PIOMBINO. Il suo cuore aveva ricominciato a battere su quella spiaggia che amava e frequentava da una vita. Per salvarla si erano mobilitati i giovanissimi bagnini, un’infermiera e poi i sanitari dell’emergenza. Marcella Caddi, 83 anni, però non ce l’ha fatta. È morta lunedì mattina all’ospedale di Livorno, dove era stata trasferita in condizioni gravissime con l’elisoccorso Pegaso.
A raccontarlo è il figlio Davide. E le sue prime parole non sono di rabbia o di recriminazione. Sono parole di gratitudine.
«I bagnini sono stati straordinari, così come l’infermiera e i medici – dice – Mamma se n’è andata, ma hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. Per questo sento il bisogno di ringraziarli».
Il malore sulla spiaggia di Carbonifera
Marcella, residente a Sesto Fiorentino, domenica 6 settembre era a Carbonifera insieme ai figli Barbara e Davide.
Una giornata al mare in un luogo che per la famiglia non era affatto casuale. Marcella frequentava infatti quella parte di costa da quando era giovanissima.
Quando si è sentita male, accanto a lei c’era Barbara. Poco dopo è arrivato anche Davide.
È in quei minuti che sulla spiaggia è scattata una straordinaria catena dei soccorsi. I bagnini sono intervenuti immediatamente e sono cominciate le manovre di rianimazione. È stato utilizzato anche il defibrillatore.
Il cuore di Marcella ha ripreso a battere.
Un risultato che aveva acceso la speranza tra i familiari e tra tutti coloro che avevano assistito ai soccorsi. Le sue condizioni, però, erano gravissime.
Sul posto è poi intervenuto il personale sanitario e per Marcella è stato disposto il trasferimento con Pegaso all’ospedale di Livorno, dove i medici hanno continuato a lottare per salvarla.
Lunedì mattina, purtroppo, il suo cuore si è fermato definitivamente. Barbara e Davide erano accanto alla loro mamma.
«Sono stati straordinari, voglio dire grazie a tutti»
Davide oggi vuole che una cosa venga detta con chiarezza: chi è intervenuto sulla spiaggia ha fatto tutto ciò che poteva fare.
«Sia i bagnini che l’infermiera sono stati straordinari – racconta – Le hanno praticato il massaggio cardiaco e hanno fatto tutto quello che serviva. E lo stesso hanno fatto poi i medici. Purtroppo mamma è morta, ma io voglio ringraziare tutti».
Un ringraziamento che assume un significato ancora più profondo pensando a quei primi minuti sulla spiaggia. La rapidità dell’intervento e l’utilizzo del defibrillatore avevano infatti consentito di far ripartire il cuore dell’83enne e di affidarla ancora viva ai sanitari.
Per qualche ora, Barbara e Davide hanno potuto sperare che Marcella riuscisse a farcela.
Marcella e quel mare amato da quando aveva 19 anni
Dietro la cronaca di un soccorso disperato c’è però soprattutto la storia di una donna.
Marcella Caddi aveva lavorato per molti anni nella produzione di lampadari. Poi era arrivata la pensione e con quella la possibilità di dedicare ancora più tempo alle persone che amava: i figli, i parenti, i nipoti e gli amici.
«Era solare, sorridente, una donna che si faceva voler bene da tutti», racconta Davide.
E poi c’era il mare.
Quello della costa piombinese era entrato nella vita di Marcella quando aveva appena 19 anni. Frequentava Torre Mozza, dove trascorreva le vacanze in campeggio. Anno dopo anno, quel tratto di costa era diventato un luogo del cuore.
Poi Marcella era diventata madre e quel mare era diventato anche il mare delle vacanze con Barbara e Davide, un pezzo della storia familiare costruita estate dopo estate.
Domenica Marcella era ancora lì, sulla costa che aveva cominciato ad amare da ragazza.
La sua ultima giornata al mare è finita nel modo più doloroso. Ma in quei minuti drammatici, attorno a lei, un gruppo di persone ha lottato con tutte le proprie forze perché potesse continuare a vivere.
Ed è proprio a loro che oggi Davide vuole lasciare il messaggio della sua famiglia: «Mamma se n’è andata. Ma loro hanno fatto tutto il possibile per salvarla. Grazie».