Emergenza acqua a San Vincenzo, Riccucci: «Il modello non ha funzionato» | MaremmaOggi Skip to content

Acqua, il sindaco alza il tiro: «Il modello non ha funzionato». Ora segnalate i danni

Il sindaco attacca la gestione pubblico-privata e chiede ad ASA un piano per manutenzione e sostituzione delle tubazioni. Cittadini e imprese invitati a documentare disagi e danni economici
Una perdita d'acqua e il sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci
Una perdita d’acqua e il sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci

SAN VINCENZO. Non più soltanto tubazioni che si rompono, rubinetti con poca acqua e serbatoi da riempire durante le ore di maggiore consumo. Dopo giorni difficilissimi per San Vincenzo e la Val di Cornia, il sindaco Paolo Riccucci alza decisamente il tiro e pone una questione che va ben oltre l’emergenza di Ferragosto.

«Il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato».

Una presa di posizione durissima, accompagnata da una seconda iniziativa: Riccucci invita cittadini e imprese che hanno subito disagi o danni economici a documentare quanto accaduto. Sarà poi il sindaco a rivolgersi ad ASA per verificare «se e come riconoscere il danno».

È il nuovo capitolo di un’emergenza che nelle ultime settimane ha visto sovrapporsi rotture della rete, cali di pressione e una disponibilità della risorsa messa sotto stress dall’enorme aumento dei consumi durante una delle fasi più calde dell’estate.

«Non è soltanto un grave disservizio»

Per Riccucci quello che è accaduto impone una riflessione molto più profonda.

«La carenza di acqua che si è verificata in questi giorni non rappresenta solamente un disservizio grave per cittadini, turisti ed imprese, ma è il sintomo chiaro di almeno due temi importanti».

Il primo riguarda i cambiamenti climatici e le abitudini di tutti.

«Il caldo sempre più eccessivo ci spinge a consumi che non possiamo più permetterci».

Il secondo, invece, riguarda direttamente il sistema attraverso il quale viene gestita la risorsa idrica.

«Il modello di gestione dell’acqua, pubblico-privato, non ha funzionato».

Una valutazione che arriva dopo giorni durante i quali ASA è intervenuta ripetutamente sul territorio per affrontare le diverse criticità.

E su questo Riccucci distingue le responsabilità dell’emergenza immediata da quelle accumulate negli anni.

«Per quanto nell’urgenza apprezzi l’operatività di ASA, che è corsa a riparare il riparabile, dall’altra parte non posso che rilevare che troppo poco si è manutenuto, sostituito e rinnovato negli anni».

«Le prossime estati non saranno migliori»

È soprattutto il futuro a preoccupare il sindaco.

La combinazione tra infrastrutture che mostrano le proprie fragilità, consumi elevatissimi e stagioni estive sempre più calde rischia infatti di ripresentare gli stessi problemi.

«Tutto questo, abbinato ad una stagione spietata, che non sarà peggiore delle prossime, deve far fare una riflessione seria a gestore e organi di controllo».

Per Riccucci, dunque, non è più sufficiente affrontare le singole emergenze quando si verificano.

Serve un piano.

«Prima di chiedere ai cittadini di risparmiare acqua, bisogna evitare di perderla»

È probabilmente questo il passaggio politicamente più forte dell’intervento del sindaco.

Riccucci non contesta la necessità di utilizzare l’acqua in maniera responsabile, ma sostiene che prima di rivolgere appelli ai cittadini debba essere affrontato il problema delle infrastrutture.

«Siamo di fronte ad una situazione per cui non bastano più gli allarmi e i richiami delle amministrazioni ed occorre che ASA, prima ancora di fare appello ad un utilizzo sostenibile e consapevole della risorsa, provveda a pianificare corretta manutenzione e ripristino di tubazioni».

L’obiettivo, sottolinea il sindaco, deve essere quello di non disperdere acqua potabile.

Una risorsa resa disponibile anche attraverso investimenti importanti, ricorda Riccucci, come gli impianti per l’abbattimento di boro e arsenico.

E il sindaco chiama direttamente in causa anche l’organismo che deve vigilare sul sistema.

«L’Autorità Idrica Toscana imponga e controlli questo processo».

«Sono frustrato e preoccupato per i prossimi anni»

Riccucci non nasconde neppure il proprio stato d’animo dopo quanto accaduto.

«Da cittadino al servizio della comunità ammetto che la frustrazione di fronte a quanto è accaduto e sta accadendo in questi giorni è tanta, e ancor di più la preoccupazione per i prossimi anni».

Poi una stoccata politica.

«Se da una parte sono inutili e tristi le strumentalizzazioni di chi è in campagna elettorale, dall’altra qualcosa di utile per il cittadino può e deve essere fatto».

Ed è proprio da qui che parte l’iniziativa destinata ad avere gli effetti più immediati.

Danni per la mancanza d’acqua, il sindaco invita a segnalarli

Riccucci annuncia che segnalerà formalmente quanto accaduto sia al presidente di ASA sia all’Autorità Idrica Toscana.

Ma contemporaneamente vuole costruire una fotografia dettagliata dei disservizi subiti sul territorio.

Per questo chiede a cittadini e attività economiche che abbiano avuto problemi o danni a causa della mancanza d’acqua di comunicarli ufficialmente.

«Chiedo a chi abbia ricevuto un disagio o un danno economico dalla mancanza di acqua di questi giorni che comunichi ufficialmente ad ASA in qualità di gestore quanto accaduto».

La segnalazione dovrà essere inviata anche tramite Pec al Comune di San Vincenzo, all’indirizzo comunesanvincenzo@postacert.toscana.it, indirizzandola personalmente al sindaco.

Nella comunicazione dovranno essere indicati il titolare dell’utenza, la tipologia – abitazione oppure attività economica –, i riferimenti, il disservizio subito, se il problema persista ancora e gli eventuali danni certificati.

«Mi farò promotore verso ASA – annuncia Riccucci – per capire se e come riconoscere il danno».

Non si tratta dunque, al momento, dell’annuncio di un risarcimento automatico: il Comune vuole raccogliere e documentare i casi per aprire successivamente il confronto con il gestore.

Verso un incontro pubblico sull’acqua in Val di Cornia

Ma la partita più importante sarà quella che inizierà una volta superata l’emergenza.

Riccucci prende infatti un impegno preciso: organizzare un incontro pubblico sul futuro del servizio idrico della costa e della Val di Cornia, invitando anche gli altri sindaci del territorio.

L’obiettivo sarà affrontare una questione che, dopo quanto accaduto nell’estate 2026, non riguarda più soltanto San Vincenzo.

Per il momento, però, la priorità resta superare la fase più difficile.

«Sono certo che adesso le energie vadano spese soprattutto sul passare questo momento di criticità, facendo squadra tutti insieme per garantire a tutti un servizio fondamentale come quello idrico».

Poi arriverà il momento delle risposte.

Perché dopo un’estate di rotture, cali di pressione e rubinetti rimasti a secco, la domanda posta dal sindaco è ormai molto più grande dell’ultima tubazione da riparare: come garantire alla Val di Cornia l’acqua nelle estati che verranno?

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