PIOMBINO. Uno spettacolo tanto insolito quanto inaspettato ha catturato l’attenzione dei tanti passanti e cittadini che nella giornata di ieri, lunedì 7 settembre, affollavano piazza Bovio.
Decine di persone si sono radunate sul promontorio con gli occhi incollati sull’orizzonte, stavolta però non per ammirare il tramonto, ma per non perdersi neanche un dettaglio del passaggio della mastodontica piattaforma offshore Douglas Ccs, il gigante d’acciaio assemblato nel porto di Piombino.
L’obiettivo dell’infrastruttura
L’infrastruttura è la prima di quattro grandi piattaforme offshore di Rosetti Marino commissionate da Eni UK. L’imponente mega traliccio d’acciaio, alto decine di metri, rappresenta la base solida destinata a sostenere un impianto in mezzo al mare nell’ambito di un importante progetto di sostenibilità ed ecologia guidato da Eni, il Liverpool Bay Carbon Capture and Storage.
L’obiettivo della struttura è quello di catturare la CO₂ prodotta dai siti industriali per evitare che si disperda nell’atmosfera, pompando l’anidride carbonica in totale sicurezza nel sottosuolo del fondale marino per isolarla e stoccarla a lungo termine.
Una volta completate le ultime operazioni, questo “bestione” dell’ingegneria navale viaggerà verso il Regno Unito, destinazione Liverpool, dove verrà installato stabilmente nell’ambito del progetto internazionale HyNet NorthWest.
Uno dei principali poli industriali su scala globale concepiti per abbattere le emissioni nei settori hard-to-abate, ovvero quei comparti produttivi dove l’elettrificazione da sola non basta a eliminare l’anidride carbonica.
Un’eccellenza ingegneristica montata a Piombino

La scelta del montaggio nel cantiere navale di Piombino, è stata dovuta al fatto che il cantiere di Marina di Ravenna non era momentaneamente disponibile poiché già impegnato in altri progetti.
Così, nell’area attrezzata a disposizione di Pim, Piombino Industrie Marittime, gestito dalla joint venture Rosetti Pim, è stata completata con successo la delicata fase di costruzione onshore e il successivo caricamento su chiatta (load-out) delle due componenti fondamentali dell’opera.
La struttura portante inferiore, chiamata Jacket, si ancorerà al fondale. Pesante ben 1.575 tonnellate e alto quasi 50 metri è caratterizzato da quattro gambe dotate di 8 pile sleeves e 8 pali di fondazione da 730 tonnellate.
Il Topside è invece la parte superiore della piattaforma di 1.885 tonnellate che ospiterà gli impianti veri e propri, con un peso complessivo in configurazione di carico di 2.128 tonnellate.
Come spiegato dal gruppo industriale italiano Rosetti Marino, azienda leader con sede principale a Ravenna, forte di circa 1.200 dipendenti e specializzata nei servizi EPCI (ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione) per il settore energetico, dall’Oil & Gas fino alle rinnovabili come l’eolico offshore e l’idrogeno verde, con il completamento di queste operazioni si è chiusa ufficialmente la fase on-shore del progetto. Si continuano ora le preparazioni finali per il sail-away e la successiva installazione nella baia di Liverpool.
Un viaggio di migliaia di tonnellate: la sfida del trasporto

Spostare un’opera di queste dimensioni, dal peso complessivo di diverse migliaia di tonnellate, richiede una pianificazione tecnica e meteorologica estremamente rigorosa. In operazioni di questo tipo vengono infatti analizzate attentamente le condizioni meteo-marine, la durata stimata della rotta e le possibili finestre temporali prive di maltempo, per evitare rallentamenti o rischi durante la navigazione.
In base a questi studi si sceglie la strategia di trasporto più idonea tra l’impiego di navi speciali auto-affondanti ad alta stabilità (HTV – Heavy Transportation Vessel) e l’utilizzo di una cargo barge, ovvero una chiatta non motorizzata, trainata da potenti rimorchiatori. Per la piattaforma Douglas si è optato proprio per la soluzione dei rimorchiatori, che scorteranno e trainino il colosso d’acciaio lungo la sua rotta verso il Nord Europa.
Il passaggio davanti a Piazza Bovio ha regalato a Piombino un momento di orgoglio industriale e grande suggestione visiva, dimostrando ancora una volta le elevate capacità della cantieristica e dell’ingegneria navale del territorio.