Torna davanti alla Coop dopo aver accoltellato gli agenti: convocato incontro in Prefettura | MaremmaOggi Skip to content

Torna davanti alla Coop dopo aver accoltellato gli agenti: convocato incontro in Prefettura

Il sindaco Riccucci ha avvisato le forze dell’ordine e chiesto un incontro urgente al prefetto Dionisi: «Non sappiamo se sia stato dichiarato non pericoloso. Così si scaricano sui Comuni problemi che non possono gestire»
Due immagini dell'uomo che ha aggredito con un coltello gli agenti davanti alla Coop
Il 42enne tornato davanti alla Coop

SAN VINCENZO. È tornato esattamente dove tutto era cominciato. Davanti alla Coop di via Biserno, lo stesso punto in cui, domenica 26 luglio, aveva aggredito con un coltello due agenti della polizia locale prima di essere ferito da un colpo d’arma da fuoco esploso da uno degli stessi operatori.

Da domenica 2 agosto il 42enne spagnolo, dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato dopo quei fatti, è di nuovo a San Vincenzo. E proprio la sua presenza, nello stesso luogo dell’aggressione, ha riacceso interrogativi e preoccupazioni.

Il Comune si è immediatamente attivato, chiedendo chiarimenti alle autorità competenti e ottenendo la convocazione, per martedì 4 agosto, di una riunione urgente in Prefettura.

«La nostra attenzione è massima»

Il sindaco Paolo Riccucci segue la vicenda fin dal primo momento.

Una veduta di San Vincenzo e il sindaco Paolo Riccucci
Una veduta di San Vincenzo e il sindaco Paolo Riccucci

«Da quando è tornato davanti alla Coop non ci sono stati comportamenti violenti o intemperanze da parte sua – spiega – Ma questo non significa che possiamo abbassare la guardia. La nostra attenzione deve restare alta».

Per questo il Comune ha segnalato immediatamente la presenza dell’uomo sia alla polizia locale sia ai carabinieri, chiedendo che la situazione venga monitorata costantemente.

«Avevamo già provato ad aiutarlo»

Quella del quarantaduenne non è una presenza nuova per San Vincenzo.

Da tempo vive ai margini e, racconta il sindaco, anche negli anni passati il Comune aveva tentato più volte di offrirgli un sostegno.

«Abbiamo cercato di aiutarlo – racconta Riccucci – Gli avevamo proposto anche semplicemente dei vestiti nuovi, qualcosa con cui cambiarsi, ma non ha mai accettato nulla. È una persona estremamente silenziosa, che ha sempre rifiutato qualsiasi forma di assistenza. Abbiamo cercato più volte di instaurare un dialogo, senza riuscirci».

Una situazione difficile, nella quale si intrecciano disagio sociale, problemi sanitari e sicurezza pubblica.

Le domande del Comune

Il ritorno dell’uomo ha spinto l’amministrazione comunale a chiedere spiegazioni sull’iter che ha portato alle sue dimissioni dall’ospedale.

«Rispettiamo pienamente il lavoro della magistratura, delle forze dell’ordine e dei sanitari – scrive il sindaco – ma non possiamo non esprimere forte perplessità nel rivedere questa persona negli stessi luoghi a così breve distanza dai fatti».

Il punto, per Riccucci, è semplice.

«Ci chiediamo se siano stati effettuati tutti gli accertamenti previsti  – dice il primo cittadino – e se siano state attivate tutte le procedure necessarie. A oggi queste domande non hanno ancora trovato una risposta chiara».

La riunione urgente convocata dal prefetto

Tra domenica e lunedì il Comune ha contattato tutte le autorità competenti.

Il prefetto Giancarlo Dionisi ha quindi convocato per martedì 4 agosto una riunione urgente alla quale parteciperanno le forze dell’ordine, la Società della Salute e i rappresentanti dell’amministrazione comunale.

«Abbiamo già dato la nostra piena disponibilità – spiega Riccucci – perché è necessario individuare una soluzione che tuteli contemporaneamente la comunità e la persona interessata».

«Così si crea un vuoto che ricade sul territorio»

Il sindaco non entra nel merito delle decisioni assunte dai medici o dalla magistratura. Ma pone una questione che riguarda il funzionamento del sistema.

«È inaccettabile non sapere se sia stata accertata o meno la non pericolosità dell’uomo – dice – Se esistono procedure che portano alle dimissioni di una persona coinvolta in un episodio così grave, è giusto che chi deve garantire la sicurezza sul territorio sappia quali valutazioni sono state fatte».

Per Riccucci il rischio è che le eventuali falle del sistema ricadano poi sui Comuni, chiamati a gestire situazioni estremamente delicate senza avere strumenti adeguati.

«Il nostro dovere – conclude – è garantire la sicurezza dei cittadini, dei turisti e anche della stessa persona coinvolta. Ma per farlo servono risposte chiare e un coordinamento efficace tra tutte le istituzioni».

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