Finti agenti Arera: scatta l’allarme truffe porta a porta e al telefono | MaremmaOggi Skip to content

Finti agenti Arera: scatta l’allarme truffe porta a porta e al telefono

Moltissime segnalazioni dai cittadini per presunti operatori che promettono sconti e contributi economici: i raggiri tra via 25 Aprile, zona Castello e finte chiamate locali
Truffe porta a porta dai finti operatori delle società elettriche

PIOMBINO. Aumentano a dismisura le segnalazioni da parte dei cittadini per un’ondata di tentativi di truffa, sia porta a porta che via telefono.

Il copione è quasi sempre lo stesso: sedicenti operatori che promettono sconti, sblocchi di contributi economici o il blocco dei prezzi della luce per conto dell’Autorità di regolazione (Arera), con il solo obiettivo di farsi consegnare le bollette ed estorcere dati sensibili.

I blitz porta a porta: dal centro alla zona Castello

Un episodio emblematico si è verificato in via 25 Aprile. Un giovane uomo sulla trentina, in camicia bianca, pantaloni scuri e badge al collo, è riuscito a farsi aprire il portone di un condominio. Una volta sul pianerottolo, si è presentato come operatore della società elettrica del territorio chiedendo alla residente se avesse già attivato il “contributo economico” in bolletta per contrastare i rincari.

«Fortunatamente me ne intendo abbastanza e so che la riduzione, almeno nel mio caso, avviene in automatico in base all’Isee – racconta la donna – L’ho lasciato parlare: mi ha chiesto se la bolletta arrivava per mail o cartacea e ha preteso di vederne una, sostenendo fosse intestata a mio marito per verificare l’agevolazione. Lì ho capito tutto: le bollette sono intestate a me, un vero dipendente lo avrebbe saputo. Con una scusa l’ho liquidato e gli ho sbattuto il portone in faccia».

Un’altra segnalazione arriva sui social dalla zona Castello, dove l’esca è stata un presunto blocco dei prezzi. In questo caso, i truffatori, spacciatisi come operatori di Arera, hanno chiesto alla residente di uscire di casa per ricevere un’informativa. La donna non ha aperto, ma ha purtroppo notato altri vicini scendere le scale per parlare con i finti agenti. L’appello lanciato sui gruppi di quartiere è quello di prestare molta attenzione: «Non aprite il portone, non mostrate le bollette e soprattutto non firmate nulla».

La trappola telefonica con i prefissi locali

Il raggiro si svolge anche telefonicamente, sfruttando numeri con prefisso locale per non insospettire le vittime. Una residente racconta di essere stata contattata da un numero con prefisso di Livorno mentre si trovava in auto: «Pensavo fosse l’ospedale per delle visite e ho risposto. Dall’altro capo del filo però una signorina, presentatasi come operatrice della società elettrica del territorio, senza specificare quale, mi ha detto che dovevamo cambiare contratto per non pagare troppo e che dovevo leggerle subito la bolletta. Alle mie esitazioni è diventata insistente, quasi ammaliante, dicendo che dovevamo farlo immediatamente e che dovevo fornirle l’Iban per l’addebito diretto».

Accostata l’auto, la donna ha verificato il numero su internet da un secondo telefono, scoprendo che era già segnalato come truffa: «L’ho affrontata e le ho riattaccato in faccia. Mi hanno richiamato giorni dopo con la stessa modalità, ma questa volta ho riattaccato immediatamente all’operatore senza neanche farlo parlare».

Come proteggersi

Le autorità e le associazioni dei consumatori ricordano le regole fondamentali per non cadere nella rete dei malintenzionati. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente è un ente garante e non invia mai personale a domicilio né effettua chiamate commerciali per modificare i contratti.

Inoltre, le società fornitrici non contattano gli utenti pretendendo dati bancari o la lettura immediata dei codici  della bolletta. Qualsiasi cambio di gestore o verifica tariffaria deve partire da una scelta attiva del cittadino attraverso i canali ufficiali delle aziende.

 

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