SAN VINCENZO – Il Comune di San Vincenzo interviene sulla pronuncia della Corte dei Conti relativa ai rendiconti degli esercizi 2022, 2023 e 2024 e lo fa con una precisazione affidata all’assessora Caterina Franzoi. Al centro della deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Toscana ci sono alcune criticità nella composizione del risultato di amministrazione dell’ente, con particolare riferimento alle somme vincolate, alle risorse destinate agli investimenti e alla contabilizzazione del Fondo anticipazione di liquidità.
La pronuncia della Corte aveva evidenziato, in particolare, la necessità di una diversa ricostruzione della composizione del risultato di amministrazione. Il risultato formale del 2024, pari a 11.272.443,68 euro, non viene contestato nel suo valore complessivo, ma nella sua articolazione interna. Secondo la Corte, infatti, devono essere incrementate le quote vincolate e quelle destinate agli investimenti, con una conseguente rideterminazione della parte disponibile, che passa a un valore negativo di 620.639,14 euro.
È proprio su questo dato che l’amministrazione comunale concentra la propria replica, sottolineando come il valore debba essere letto all’interno del percorso di risanamento già intrapreso negli anni precedenti.
Il precedente disavanzo da 1,9 milioni
Il Comune parte dal rendiconto del 2019, quando era stato registrato un disavanzo di 1.910.458,57 euro, legato alle modifiche normative relative alla contabilizzazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità e del Fondo anticipazione di liquidità.
Per il recupero di quella somma erano stati predisposti due piani di rientro, rispettivamente di 15 e 10 anni, con una rata annuale complessiva di 150 mila euro.
Secondo l’amministrazione, la deliberazione della Corte dei Conti si inserisce quindi all’interno di un percorso di controllo già avviato e non rappresenta l’apertura di una nuova procedura di risanamento. Il Comune evidenzia soprattutto un dato: sulla base dei piani di rientro, alla fine del 2024 il disavanzo atteso avrebbe dovuto essere di 1.029.726,56 euro. La rideterminazione operata dalla Corte porta invece la parte disponibile negativa a 620.639,14 euro.
Per l’amministrazione si tratta quindi di un recupero superiore alle previsioni di 409.087,42 euro. «Pur in presenza delle criticità contabili rilevate, il percorso di recupero del disavanzo sta procedendo più rapidamente rispetto a quanto originariamente programmato», sostiene il Comune.
Risorse vincolate e investimenti
Una parte significativa dei rilievi della Corte riguarda la ricostruzione delle risorse vincolate provenienti da trasferimenti regionali e statali e delle somme destinate agli investimenti.
L’amministrazione spiega di avere già fornito alla magistratura contabile diversi elementi giustificativi, tra cui quelli relativi allo svincolo di risorse destinate agli interventi di efficientamento energetico degli edifici scolastici, già realizzati e rendicontati, e alle risorse legate all’emergenza Covid.
Tra queste ci sono anche i ristori riconosciuti al Comune per Imu e Cosap durante il periodo pandemico. Secondo quanto riferito dall’ente, una parte delle risorse vincolate è stata svincolata con effetto sul rendiconto 2023 in seguito al decreto ministeriale dell’8 febbraio 2024. Gli uffici comunali hanno quindi proceduto, spiega l’amministrazione, alla ricostruzione delle singole poste, con l’obiettivo di fornire una rappresentazione completa e documentata della situazione finanziaria.
Il nodo del Fondo anticipazione di liquidità
Un altro capitolo riguarda il Fondo anticipazione di liquidità, ottenuto dal Comune nel 2020. In questo caso la Corte ha contestato la modalità con cui l’anticipazione è stata contabilizzata negli esercizi 2022, 2023 e 2024, ritenendola non più conforme alla disciplina vigente dal 2021. L’amministrazione sottolinea però che la Corte non contesta l’importo del FAL accantonato al 31 dicembre 2024 rispetto al debito residuo nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti.
La questione riguarda quindi, secondo il Comune, la tecnica contabile utilizzata per finanziare le quote annuali e non l’esistenza o la copertura del debito.
La Corte ha quantificato in 69.513,43 euro l’ampliamento della capacità di spesa determinato da questa modalità di contabilizzazione nel triennio considerato.
Il Comune afferma di avere già provveduto a «sterilizzare» tale importo attraverso l’iscrizione, nel bilancio 2026, di una posta di spesa non impegnabile, come richiesto dalla Sezione regionale di controllo. L’amministrazione ricorda inoltre la complessità della disciplina del FAL, sulla quale è intervenuta più volte anche la Corte costituzionale. La stessa Sezione regionale di controllo ha rimesso alla Consulta un’ulteriore questione relativa alla disciplina dell’utilizzo del FAL, sospendendo sul punto le proprie valutazioni.
Cassa vincolata e rapporti con ASA
Tra gli altri rilievi figurano quelli relativi alla rappresentazione della cassa vincolata. In questo caso, secondo il Comune, la Corte ha preso atto delle spiegazioni fornite dall’ente sull’applicazione del principio contabile relativo alle spese sostenute prima dell’incasso della corrispondente entrata vincolata, chiedendo sostanzialmente una documentazione contabile più completa.
Resta invece da approfondire la questione dei rapporti di debito e credito con le società partecipate, in particolare con ASA S.p.A. Il Comune annuncia che proseguiranno le attività di riconciliazione delle rispettive risultanze contabili e gli approfondimenti sulle differenze emerse. Una problematica che, precisa l’amministrazione, riguarda anche i rapporti tra ASA e altri enti locali soci. L’obiettivo è quindi rafforzare le procedure di verifica, riconciliazione e monitoraggio per arrivare alla definitiva definizione delle partite reciproche.
«Misure correttive già adottate»
L’amministrazione comunale assicura infine di avere adottato nei termini previsti dall’articolo 148-bis del Testo unico degli enti locali le misure correttive richieste dalla Corte dei Conti. Per il Comune, dunque, non si tratta di una situazione finanziaria «nuova o improvvisa», ma di rilievi che si inseriscono in un percorso di controllo e risanamento già in corso.
L’amministrazione ricorda anche la precedente deliberazione della Corte, la numero 131/2025/PRSP, con la quale erano state valutate coerenti le misure adottate dall’ente e idonee le modalità programmate per la copertura del disavanzo.
«Il dato che l’Amministrazione considera maggiormente significativo – sottolinea la nota – è che il disavanzo rideterminato dalla Corte al 31 dicembre 2024 risulta comunque inferiore di oltre 409 mila euro rispetto a quello che avrebbe dovuto registrarsi secondo il piano di recupero originariamente previsto».
La linea indicata dal Comune è quindi quella di proseguire il percorso già intrapreso, rafforzando le procedure contabili, la tracciabilità delle risorse vincolate, la riconciliazione dei rapporti con le partecipate e i sistemi di controllo interno. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è arrivare a un «pieno riequilibrio finanziario» mantenendo, allo stesso tempo, la continuità e la qualità dei servizi rivolti ai cittadini.