PIOMBINO. Da mesi, ai piani alti di molti condomini di Piombino, l’acqua è diventata un miraggio o un debole filo che scompare proprio nei momenti di maggior necessità. Una situazione insostenibile che colpisce decine di famiglie e che è stata riportata con forza al centro del dibattito dal Quartiere Porta a Terra.
Tuttavia, mentre la rabbia dei residenti cresce di giorno in giorno, la sensazione diffusa è che ci si limiti all’indignazione senza affrontare le reali responsabilità politiche e gestionali.
La reazione di Sinistra Italiana Avs
La questione va ben oltre il singolo disagio condominiale.
Il servizio idrico integrato nel territorio livornese è gestito da Asa Spa, società di cui il Comune di Piombino non solo è socio, ma all’interno della quale esercita una funzione di indirizzo. Inoltre, l’amministrazione comunale siede nell’Autorità Idrica Toscana (AIT), l’ente pubblico regionale di regolazione e controllo. Di fronte a questo quadro istituzionale, appare inaccettabile derubricare il problema a una mera complicazione privata interna ai singoli palazzi.
Quali sono stati gli investimenti realmente effettuati sulla rete idrica piombinese negli ultimi anni? E quali, invece, sono stati rinviati o del tutto omessi? Sono queste le domande fondamentali che si pone in una nota stampa Sinistra Italiana Avs a cui la cittadinanza attende risposta. Non si tratta di alimentare il solito scaricabarile tra chi governa oggi e chi c’era prima: chi detiene la maggioranza è stato eletto per amministrare e risolvere i problemi, non per vestire i panni del semplice spettatore deluso.
«A noi che la colpa sia di questi o di quelli di prima non interessa. Interessa che si intervenga, visto che la maggioranza è stata eletta per governare e non per lamentarsi» scrivono in nota.
Infrastrutture colabrodo e ritardi nei cantieri
Le cause strutturali dei disservizi registrati ai piani alti appaiono del resto chiare. Si tratta, con ogni probabilità, della diretta conseguenza di un’infrastruttura colabrodo gravata da perdite idriche diffuse e da anni di palese carenza di investimenti. Questa fragilità di fondo si è sommata alla pressione dei consumi estivi, diventata insostenibile per una risorsa già impoverita dalla siccità e dalle continue dispersioni lungo la tubazione principale.
«Peraltro, basta farsi un giro per Piombino per notare come gli interventi di ASA per risolvere perdite d’ acqua segnalate da tempo tardino di settimane se non di mesi, diventando un ulteriore motivo di spreco di questa risorsa».
Le risposte della giunta e i nodi economici
Anziché pretendere da ASA interventi risolutivi e tempestivi, la risposta giunta dalle istituzioni locali ha lasciato sconcertati molti residenti. Il vicesindaco Coppola ha infatti indicato come soluzione prioritaria l’installazione di autoclavi private nei condomini o, nei casi in cui ciò risulti tecnicamente impossibile, il posizionamento di cisterne temporanee in piazza Costituzione.
«Sono palliativi che scaricano sui cittadini una responsabilità e un costo che dovrebbero ricadere altrove. Anzi, a nostro avviso, chi subisce questi disservizi e riceve acqua a una pressione indecorosa non può pagare la stessa cifra della quota acquedotto degli altri. Chiediamo che Comune e ASA discutano di sconti in bolletta per le utenze che documentano un disservizio prolungato, distinguendoli da chi il problema non lo ha avuto».
È necessario, secondo AVS, che il Comune e ASA aprano immediatamente un tavolo di confronto per concedere sconti e riduzioni concordate in bolletta a favore di tutte le utenze che possano documentare il disagio patito in questi mesi.
Aperto il nodo politico: verso il servizio pubblico
Per fare chiarezza ed uscire dall’impasse, l’appello è quello di programmare con urgenza un incontro pubblico che metta di fronte amministrazione comunale, ASA e Autorità Idrica Toscana.
L’obiettivo deve essere la stesura di un piano straordinario di interventi sulla rete, caratterizzato da tempistiche certe, risorse vincolate e verificabilità periodica dei risultati.
La maggioranza consiliare ha dichiarato in passato di essere pronta a partecipare a un’assemblea: «Prendiamo la maggioranza in parola: ha detto che parteciperebbe se un’assemblea fosse convocata: bene, il sindaco la convochi» intima Sinistra Italiana.
Sullo sfondo rimane però una questione politica ancora più ampia e decisiva.
«Il nodo di fondo però, è un altro e più ampio: in Toscana, nell’ambito gestito da Publiacqua (Firenze, Prato, Pistoia), i sindaci hanno deciso a novembre di tornare a una gestione interamente pubblica, uscendo dalla logica del socio privato dentro la multiutility» fanno notare in nota.
«Pensiamo – concludono – che anche per ASA vada aperto un confronto politico in questa direzione. L’acqua è un bene comune, e chi la gestisce deve rispondere ai territori, non a una logica di profitto».