PIOMBINO. La Tari continua a rappresentare una delle imposte più gravose e meno tollerate dalla popolazione, specialmente quando a fronte di rincari in bolletta si riscontrano disservizi nella gestione quotidiana dei rifiuti. A sollevare la questione è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, in vista della seduta del consiglio comunale del 27 luglio, durante la quale si voterà l’approvazione delle tariffe TARI per l’anno in corso.
Le criticità del servizio e il contratto con Sei Toscana
Nonostante l’impegno profuso dall’amministrazione locale e dall’assessore all’ambiente Rossana Bacci, il gruppo di maggioranza segnala il permanere di diverse criticità sul territorio. Secondo Fratelli d’Italia, le segnalazioni dei cittadini evidenziano la necessità di interventi più mirati da parte del gestore Sei Toscana, tra cui svuotamenti dei cassonetti calibrati sul reale riempimento, una maggiore cura del decoro urbano e interventi più rapidi.
I consiglieri ricordano comunque che Piombino opera all’interno di un Ambito territoriale ottimale (ATO) di 104 Comuni con un contratto blindato fino al 2033, stipulato dalle precedenti amministrazioni, pur garantendo massima fermezza nel pretendere prestazioni adeguate.
Toscana seconda in Italia per i costi della spazzatura
A pesare sulle tasche dei residenti è un meccanismo tariffario rigido. Come evidenziato dal rapporto 2025 dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la Toscana si attesta come la seconda regione più cara d’Italia per la Tari, con una spesa media annua familiare di 397 euro contro i 340 euro della media nazionale.
Poiché le normative stabilite da Arera impongono che la tassa copra integralmente i costi del servizio, ogni incremento strutturale dei costi si riflette direttamente sui bilanci delle famiglie.
Il nodo degli impianti e la gestione dei flussi regionali
La radice del problema, secondo l’analisi di FDI, va ricercata nella gestione dell’intero sistema regionale. La Toscana produce annualmente circa 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui oltre 300 mila tonnellate finiscono in discarica e più di 315 mila vengono spedite fuori regione con ingenti costi di trasporto.
Il gruppo consiliare evidenzia inoltre la carenza impiantistica della cintura fiorentina, che costringe a trasferire ingenti flussi verso la costa e il polo di Peccioli, dimostrando l’incapacità della regione di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei propri confini.
Le accuse al Piano regionale dell’economia circolare
Il Piano regionale dell’economia circolare finisce così al centro delle polemiche per non aver risolto le criticità strutturali. Fratelli d’Italia accusa la governance regionale di aver rinviato per anni le decisioni sugli impianti, rincorrendo da una parte l’utopia dei “rifiuti zero” e dall’altra mantenendo una linea di sostanziale immobilismo.
Le proroghe delle convenzioni tra gli ambiti territoriali smentirebbero quindi la decantata autosufficienza, scaricando i costi delle inefficienze sui cittadini.
Le tutele per le fasce deboli e il sostegno del Comune
Sul fronte locale, Fratelli d’Italia rivendica gli interventi a tutela dei nuclei familiari più fragili messi in campo dalla giunta piombinese. Tra questi spicca l’azzeramento totale della Tari per le famiglie con ISEE fino a 10 mila euro, misura che andrà a integrarsi con il nuovo bonus sociale nazionale.
Pur non rappresentando una soluzione definitiva alle criticità strutturali della regione, l’esenzione dimostra la volontà di non lasciare soli i cittadini in difficoltà, mentre prosegue la battaglia politica per chiedere alla Regione Toscana una programmazione impiantistica seria ed efficiente.