Tomba antica affiora sulla spiaggia di Baratti: arrivano gli archeologi | MaremmaOggi Skip to content

Dalla sabbia di Baratti affiora un’antica tomba: la scoperta dei bagnanti

La sepoltura è emersa nella notte vicino alla scuola di surf. Alcuni bagnanti hanno iniziato a scavare, poi l’allarme alla polizia locale e l’arrivo degli archeologi. Potrebbe trattarsi di una tomba romana alla cappuccina
Polizia locale e archeologi sulla spiaggia di Baratti dove è stata trovata la tomba antica
Polizia locale e archeologi sulla spiaggia di Baratti dove è stata trovata la tomba antica

BARATTI. Una mattina al mare, gli asciugamani sulla sabbia e, a pochi passi dalla battigia, una sepoltura antica che riaffiora dal terreno. È successo questa mattina, venerdì 14 agosto, sulla spiaggia di Baratti, dove quella che inizialmente sembrava soltanto una strana struttura emersa dalla sabbia ha attirato l’attenzione di alcuni bagnanti.

La scoperta è avvenuta alla fine della spiaggia, poco prima della pineta e proprio accanto alla scuola di surf. La tomba sarebbe affiorata durante la notte, probabilmente a causa del movimento della sabbia.

I bagnanti cominciano a scavare

Questa mattina alcune persone presenti sulla spiaggia, incuriosite da ciò che spuntava dalla sabbia, hanno cominciato a scavare attorno alla struttura.

È stato però sufficiente rimuovere una parte della sabbia per rendersi conto che quello che avevano davanti poteva essere qualcosa di ben diverso da un semplice accumulo di pietre.

Dalla spiaggia è partita quindi la segnalazione alla polizia locale, che ha raggiunto Baratti e, dopo aver verificato la situazione, ha richiesto l’intervento degli archeologi. Sul posto è arrivata l’archeologa Silvia Guideri.

La zona della scoperta è particolarmente delicata: siamo infatti nel cuore di uno dei territori archeologici più importanti della costa toscana, a poca distanza dalle grandi necropoli che raccontano millenni di storia di Populonia e del golfo di Baratti.

Potrebbe essere una tomba romana

Dalle primissime osservazioni, la struttura sembrerebbe essere una tomba “alla cappuccina”, una tipologia di sepoltura caratterizzata generalmente da tegole disposte a doppio spiovente sopra il corpo del defunto, formando una sorta di piccolo tetto.

Per il momento, naturalmente, qualsiasi datazione dovrà essere confermata dagli archeologi. Tuttavia, proprio la tipologia della sepoltura renderebbe più probabile un’origine romana piuttosto che etrusca.

Le tombe alla cappuccina furono infatti largamente utilizzate in età romana e tardoantica e possono rappresentare una testimonianza importante della frequentazione dell’area anche nelle fasi successive alla grande stagione etrusca di Populonia.

Un dettaglio della tomba
Un dettaglio della tomba

Baratti restituisce un altro frammento della sua storia

Adesso saranno gli specialisti a stabilire l’epoca esatta della sepoltura, il suo stato di conservazione e l’eventuale presenza di resti o materiali archeologici.

La scoperta assume un fascino particolare proprio per il luogo nel quale è avvenuta. A Baratti la linea che separa il presente dal passato è sottilissima: sotto la pineta, dietro le dune e perfino sotto la sabbia frequentata ogni giorno da migliaia di persone continuano a nascondersi le tracce delle comunità che hanno abitato questo tratto di costa nei secoli.

E questa volta è stata proprio la spiaggia, nel cuore dell’estate, a restituire un nuovo frammento della storia di Baratti.

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