro il quartiere. Il percorso prevede la posa di 1,2 chilometri di cavidotto interrato in alta tensione e corrente continua a Piombino, con un tracciato che attraversa piazzale dello Sgarallino, la località Il Vallone, via dei Cavalleggeri e via Enrico Fermi, superando persino il Rio Salivoli attraverso la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (Toc).

Attività in sofferenza: il caso Usatomania

Se il cantiere da oltre 11 milioni di euro per questo tratto rappresenta una priorità nazionale per Terna, la vita quotidiana di chi lavora a fianco delle recinzioni è diventata insostenibile.

A soffrire maggiormente l’impatto dei lavori sono le attività economiche di prossimità. Tra le più colpite c’è Usatomania, il noto negozio di rivendita di mobili usati della zona.

Per un’attività basata sulla logistica, sul carico e scarico di merce ingombrante e sulla facilità di accesso per clienti e camioncini di trasporto, la presenza del cantiere proprio nel parcheggio a ridosso delle vetrine ha creato un pesante rallentamento dell’operatività quotidiana.

La riduzione della visibilità, i passaggi limitati e i disagi per la sosta stanno mettendo a dura prova il flusso di clienti e la gestione delle consegne, trasformando una normale giornata lavorativa in una sfida di sopravvivenza commerciale.

La denuncia di Usatomania: «Senza accesso non si lavora»

La via di accesso al negozio interdetta dai lavori

Se le cifre del cantiere raccontano un’opera strategica per il Paese, il punto di vista di chi vive e lavora a fianco dello scavo dipinge un quadro di profonda sofferenza economica.

Abbiamo chiesto quali siano le conseguenze dirette dei lavori alla proprietaria dell’attività, Patrizia Iroide, che esprime senza mezzi termini la gravità della situazione e l’impatto che i lavori stanno avendo sulle sue entrate.

«Vorrei spiegare con chiarezza cosa sta succedendo alla mia attività. Da quando sono iniziati i lavori davanti al negozio, il 31 agosto scorso, è stata chiusa proprio la parte che permette l’accesso, rendendo tutto più difficile per i clienti. Il mio negozio si trova in una zona non centrale, dove non c’è un passaggio continuo di persone. I clienti vengono apposta, quasi sempre in macchina, perché vendo mobili, arredamento, oggetti che non si portano certo a piedi. Chi passa solo per curiosità, se trova difficile arrivare, può rinunciare subito. E io perdo un cliente ancora prima che entri», racconta Patrizia Iroide.

«Chi mi porta un mobile o della merce ha bisogno di fermarsi e scaricare. E chi acquista deve poter arrivare con la macchina per caricare quello che compra. Tutto questo sta diventando molto più complicato. E infatti vedo sempre meno clienti. Non chiedo privilegi, chiedo solo che si capisca che per una piccola attività come la mia, un accesso facile non è una comodità, è una necessità. Perché se le persone non riescono ad arrivare, rinunciano. E se rinunciano, io non posso lavorare».

Il parcheggio improvvisato di un cliente

Tutto ciò di cui l’attività Usatomania ha bisogno per poter sopravvivere non sono contributi sociali o agevolazioni fiscali, ma solamente un accesso che permetta ai clienti di arrivare quanto più possibile nei pressi dell’attività per poter caricare e scaricare in autonomia.

Al momento le persone si fermano sul marciapiede, invadendo anche la carreggiata, causando problemi al traffico e rischiando per la propria e altrui incolumità.

 

Due camper circondati dal cantiere

L’incognita riapertura scuole: stop ai parcheggi dell’asilo

Alle difficoltà dei commercianti si aggiunge ora un’ulteriore criticità che rischia di mandare in tilt la viabilità della zona nei prossimi giorni: la riapertura della scuola dell’infanzia situata proprio a fianco dell’area di cantiere.

L’area di sosta attualmente occupata dai lavori era da sempre il punto di riferimento fondamentale per i genitori che ogni mattina e pomeriggio accompagnano e riprendono i propri bambini dall’asilo.

Con l’inizio imminente dell’anno scolastico, la totale indisponibilità di questi parcheggi rischia di creare forti ingorghi e gravi disagi per le famiglie, costrette a cercare soste di fortuna in una zona già fortemente penalizzata dalle deviazioni e dai mezzi pesanti di cantiere.

La posizione del Comune e le compensazioni

Il cantiere aveva già fatto discutere quando Terna aveva richiesto una proroga dell’occupazione dello Sgarallino fino alla fine di giugno. Un passaggio estremamente delicato per una delle zone più frequentate della città.

L’amministrazione comunale, a maggio scorso, aveva spiegato di aver dovuto contemperare l’interesse pubblico di un’opera strategica nazionale, non arrestabile dal Comune, con la tutela del territorio.

Dall’interlocuzione con Terna, la giunta ha ottenuto garanzie e misure compensative concrete: la realizzazione in tempi rapidi di una pista ciclabile all’interno del Vallone a carico di Terna, che si aggiunge al contributo economico compensativo di 280mila euro già destinato al Comune; l’individuazione di posti auto riservati all’interno dell’area del Marina di Salivoli; l’attivazione di un servizio di collegamento da piazzale Levante e, infine, ulteriori misure di sostegno economico e logistico per le attività, attualmente in fase di definizione.

Attesa per il ripristino

Il cantiere di Terna

Sebbene le istituzioni abbiano assicurato un monitoraggio costante sul rispetto degli impegni presi da Terna, sul campo resta l’amarezza di chi, come la titolare di Usatomania e i commercianti del Vallone, deve mandare avanti la propria attività tra polvere e cantieri per tutta la durata prevista dai lavori: 36 mesi complessivi dall’inizio di settembre 2025, comprendendo tutti e tre i tratti interessati.

La speranza della comunità di Salivoli è che le misure di mitigazione entrino a regime prima possibile e che i tempi di lavorazione vengano rispettati al millimetro, restituendo al quartiere la sua piena vivibilità e dando ossigeno al tessuto commerciale locale.

Tuttavia, i lavori nella sezione del Vallone non termineranno prima dell’inizio del 2027 e, per chi non riesce a registrare più di qualche scontrino, resistere per altri 4 mesi, portando avanti tutte le spese, non è affatto semplice.

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