PIOMBINO. È caduto dagli scogli per quattro o cinque metri, ha battuto violentemente il torace e la testa ed è finito in mare, dove avrebbe anche perso temporaneamente conoscenza. Un uomo nato nel 1993 è stato soccorso nel primo pomeriggio di domenica 23 agosto sull’isola di Cerboli, tra Piombino e l’Elba.
La richiesta di intervento alla centrale del 118 è arrivata intorno alle 12.45 di domenica 23 agosto e ha fatto scattare una complessa operazione di soccorso che ha coinvolto personale sanitario, capitaneria di porto e l’elisoccorso Pegaso 1.
La caduta dagli scogli e il recupero in mare
Secondo le prime informazioni disponibili, il 33enne si trovava sull’isola di Cerboli quando, per cause ancora da chiarire, sarebbe precipitato dagli scogli da un’altezza di circa 4-5 metri.
Durante la caduta avrebbe riportato traumi al torace e alla testa, finendo poi in acqua.
Particolarmente delicati i primi momenti dopo l’incidente: l’uomo avrebbe infatti avuto una transitoria perdita di coscienza.
Al momento non è stato possibile ricostruire chi abbia materialmente recuperato il 33enne dall’acqua.
La capitaneria lo porta al porto di Piombino
Una volta soccorso, l’uomo è stato preso a bordo da una vedetta della capitaneria di porto, che lo ha trasportato dall’isola di Cerboli fino al porto di Piombino.
Ad attenderlo a terra c’era il personale del 118. Il ferito è stato preso in carico dal medico e sottoposto alle prime valutazioni e alle procedure necessarie per stabilizzarne le condizioni.
Nell’intervento sono stati impegnati l’automedica di Piombino e un’ambulanza della Misericordia di San Vincenzo.
Il trasferimento con Pegaso a Cisanello
Considerata la dinamica della caduta e i traumi riportati, è stato disposto il trasferimento in un centro ospedaliero attrezzato.
L’automedica ha quindi raggiunto l’elisuperficie di Piombino, dove è avvenuto il rendez-vous con Pegaso 1.
Il 33enne è stato affidato all’équipe dell’elisoccorso e successivamente trasportato all’ospedale di Cisanello, a Pisa, per gli accertamenti e le cure necessarie.
Una catena di soccorsi che ha visto lavorare insieme capitaneria di porto, 118, Misericordia di San Vincenzo e Pegaso 1, dal recupero sull’isola fino al trasferimento in ospedale.