SAN VINCENZO. Il Comune deve correggere alcune poste dei propri bilanci, ma nello stesso tempo il percorso di rientro dal disavanzo ereditato negli anni precedenti sta producendo risultati. È questo il quadro, più articolato di quanto possa apparire a una prima lettura, che emerge dalla deliberazione 111/2026 della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Toscana, dedicata ai rendiconti del Comune di San Vincenzo relativi agli esercizi 2022, 2023 e 2024.
Della questione si è discusso anche nel Consiglio comunale del 25 agosto, una seduta particolarmente lunga, terminata intorno a mezzanotte e mezzo, durante la quale è stata approvata anche una deliberazione dedicata proprio agli effetti della pronuncia della magistratura contabile e alla conseguente rideterminazione dei risultati di amministrazione. Un passaggio con il quale l’amministrazione ha iniziato a recepire nel bilancio comunale le indicazioni arrivate dalla Corte.
La magistratura contabile individua infatti una serie di irregolarità nella determinazione delle componenti del risultato di amministrazione e chiede al Comune nuovi interventi correttivi. Allo stesso tempo, però, dà conto del recupero compiuto rispetto al disavanzo proveniente dagli esercizi precedenti: alla fine del 2024, secondo i programmi di rientro, il disavanzo atteso sarebbe stato superiore al milione di euro, mentre la stessa Corte lo ridetermina in poco più di 620mila euro, evidenziando un maggior recupero di 409.087 euro.
Una situazione sulla quale l’amministrazione comunale sottolinea quindi due aspetti: da una parte la necessità di recepire e risolvere le contestazioni tecniche sollevate dalla magistratura contabile, dall’altra il progressivo miglioramento dei conti rispetto alla situazione trovata all’inizio del mandato.
Il disavanzo che arriva dagli anni precedenti
Per capire la nuova pronuncia occorre infatti partire da lontano. L’attuale amministrazione, eletta nell’ottobre 2021, si è trovata a fare i conti con una situazione finanziaria già problematica.
La precedente istruttoria della Corte sui rendiconti 2020 e 2021 aveva portato a una profonda rideterminazione dei risultati. Per il 2021, una volta depurato il risultato dagli effetti delle successive regolazioni sui fondi Covid, il disavanzo era stato rideterminato in 1.883.715,80 euro. La Corte aveva individuato al suo interno una quota di 1.056.871 euro riconducibile al Fondo crediti di dubbia esigibilità, 622.186 euro al Fondo anticipazione di liquidità e 204.658 euro al disavanzo ordinario della gestione 2021.
Da qui è partito il percorso di rientro.
Nel giugno 2025 il Comune ha provveduto a correggere i risultati 2020 e 2021 secondo le indicazioni ricevute, riapprovando contestualmente anche quelli degli esercizi 2022, 2023 e 2024. In quella fase la Corte aveva valutato le misure correttive adottate coerenti con la propria precedente pronuncia e aveva giudicato idonee le modalità programmate per la copertura del disavanzo 2021, riservandosi di verificarne successivamente l’effettiva attuazione.
Ed è proprio da quella verifica che nasce la nuova deliberazione.
Nel 2022 una differenza di poco meno di 9mila euro
Il primo esercizio esaminato è il 2022. Dopo le precedenti rideterminazioni, il Comune aveva indicato un risultato disponibile negativo per 1.574.567,41 euro.
La Corte rileva però una sottostima delle poste vincolate per 8.815,02 euro, derivante da vincoli previsti da leggi e principi contabili e da trasferimenti. Il risultato effettivo viene così rideterminato in -1.583.382,43 euro.
Una correzione relativamente contenuta, che diventa invece molto più consistente nell’esercizio successivo.
Nel 2023 la Corte ridetermina il risultato
Per il 2023 il Comune aveva rappresentato un disavanzo effettivo di 1.061.107,49 euro.
L’istruttoria della Corte rileva invece una sottostima delle poste vincolate e destinate agli investimenti. Al termine della ricostruzione, la parte vincolata viene portata a 2.687.609,85 euro, quella destinata agli investimenti a 268.664,71 euro e il risultato effettivo a -1.591.113,43 euro.
È in questo passaggio che i magistrati invitano il Comune a migliorare la gestione documentale, richiamando i principi di chiarezza e veridicità del rendiconto e chiedendo una verifica delle entrate da trasferimenti per determinarne correttamente i vincoli.
Il 2024 passa da -11mila a -620mila euro
La parte più significativa della pronuncia riguarda però il 2024.
Dopo le correzioni effettuate nel 2025, il Comune aveva determinato un risultato disponibile negativo per appena 11.478,35 euro. La Corte conferma il risultato formale complessivo di amministrazione, pari a oltre 11,2 milioni di euro, ma interviene sulla sua composizione.
Secondo la ricostruzione dei magistrati contabili servono infatti 521.279,05 euro di ulteriori vincoli e devono essere destinati agli investimenti altri 87.881,74 euro. Complessivamente la differenza ammonta quindi a 609.160,79 euro.
Il risultato disponibile 2024 viene così rideterminato in -620.639,14 euro.
Un numero importante, che tuttavia deve essere letto insieme a un altro dato contenuto nella stessa deliberazione.
La Corte: recuperati 409mila euro in più rispetto al piano
La Corte ricostruisce infatti quale avrebbe dovuto essere il disavanzo alla fine del 2024 sulla base dei piani di rientro già esistenti.
La quota riconducibile al Fondo crediti di dubbia esigibilità avrebbe dovuto attestarsi a 732.210,43 euro, mentre quella relativa al Fondo anticipazione di liquidità a 297.516,13 euro. Complessivamente, dunque, il disavanzo atteso era pari a 1.029.726,56 euro.
Rispetto ai 620.639,14 euro rideterminati dalla Corte emerge quindi, scrivono gli stessi magistrati, «un maggior recupero da parte dell’Ente per 409.087,42 euro».
È uno dei passaggi centrali della pronuncia perché mostra come, pur in presenza delle irregolarità contabili che devono essere corrette, il percorso di riduzione del disavanzo stia procedendo più velocemente rispetto a quanto previsto dal piano originario.
La questione del Fondo anticipazione di liquidità
Un’altra contestazione riguarda il Fondo anticipazione di liquidità (FAL).
La Corte accerta una non corretta contabilizzazione che avrebbe determinato un «ampliamento illegittimo della capacità di spesa» per 69.513,43 euro. Per questa somma viene chiesto al Comune di procedere alla sterilizzazione attraverso l’applicazione, nel primo bilancio utile, di una voce di pari importo non impegnabile.
Su un diverso aspetto dello stesso FAL, però, la Corte sospende la propria valutazione in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale, rimettendo nel frattempo al Comune la valutazione delle eventuali misure prudenziali.
I proventi dei parcheggi
L’istruttoria si sofferma anche sull’utilizzo dei proventi dei parcheggi a pagamento.
Nel corso del confronto con la Corte il Comune aveva fornito due diverse ricostruzioni delle spese finanziate con quelle entrate, inizialmente riferite anche al personale addetto alla viabilità e successivamente a mutui e altre voci.
La Corte, pur rilevando la necessità di maggiore chiarezza nella documentazione trasmessa, la Corte scrive letteralmente che l’Ente ha trasmesso le risposte «in un modo confusionale», decide alla fine di non imputare ulteriori vincoli al Comune su questa partita. Chiede tuttavia che in futuro queste entrate siano gestite nel pieno rispetto della normativa, degli equilibri di bilancio e della corretta destinazione della spesa.
Le verifiche sui rapporti con Asa
Un ulteriore capitolo riguarda la riconciliazione dei rapporti di credito e debito con gli organismi partecipati e, in particolare, con Asa.
Dall’istruttoria emergono alcune differenze fra le risultanze contabili della società e quelle del Comune. Fra queste, una differenza di 86.370,03 euro relativa ai canoni di concessione per il servizio idrico integrato e la distribuzione del gas, sulla quale risultavano ancora in corso contestazioni e approfondimenti.
La Corte richiama quindi il Comune alla necessità di arrivare a una completa riconciliazione delle rispettive posizioni, a tutela della trasparenza e della certezza del bilancio.
Il Comune deve recepire le correzioni
Nel dispositivo finale la Corte accerta dunque la non corretta determinazione delle componenti vincolata e destinata del risultato di amministrazione, ridetermina il saldo disponibile 2024 in -620.639,14 euro e interviene sulla contabilizzazione del FAL.
Vengono quindi richiesti gli interventi correttivi previsti dalla normativa, compresa la prosecuzione del ripiano del saldo negativo e la sterilizzazione dei 69.513,43 euro relativi all’ampliamento della capacità di spesa.
Una nuova tappa, dunque, di una vicenda finanziaria iniziata prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione e sulla quale il Comune sta continuando a intervenire.
Il caso arriva in consiglio comunale
La pronuncia della Corte dei conti è approdata anche nell’aula consiliare. Lunedì 25 agosto, durante una seduta iniziata nel pomeriggio e conclusasi soltanto intorno alle 00.30, il Consiglio comunale ha affrontato la situazione dei rendiconti e le correzioni richieste dalla magistratura contabile.
Nel corso della seduta è stata anche approvata una specifica deliberazione sulla vicenda, con la quale il Comune interviene sui risultati di amministrazione interessati dalle verifiche della Corte. Un atto che rappresenta un ulteriore passaggio del percorso avviato dall’ente per adeguare i propri conti alle indicazioni ricevute e proseguire nel rientro dal disavanzo.
Ed è proprio sulla lettura della pronuncia, sulle correzioni richieste e sul percorso intrapreso dall’amministrazione che interviene l’assessora al bilancio Caterina Franzoi.
Franzoi: «Abbiamo ereditato il disavanzo, ma il percorso di risanamento sta funzionando»
A spiegare la posizione dell’amministrazione è l’assessora al bilancio Caterina Franzoi, che parte proprio dalla situazione trovata al momento dell’insediamento.
«Quando siamo arrivati abbiamo ereditato un disavanzo di circa un milione e mezzo di euro, una situazione che peraltro era già emersa con il controllo della Corte dei conti sui rendiconti 2020 e 2021 – spiega Franzoi –. Da quel momento abbiamo proseguito il percorso di rientro, seguendo le indicazioni della Corte e intervenendo progressivamente sulle criticità che ci venivano indicate».
Per l’assessora, il dato fondamentale è quindi la direzione intrapresa dal Comune.
«Nonostante una serie di contestazioni che riguardano aspetti tecnici della contabilizzazione, la stessa Corte ci dà atto del percorso di recupero che stiamo facendo. E credo che il risultato vada letto anche alla luce della situazione dalla quale siamo partiti».
La conferma, secondo l’amministrazione, arriverebbe anche dall’esercizio successivo.
«Il 2025, che non è stato analizzato in questa deliberazione dalla Corte dei conti, è positivo – sottolinea Franzoi –. Questo per noi dimostra che siamo sulla strada del risanamento. Non significa che non ci siano questioni da correggere: quando ci vengono indicate le affrontiamo e le sistemiamo, come abbiamo fatto fino ad oggi».
Su alcuni aspetti della contabilizzazione del FAL la situazione resta inoltre in attesa degli sviluppi legati al pronunciamento della Corte costituzionale.
«Adesso siamo in stand by su questa parte, in attesa di capire se saranno necessarie ulteriori correzioni – dice Franzoi –. La volontà dell’amministrazione è quella di risolvere tutte le criticità e completare il percorso di risanamento».
Infine c’è l’aspetto politico. Franzoi sa che una pronuncia così articolata può diventare terreno di scontro fra maggioranza e opposizioni, soprattutto considerando la sua delega al bilancio.
«È chiaro che tutto questo può prestarsi anche a un attacco politico nei miei confronti, perché sono l’assessora al bilancio. Ma molte delle contestazioni riguardano poste e modalità di contabilizzazione estremamente tecniche».
Per Franzoi, dunque, la responsabilità politica va misurata soprattutto sulla risposta data ai problemi: «Quello che compete all’amministrazione è affrontare le criticità quando emergono, seguire le indicazioni della Corte dei conti e fare tutto ciò che è necessario per risanare definitivamente i conti del Comune. È il percorso che abbiamo intrapreso e che intendiamo portare fino in fondo».
Roventini: «Altro che eredità del passato, le irregolarità riguardano questa amministrazione»
Una lettura completamente diversa arriva dall’ex assessore Massimiliano Roventini, che della pronuncia della Corte dei conti sottolinea soprattutto le contestazioni relative ai rendiconti 2022, 2023 e 2024, respingendo la ricostruzione dell’amministrazione secondo la quale la vicenda debba essere letta principalmente alla luce del disavanzo ereditato.
«La verità sui conti del Comune di San Vincenzo è finalmente venuta a galla – attacca Roventini – e il quadro è sconfortante. Prima che dalla maggioranza parta il solito ritornello secondo cui “è tutta colpa di chi c’era prima”, occorre chiarire che la magistratura contabile sta contestando precise irregolarità relative al triennio 2022-2024, quindi agli anni dell’attuale amministrazione».
Il punto sul quale l’ex assessore concentra maggiormente l’attenzione è il rendiconto 2024. La Corte ha infatti rideterminato la parte disponibile negativa da 11.478,35 a 620.639,14 euro, dopo aver individuato ulteriori vincoli per 521.279,05 euro e ulteriori somme da destinare agli investimenti per 87.881,74 euro.
«Altro che bilanci in salute – dice Roventini –. Il risultato 2024 che veniva rappresentato con un disavanzo di appena 11mila euro viene portato dalla Corte a oltre 620mila euro. Sottostimare i vincoli e le somme destinate agli investimenti nei rendiconti di questi anni non può essere attribuito a chi amministrava in precedenza: riguarda il modo in cui quei bilanci sono stati rappresentati oggi».
Roventini richiama poi la contestazione relativa al Fondo anticipazione di liquidità, per il quale la Corte accerta una non corretta contabilizzazione e un «ampliamento illegittimo della capacità di spesa» per 69.513,43 euro, disponendo che questa maggiore capacità venga sterilizzata nel primo bilancio utile attraverso una voce di pari importo non impegnabile.
L’ex assessore punta il dito anche sulle altre criticità emerse durante l’istruttoria, dalle ricostruzioni fornite sui proventi dei parcheggi alle incongruenze ancora presenti nei rapporti contabili con Asa, e richiama soprattutto uno dei passaggi più severi della pronuncia, nel quale la Corte parla di una «già manifesta situazione di squilibrio finanziario del comune».
«Ridurre una censura contabile di questa portata alla questione dell’eredità ricevuta – conclude Roventini – significa non fare i conti con quello che la Corte ha scritto sui rendiconti dell’attuale amministrazione. Il tempo delle scuse e dello scaricabarile è finito: adesso occorre spiegare ai cittadini come sia stato possibile arrivare a queste risultanze e come si intenda rimediare».