San Vincenzo, Daspo urbano al 42enne dopo il vertice in Prefettura: vietata l'area della Coop | MaremmaOggi Skip to content

Daspo urbano al 42enne di San Vincenzo: vietata la Coop. Roventini: «Così si sposta solo il problema»

Dopo il vertice in Prefettura il Questore dispone avviso orale e Daspo urbano per il 42enne di San Vincenzo. Rafforzati i controlli. Cos’è il Daspo urbano e il commento di Massimiliano Roventini
Due immagini dell'uomo che ha aggredito con un coltello gli agenti davanti alla Coop
Due immagini dell’uomo che ha aggredito con un coltello gli agenti davanti alla Coop

SAN VINCENZO. Arrivano i primi provvedimenti dopo il vertice convocato in Prefettura sul caso del 42enne protagonista, nei giorni scorsi, dell’episodio che ha scosso San Vincenzo, culminato con l’intervento della polizia locale davanti alla Coop e il successivo ritorno dell’uomo nella stessa zona dopo il ricovero.

Al termine della riunione, svoltasi nella mattinata di martedì 5 agosto a Palazzo del Governo di Livorno, è stato deciso che il Questore adotterà nei confronti dell’uomo l’avviso orale e il Daspo urbano, mentre le forze dell’ordine intensificheranno i controlli sul territorio.

Le decisioni del vertice in Prefettura

Al tavolo, convocato dal prefetto Giancarlo Dionisi, erano presenti il sindaco Paolo Riccucci, la presidente e la dirigente dell’Area sociale della Società della Salute Valli Etrusche e la responsabile dell’Unità operativa complessa di Psichiatria Cecina-Piombino-Elba.

Nel corso dell’incontro è stato stabilito che il Questore di Livorno, Giuseppe Stellino, emetterà: un avviso orale, misura di prevenzione con cui viene formalmente intimato al destinatario di modificare la propria condotta e un Daspo urbano, che impedirà al 42enne di accedere all’area della Coop di San Vincenzo, teatro dei recenti episodi.

Contestualmente sarà rafforzata la presenza delle forze dell’ordine attraverso servizi dinamici di controllo non solo nelle zone più sensibili di San Vincenzo, ma anche nei comuni vicini abitualmente frequentati dall’uomo.

Proseguiranno inoltre gli accertamenti attraverso le banche dati nazionali ed europee per verificare se esistano i presupposti previsti dalla legge per eventuali procedure di allontanamento.

Che cos’è il Daspo urbano

Il Daspo urbano è una misura di prevenzione introdotta per tutelare la sicurezza e il decoro di specifiche aree cittadine.

A differenza del Daspo sportivo, che vieta l’accesso agli stadi, quello urbano impedisce a una persona di frequentare determinati luoghi pubblici o aperti al pubblico quando il suo comportamento viene ritenuto potenzialmente pericoloso o tale da compromettere la sicurezza.

Nel caso di San Vincenzo il provvedimento non riguarda l’intero territorio comunale, ma esclusivamente l’area della Coop dove si sono verificati i fatti. La violazione del divieto può comportare conseguenze penali e ulteriori misure restrittive.

Riccucci: «Speriamo sia anche un’opportunità per lui»

Il sindaco Paolo Riccucci ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro.

«Ringrazio la Prefettura e tutti i soggetti che hanno partecipato al tavolo. Ci auguriamo che il Daspo urbano, insieme all’avviso orale, rappresenti un forte deterrente. Ma il nostro auspicio più grande è che questo possa essere anche un momento di svolta per questa persona, affinché riceva l’assistenza e il supporto necessari per affrontare le proprie fragilità».

Roventini: «Il rischio è solo spostare il problema»

Sull’esito del vertice interviene anche Massimiliano Roventini, già assessore del Comune di San Vincenzo, che invita ad aprire una riflessione più ampia sull’efficacia degli strumenti adottati.

Secondo Roventini, il Daspo urbano limitato alla sola area della Coop rischia di non risolvere realmente la situazione.

«Viene spontaneo chiedersi se vietare l’accesso a un singolo luogo possa davvero garantire maggiore sicurezza oppure se il problema non venga semplicemente spostato di poche centinaia di metri», osserva.

L’ex assessore sottolinea inoltre come, pur in presenza al tavolo delle autorità sanitarie e dei servizi di psichiatria, le risposte sembrino concentrarsi prevalentemente sugli aspetti di ordine pubblico.

«Resta aperto il tema dell’assistenza. Le norme che regolano la presa in carico sanitaria sono molto rigide e questo lascia molti cittadini con il dubbio che gli strumenti oggi disponibili siano sufficienti ad affrontare situazioni di questo tipo».

Per Roventini la vicenda evidenzia la difficoltà di trovare un equilibrio tra sicurezza, tutela della comunità e sostegno concreto alle persone più fragili, un tema destinato a rimanere al centro del dibattito anche nelle prossime settimane.

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