PIOMBINO. Fabio Mussi è tornato a casa. Nella sua Piombino, la città nella quale era nato e alla quale era rimasto profondamente legato anche negli anni trascorsi ai vertici della politica e delle istituzioni italiane.
Nel pomeriggio di sabato 5 settembre, la salma dell’ex ministro e parlamentare, morto a Roma all’età di 78 anni, è arrivata dal Sant’Eugenio alla sala del commiato della Pubblica assistenza di Piombino.
E la città era già lì ad aspettarlo.
La salma non aveva quasi fatto in tempo ad arrivare che cittadini, amici, compagni di una vita e rappresentanti delle istituzioni avevano già cominciato a riempire la sala. Un afflusso continuo per rendere l’ultimo omaggio a una delle figure politiche più importanti espresse dalla Val di Cornia.
Piombino saluta Fabio Mussi
Tra i presenti anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati, accompagnata dal vicesindaco Iacopo Bernardini.
Ma alla Pubblica assistenza sono arrivati soprattutto tanti cittadini. Persone che hanno conosciuto Mussi personalmente e altre che ne hanno seguito da lontano il lungo percorso politico, cominciato proprio da questa terra.
Numerosi anche gli esponenti politici giunti a Piombino.

Una delegazione di Sinistra Italiana-Avs era presente con il segretario nazionale Nicola Fratoianni, il vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi, il segretario regionale toscano Dario Danti e Paolo Fedeli, capo ufficio stampa e per molti anni stretto collaboratore di Mussi.
A rendere omaggio all’ex ministro sono arrivati anche Massimo D’Alema, Piero Fassino e Claudio Petruccioli, i deputati del Pd Marco Simiani e Nico Stumpo, l’assessora regionale toscana Alessandra Nardini e gli ex parlamentari Marisa Nicchi e Andrea Manciulli.
Con loro numerosi rappresentanti locali di Avs e Pd e del mondo della Cgil, dell’Arci e dell’Anpi.
Occhetto: «Uno dei migliori figli di Piombino»
Intanto, da tutta Italia continuano ad arrivare messaggi di cordoglio e ricordi dell’ex ministro.
Tra i più intensi c’è quello di Achille Occhetto, ex segretario del Pci e del Pds e compagno di Mussi in una stagione decisiva della storia della sinistra italiana.
«Oggi Piombino, città di lavoro e di lotta operaia, porge il suo commosso omaggio a uno dei suoi migliori figli – scrive Occhetto – È stato per me non solo un compagno, ma un amico. Insieme abbiamo cercato la strada del rinnovamento e uno dei migliori interpreti degli obiettivi della Svolta della Bolognina».
Poi una frase che lega la storia politica di Mussi direttamente alle sue origini.
«Scompare con lui la rara, ma sempre feconda, figura dell’intellettuale politico. Ma Fabio non è stato un intellettuale che è andato verso il popolo: per le sue origini è stato il popolo che si è fatto intellettuale. Per questo oggi ritorna nella sua Piombino. La sua figura sia di esempio alle giovani generazioni».
Occhetto ricorda anche la lungimiranza dell’ex ministro sui temi della transizione ecologica, insieme alla sua curiosità umanistica e scientifica, esprimendo il rammarico per una sinistra che, a suo giudizio, non sempre ha saputo utilizzare pienamente le qualità di figure come quella di Mussi.
Finora hanno reso omaggio a Mussi una delegazione di Sinistra Italiana-Avs con il segretario nazionale Nicola Fratoianni, il vicecapogruppo dei deputati Marco Grimaldi, il segretario regionale toscano Dario Danti, il capo ufficio stampa Paolo Fedeli per molti anni stretto collaboratore di Mussi.
E poi Massimo D’Alema, Piero Fassino, Claudio Petruccioli. I deputati del Pd Marco Simiani e Nico Stumpo, l’Assessore regionale toscano Alessandra Nardini. Gli ex deputati Marisa Nicchi e Andrea Manciulli. E molti esponenti locali di Avs, del Pd, della Cgil, dell’Arci e dell’Anpi.
Il Nobel Giorgio Parisi: «Uomini come lui sono rarissimi»
Un ricordo particolarmente significativo è arrivato anche dal mondo della scienza.
Il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha ricordato il rapporto personale con Mussi e il suo impegno a favore della ricerca scientifica italiana durante l’esperienza da ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi.
«Nonostante lo pungolassi spesso, mi aveva voluto come invitato permanente nella segreteria della Sinistra Democratica. Peccato che uomini come lui siano rarissimi», ha scritto Parisi.
Parole che riportano a una delle stagioni meno conosciute dal grande pubblico della carriera di Mussi: quella alla guida del ministero dell’Università e della Ricerca, tra il 2006 e il 2008.
Il messaggio del ministro Crosetto
Il cordoglio ha attraversato anche gli schieramenti politici.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato Mussi come «un uomo di cultura, di passione civile e di forte impegno pubblico, sempre profondamente legato alle idee e alle battaglie nelle quali ha creduto».
«Il suo percorso politico e istituzionale – aggiunge Crosetto – ha lasciato un segno nella storia del nostro Paese. In questo momento di dolore, rivolgo alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti gli sono stati vicini il mio più sincero cordoglio».
Dalla famiglia operaia ai vertici dello Stato
Anche il Partito Democratico di Campiglia Marittima ha ripercorso la storia personale e politica dell’ex ministro: Mussi era nato a Piombino nel 1948, in una famiglia operaia, per poi studiare alla Scuola Normale Superiore di Pisa e intraprendere un percorso che lo avrebbe portato ai vertici di Pci, Pds e Ds, fino alla vicepresidenza della Camera dei deputati e all’incarico di ministro.

«Una storia che merita di essere ricordata e raccolta come patrimonio di un’intera comunità», scrive il Pd di Campiglia.
Ed è proprio quel percorso, dalle radici operaie piombinesi alle più alte istituzioni della Repubblica, a tornare continuamente nei ricordi di queste ore.
La Cgil: «Se ne va un pezzo di storia della sinistra e di questa terra»
Al ricordo si è unita anche la Camera del Lavoro Cgil di Livorno.
Per il sindacato, con Mussi se ne va «un pezzo di storia della sinistra e di questa terra».
La Cgil ne ricorda la figura di intellettuale e politico, sottolineando il legame mantenuto con le proprie radici sociali, il mondo del lavoro e le battaglie per i diritti.
Anche l’amministrazione comunale di Campiglia Marittima ha ricordato il rapporto costruito negli anni da Mussi con la Val di Cornia, citando, tra gli altri momenti, la partecipazione nel 2006 all’inaugurazione dell’ampliamento del Parco archeominerario di San Silvestro e gli incontri con gli studenti delle scuole del territorio.
Ma nel pomeriggio di sabato, davanti alla sala del commiato, la lunga carriera politica sembra quasi restare sullo sfondo.
C’è soprattutto Piombino che saluta uno dei suoi figli. Fabio Mussi è tornato nella città dalla quale era partito. E ad aspettarlo ha trovato la sua gente.