Dengue a Piombino, 10 casi confermati tra Piombino e Baratti | MaremmaOggi Skip to content

Dengue, salgono a 10 i casi: tutti hanno frequentato la zona tra Piombino e Baratti

La Regione rafforza la sorveglianza e gli interventi contro le zanzare. L’infettivologo Bartoloni: «Non si trasmette direttamente da persona a persona e solitamente si risolve in una settimana». Ecco che cos’è la Dengue, quali sono i sintomi e come proteggersi
Il golfo di Baratti e una zanzara Aedes
Il golfo di Baratti e una zanzara Aedes

PIOMBINO. Sono saliti a dieci i casi confermati di Dengue in persone che, durante il mese di agosto, hanno frequentato un’area circoscritta tra Piombino e Baratti.

È il nuovo dato comunicato dalla Regione Toscana, che sta seguendo l’evoluzione della situazione in costante raccordo con le aziende sanitarie. È stata rafforzata la sorveglianza epidemiologica e sono state attivate le misure previste per controllare le malattie trasmesse dalle zanzare, a partire dalle disinfestazioni e dalla ricerca e rimozione dei focolai larvali nelle aree interessate.

Il dato aggiorna sensibilmente il quadro emerso nei giorni scorsi, quando erano stati comunicati prima un caso nella zona dei Ghiaccioni e poi altri due casi collegati alle aree di via Anita Garibaldi e via Madonna delle Rose.

La Regione parla adesso complessivamente di dieci casi confermati, ma non precisa se si tratti di persone residenti a Piombino né se tutte abbiano contratto l’infezione sul territorio. L’elemento comune accertato è che i soggetti risultati positivi hanno frequentato, durante agosto, la stessa area circoscritta tra Piombino e Baratti.

Rafforzate sorveglianza e disinfestazioni

La Regione e l’Asl stanno applicando le misure previste in presenza di casi di malattie trasmesse dalle zanzare.

Oltre al monitoraggio epidemiologico, sono stati intensificati gli interventi di disinfestazione e le attività per individuare ed eliminare i ristagni nei quali si sviluppano le larve. Nei giorni scorsi erano già stati effettuati trattamenti straordinari nelle zone di Piombino collegate ai primi casi segnalati.

L’attenzione resta alta anche perché, nonostante la fine dell’estate, durante settembre la presenza della zanzara tigre può rimanere significativa, soprattutto se le temperature continuano a essere elevate.

Dagli specialisti arriva comunque un invito a non creare allarmismi. «La Dengue non si trasmette direttamente da persona a persona – spiega Alessandro Bartoloni, ordinario di Malattie infettive all’Università di Firenze e responsabile del Centro per lo studio e la cura delle malattie tropicali – Si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette».

«Si manifesta come una sindrome simil-influenzale – aggiunge – il cui quadro clinico si risolve solitamente nel giro di una settimana: le complicazioni sono rare».

Che cos’è la Dengue

La Dengue è una malattia infettiva provocata da un virus e trasmessa all’essere umano attraverso la puntura di zanzare infette appartenenti al genere Aedes.

Nelle zone tropicali e subtropicali il principale vettore è l’Aedes aegypti. In Italia può contribuire alla trasmissione l’Aedes albopictus, conosciuta comunemente come zanzara tigre, ormai ampiamente diffusa sul territorio.

Una zanzara può infettarsi pungendo una persona che ha il virus nel sangue e può successivamente trasmetterlo a un’altra persona attraverso una nuova puntura. La malattia, quindi, non passa normalmente attraverso il contatto diretto fra persone, con una stretta di mano, un abbraccio, la condivisione degli ambienti o la vicinanza a un soggetto positivo.

L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda tuttavia che una persona infetta può trasmettere il virus alle zanzare che la pungono anche in prossimità della comparsa dei sintomi. Per questo gli interventi contro gli insetti vengono effettuati rapidamente attorno ai luoghi frequentati dalle persone risultate positive.

Quali sono i sintomi

Molte infezioni possono non provocare sintomi oppure manifestarsi in forma lieve. Quando la malattia si presenta, i disturbi possono essere simili a quelli di una forte influenza.

I sintomi più frequenti sono: febbre alta; forte mal di testa; dolore dietro agli occhi; dolori muscolari e articolari; nausea e vomito; stanchezza ed eruzioni cutanee. I sintomi compaiono generalmente alcuni giorni dopo la puntura della zanzara infetta. Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente nel giro di una o due settimane.

Non esiste una terapia antivirale specifica per la Dengue: il trattamento è rivolto principalmente al controllo dei sintomi e alla corretta idratazione. In presenza di febbre o di sintomi compatibili è opportuno rivolgersi al medico, indicando anche di aver frequentato recentemente l’area interessata.

Quando è necessario rivolgersi rapidamente al medico

Le forme gravi sono rare, ma possono richiedere assistenza ospedaliera. Tra i segnali ai quali prestare particolare attenzione ci sono forti dolori addominali, vomito persistente, sanguinamenti, difficoltà respiratoria, estrema debolezza, agitazione o un improvviso peggioramento delle condizioni generali.

Questi disturbi possono comparire anche quando la febbre sta diminuendo. In questi casi è necessario rivolgersi rapidamente a un medico o ai servizi sanitari.

In caso di sospetta Dengue, l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda inoltre di non assumere autonomamente aspirina o farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene, perché possono aumentare il rischio di sanguinamento. Qualsiasi farmaco deve essere assunto seguendo le indicazioni del medico.

Come proteggersi dalle punture

La prima forma di prevenzione consiste nel ridurre il più possibile il contatto con le zanzare.

È consigliabile: utilizzare repellenti adatti, rispettando le indicazioni riportate sulla confezione; indossare, quando possibile, pantaloni lunghi e abiti chiari; installare zanzariere alle porte e alle finestre; limitare l’esposizione nelle zone con una forte presenza di zanzare e proteggere con particolare attenzione bambini, anziani e persone fragili.

Chi ha ricevuto una diagnosi di Dengue deve continuare a proteggersi dalle punture, per evitare che altre zanzare possano entrare in contatto con il virus.

Eliminare i ristagni nei giardini e sui terrazzi

Una parte decisiva della prevenzione dipende dai comportamenti adottati nelle abitazioni, nei giardini, sui balconi, nelle aree condominiali e negli spazi di lavoro.

La zanzara tigre riesce a riprodursi anche in quantità molto piccole di acqua stagnante. Per questo è importante: svuotare ogni due o tre giorni sottovasi, secchi e innaffiatoi; cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole degli animali; non lasciare all’aperto piscine gonfiabili piene e inutilizzate; coprire cisterne e contenitori utilizzati per raccogliere l’acqua piovana; mantenere puliti tombini, griglie, fontane e piccole vasche ed evitare qualsiasi recipiente nel quale possa accumularsi acqua.

L’Asl Toscana nord ovest sottolinea che la lotta contro le larve è l’intervento più efficace e duraturo, perché impedisce alle zanzare di raggiungere lo stadio adulto.

La collaborazione dei cittadini diventa quindi essenziale. Le disinfestazioni negli spazi pubblici, da sole, non possono eliminare i piccoli focolai presenti in giardini, cortili, terrazzi e aree private.

L’invito della Regione: «Niente allarmismi»

Il sistema sanitario regionale continuerà a monitorare i casi e l’area compresa tra Piombino e Baratti.

La presenza di dieci persone risultate positive e accomunate dalla frequentazione della stessa zona richiede attenzione e interventi rapidi, ma non significa che la Dengue possa trasmettersi attraverso i normali rapporti sociali.

«Rimane fondamentale – conclude Bartoloni – proseguire con le misure di prevenzione, soprattutto in un periodo dell’anno in cui la presenza della zanzara tigre può essere ancora elevata».

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