PIOMBINO. La quiete di una giornata di mare rovinata in pochi minuti. È il 31 luglio quando nei parcheggi della Sterpaia, nella zona dell’Orizzonte, si consuma l’ennesimo episodio di criminalità ai danni degli automobilisti. Un copione purtroppo già visto nella stagione estiva: vetture in sosta, finestrini infranti e abitacoli messi a soqquadro per pochi spiccioli o oggetti di fortuna.
A farne le spese questa volta è stato Riccardo Mantengoli, che aveva lasciato la propria vettura in sosta per concedersi, insieme a suo figlio, un’ora di relax in spiaggia. Al ritorno l’amara sorpresa: i vetri della macchina erano completamente distrutti e l’interno era stato saccheggiato.
Il racconto della vittima del furto
«Avevo lasciato un marsupio contenente due paia di occhiali, delle USB e poco altro nel vano anteriore dell’auto. Nulla di valore. Hanno rubato tutto, pantaloni compresi» racconta con amarezza Riccardo Mantengoli.
Accortosi del furto, il proprietario ha subito perlustrato i dintorni nella speranza di trovare almeno gli effetti personali abbandonati, ma senza successo. L’unica via percorribile è stata quella di recarsi dai carabinieri di Piombino per sporgere denuncia, un’azione resa urgente soprattutto dalla presenza delle chiavi di casa all’interno del marsupio rubato.

Il ritrovamento e la corsa contro il tempo
A rimettere insieme i pezzi del puzzle è stata una donna del posto che, il giorno stesso del furto, rientrando dal mare, aveva notato qualcosa di anomalo lungo la strada che da Perelli 1 si immette nella geodetica.
«Mi sono fermata perché nel fosso ho visto spuntare qualcosa di strano: dei pantaloni, una cintura e un marsupio» spiega la donna. «Dapprima ho pensato fossero oggetti caduti da una moto. Una volta aperto il borsetto, ho trovato occhiali, chiavi e alcune chiavette USB. In quel momento, però, dovevo partire per le vacanze e ho riposto tutto al sicuro, pronta a occuparmene al mio rientro».
Il ruolo determinante delle USB
Al ritorno dalle ferie, la donna ha portato il materiale ritrovato presso la caserma dei Carabinieri, ma il tentativo non è andato a buon fine: a causa dell’estremo affollamento e del lavoro concitato in quel momento, le autorità non hanno potuto accoglierla, invitandola a rivolgersi ai vigili, in particolare all’ufficio che si occupa degli oggetti smarriti, ma ormai l’ora si era fatta tarda.
È stato a quel punto che la cittadina ha deciso di fare da sé, puntando tutto sulle memorie digitali ritrovate. La presenza delle USB è stata determinante: una volta collegate al computer, la donna ha aperto un file a caso, scoprendo così all’interno le foto di un bambino durante un evento sportivo di una società di Piombino. È stato quel dettaglio a confermare che il proprietario fosse un residente della zona.
L’indagine privata e il lieto fine
Non dandosi per vinta, la donna ha avviato una vera e propria indagine privata: dopo aver tentato invano di contattare la società sportiva locale, ha virato sui social network. Grazie alla sua caparbietà e al supporto di una conoscenza in comune, in pochissimi minuti è riuscita a risalire al contatto telefonico del proprietario, restituendogli quanto sottratto.
Una storia a lieto fine che sottolinea quanto, a volte, basti l’attenzione e il senso civico di un singolo cittadino per rimediare al danno causato dalla delinquenza. Se il disagio per il vetro rotto resta, la refurtiva è finalmente tornata nelle mani del suo legittimo proprietario.