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Chiedi i soccorsi senza motivo? Ora paghi

Cambiano le regole per gli interventi di ricerca e salvataggio della Guardia di finanza: chi provoca l’emergenza per dolo o colpa grave, oppure fa partire i soccorritori senza un giustificato motivo, può essere chiamato a sostenere i costi dell’operazione. Una novità importante anche lungo tutta la costa tra Argentario, Follonica, Piombino e San Vincenzo
Una motovedetta della guardia di finanza

GROSSETO-PIOMBINO. Un elicottero che si alza in volo, una motovedetta che lascia gli ormeggi, uomini e mezzi che vengono dirottati per ore alla ricerca di qualcuno che ha chiesto aiuto. Da adesso, se alla fine si scopre che quell’intervento è stato provocato volontariamente, per colpa grave o da una richiesta priva di un reale e giustificato motivo, il conto può arrivare direttamente a chi ha fatto partire la macchina dei soccorsi.

Le nuove regole sono entrate in vigore e riguardano gli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dalla Guardia di finanza, con un impatto che interessa direttamente anche la Maremma e la Val di Cornia, soprattutto in estate, quando lungo la costa aumenta enormemente il numero di persone in mare, di imbarcazioni e di attività all’aperto.

Una cosa deve però essere chiarita subito: i soccorsi non diventano a pagamento.

Chi si trova realmente in pericolo, oppure ha motivi concreti per ritenere che un’altra persona lo sia, deve continuare a chiedere aiuto senza preoccuparsi del costo dell’intervento. Prima si salva chi è in difficoltà e soltanto successivamente vengono ricostruite le circostanze nelle quali è maturata la richiesta di soccorso.

Il pagamento può scattare quando l’evento che ha reso necessario l’intervento è riconducibile a dolo o colpa grave, oppure quando la richiesta risulta immotivata o ingiustificata. È quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2026 e dal successivo decreto del ministero dell’Economia che ha determinato i corrispettivi per gli interventi della Guardia di finanza.

Una novità che riguarda da vicino tutta la costa

In un territorio come quello compreso tra la Maremma e la Val di Cornia la nuova disciplina assume un significato particolare.

Basta guardare la carta geografica: Argentario, Giglio, Giannutri, Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Follonica, Piombino, Baratti e San Vincenzo sono località nelle quali durante l’estate il numero delle persone presenti in mare cresce in maniera esponenziale.

Alle barche dei residenti si aggiungono diportisti, turisti, gommoni, natanti a vela e a motore, sportivi e persone che prendono il mare anche senza una conoscenza approfondita delle condizioni meteo e della costa.

Ed è proprio quando scatta un allarme che la macchina del soccorso può mettere in movimento in pochissimo tempo personale specializzato e mezzi estremamente costosi.

La Guardia di finanza concorre infatti al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni e può impiegare unità navali, elicotteri, aerei, droni, mezzi terrestri e personale specializzato.

Un elicottero può costare più di 4mila euro l’ora

Il decreto del ministero dell’Economia non stabilisce soltanto il principio generale. Contiene anche le tariffe attraverso le quali viene calcolato il costo dell’intervento.

Ed è qui che le cifre diventano importanti.

Il costo del personale parte da circa 30 euro l’ora per finanzieri e appuntati e cresce in relazione al grado e alla specializzazione, arrivando intorno ai 70 euro per alcune figure del comparto aeronavale.

Ma sono soprattutto i mezzi a far salire rapidamente il conto.

Un elicottero bimotore può superare i 4mila euro per un’ora di volo, mentre per un aereo turboelica si può arrivare vicino ai 5mila euro l’ora. Anche le unità navali più importanti possono superare il migliaio di euro per ogni ora di impiego.

A queste cifre può aggiungersi il costo del personale e degli altri mezzi utilizzati durante la stessa operazione.

C’è inoltre un particolare da non sottovalutare: per il personale, gli interventi di durata inferiore ai sessanta minuti vengono comunque conteggiati come un’ora, mentre successivamente il calcolo procede per frazioni temporali previste dal tariffario.

Non basta un errore per ricevere il conto

Attenzione però a non trasformare la nuova disciplina in qualcosa che non è.

Avere sbagliato una rotta, essersi trovati improvvisamente in difficoltà o essere stati sorpresi da un peggioramento delle condizioni non significa automaticamente essere costretti a pagare il soccorso.

La legge parla espressamente di dolo o colpa grave, oltre che di richieste immotivate o ingiustificate.

La colpa grave non coincide quindi con qualsiasi errore o imprudenza. La valutazione viene effettuata dopo l’intervento sulla base delle circostanze concrete che hanno determinato l’emergenza.

Ed è questo un passaggio fondamentale per evitare che la paura di ricevere una richiesta di pagamento induca qualcuno a ritardare una chiamata quando il pericolo è invece reale.

Il principio indicato dalla Guardia di finanza è infatti molto semplice: prima viene il soccorso. Soltanto una volta concluse le operazioni vengono ricostruite le circostanze e valutata l’eventuale sussistenza delle condizioni per chiedere il rimborso.

Se c’è un pericolo reale bisogna chiamare

La nuova disciplina nasce soprattutto per scoraggiare le richieste fatte con leggerezza e quelle situazioni nelle quali uomini e mezzi vengono mobilitati senza che esista una reale necessità.

Un intervento di ricerca può infatti durare ore e assorbire risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere indispensabili per un’altra emergenza.

Ed è questo il punto centrale della nuova regola.

Non trasformare il soccorso pubblico in un servizio a pagamento, ma responsabilizzare chi attiva un sistema complesso e costoso senza averne una reale necessità o chi, attraverso un comportamento caratterizzato da dolo o colpa grave, determina l’evento che rende necessario l’intervento.

Per chi naviga lungo le coste della Maremma e della Val di Cornia, quindi, cambia soprattutto una cosa: chiedere aiuto quando serve resta un diritto e, soprattutto, può salvare una vita.

Far partire senza motivo elicotteri, uomini e motovedette, invece, da oggi può avere un prezzo.

E in alcuni casi può essere molto alto.

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