PIOMBINO. Sarebbe dovuto salpare e prendere il largo, invece siamo ormai alla fine di luglio e il rigassificatore è ancora saldamente ancorato nel porto di Piombino. E ci starà ancora a lungo.
I cittadini, però non ci stanno più e questa mattina la tensione attorno alla permanenza della nave rigassificatrice è tornata a farsi sentire con forza davanti alle mura del Palazzo Comunale.
Un gruppo di cittadini e rappresentanti del Comitato Salute Pubblica si è posizionato fin dalle prime ore della giornata di fronte all’ingresso del municipio per far valere la propria posizione, rivolgendosi direttamente al sindaco Francesco Ferrari, agli assessori e ai consiglieri comunali in arrivo per le sedute istituzionali.
L’accusa del Comitato

I manifestanti hanno distribuito a tutti i membri della giunta e del consiglio un volantino dal titolo inequivocabile e dai toni durissimi: «Avete tradito la vostra città! Oggi resta solo il vostro silenzio».
Nel documento viene contestato il superamento della scadenza originariamente prevista per luglio 2026 per la dismissione e l’uscita della nave dal porto piombinese, termine spazzato via dalla proroga sine die introdotta dal Governo con il Decreto Legge n. 32/2026 lo scorso 11 marzo.
Il confronto sul piazzale

All’arrivo in Comune, il sindaco Francesco Ferrari non si è sottratto al confronto ed è rimasto a lungo a discutere sul piazzale con i cittadini presenti, rivendicando l’operato dell’amministrazione e respingendo le accuse di aver compiuto passi indietro rispetto agli impegni presi con la città:
«È ovvio che la decisione oggi spetta al Governo e non spetta al Comune. Mi dispiace un pochino, se devo dire la verità, che lo pensiate, perché chi mi è stato accanto in tutta la vita istituzionale sa benissimo che cosa io ho fatto, anche nei rapporti con il Governo e negli incontri quotidiani. Sentire che la giunta e il sindaco abbiano fatto una clamorosa retromarcia, mi dispiace – ripete Ferrari -. Comunque sono abituato ad andare avanti», ha dichiarato il primo cittadino durante il colloquio con i rappresentanti del comitato.
Alla richiesta dei cittadini di mostrare atti concreti e corrispondenze ufficiali inviate a Roma, Ferrari ha ribadito la propria trasparenza:
«Io ho scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri. Sono nella massima trasparenza e lo sono sempre stato, è una mia caratteristica. Se c’è una richiesta di accesso agli atti o se mi chiedete un incontro per guardare le carte insieme, io sono sempre disponibile. Nei rapporti con i cittadini ci sono sempre stato e ci sarò sempre, specialmente quando condividiamo la stessa posizione».
Il monito dello striscione

A fare da sfondo alle contestazioni è comparsile anche uno striscione emblematico, affisso proprio all’ingresso del Palazzo Comunale, recante una parafrasi del celebre passaggio biblico della Genesi su Esaù e la vendita della primogenitura: «Esaù barattò la primogenitura per un piatto di lenticchie, voi vendete la vostra dignità per pochi spiccioli».
Un messaggio dal forte valore etico e politico con cui la piazza ha inteso lanciare un chiaro monito alla classe dirigente: la dignità, la salute e il futuro del territorio rappresentano un patrimonio inestimabile che non può essere sacrificato né barattato in cambio di compromessi facili, promesse o piccoli tornaconti economici di breve termine.