Tra pensiline distrutte e sedie di fortuna: la difficile attesa del bus a Piombino | MaremmaOggi Skip to content

Tra pensiline distrutte e sedie di fortuna: la difficile attesa del bus a Piombino

Strutture di trent’anni fa arrugginite, arredi appena installati e subito presi a martellate. Viaggio tra le criticità del trasporto pubblico urbano, tra vandali seriali e un’utenza in continuo cambiamento
Le sedie di fortuna alla fermata del bus a Fiorentina

PIOMBINO. Aspettare un autobus a Piombino sta diventando sempre più una prova di resistenza. In molti punti di fermata del servizio urbano la classica pensilina è soltanto un miraggio: i viaggiatori si trovano costretti ad attendere sotto il sole cocente cercando un po’ d’ombra sotto l’albero più vicino o rimanendo pericolosamente a margine della carreggiata, come accade lungo l’arteria di uscita dalla città.

In questo quadro di precarietà è persino nato un fenomeno curioso e spontaneo: la comparsa di sedie di legno o plastica portate direttamente da casa e posizionate a bordo strada vicino alle paline delle fermate. Un’iniziativa “fai da te” per mitigare l’attesa.

Raid vandalici e la piaga dei “serial killer” delle pensiline

All’origine dei disagi non c’è soltanto la carenza di strutture, ma un vero e proprio fenomeno di vandalismo sistematico e persistente che scoraggia qualsiasi tentativo di rinnovo dell’arredo urbano.

«La storia è lunga e intricata – spiegano dagli ambienti vicini al personale viaggiante – Ci sono pensiline che cadono a pezzi per la vetustà e altre del tutto nuove che vengono distrutte il giorno stesso dell’installazione. In città sembrano agire dei veri e propri serial killer da anni».

La nuova pensilina al Villamarina mai risistemata

L’esempio più lampante è la pensilina installata in zona Villamarina: poco dopo la collocazione, i pannelli sono stati completamente infranti a martellate. La parte inferiore dei vetri, andata in frantumi, è stata rimossa e mai più ripristinata, mentre la copertura superiore, pur scampata alla distruzione, è rimasta pesantemente imbrattata. Un’odiosa routine che fa pensare a veri e propri atti di ritorsione legati a sanzioni del passato.

Al capolinea cittadino la situazione mostra due volti opposti: da una parte le strutture di trent’anni fa, prive di copertura, arrugginite ed esposte alle intemperie, per le quali sono state avviate segnalazioni per una rimozione a breve; dall’altra arredi più recenti subito presi di mira.

La pensilina al capolinea di via Leonardo da Vinci completamente distrutta

Sedie di fortuna e la trasformazione degli utenti

Se le panchine integrate resistono, non di rado vengono impiegate per scopi estranei all’attesa del bus: c’è chi le utilizza come bivacco, chi per consumare bevande e chi per trascorrere qualche ora all’ombra sotto casa. Ciononostante, il fenomeno delle sedie personali posizionate in fermata resta un segnale evidente di un disagio vissuto da chi arriva alla fermata in largo anticipo.

Un’altra pensilina distrutta

A cambiare radicalmente è stata anche la composizione dell’utenza. Se un tempo le fermate erano popolate prevalentemente da anziani, oggi il flusso del trasporto urbano vede una componente nettamente diversa, caratterizzata soprattutto da famiglie straniere e madri con passeggini al seguito. Resta aperto anche il nodo dell’evasione tariffaria, un fenomeno noto a chi si trova giornalmente alla guida dei mezzi pubblici.

La gestione delle fermate 

Un’altra fermata vandalizzata a Salivoli

Il quadro di degrado e gli continui atti vandalici riaprono la questione sul riparto delle competenze: a chi spetta installare e mantenere le pensiline? In base al contratto di servizio del Tpl toscano, la competenza sulla posa in opera e sulla sostituzione ex novo delle strutture di fermata rientra tra le attribuzioni del Comune e della società concessionaria delle affissioni, mentre la manutenzione ordinaria risponde alle direttive di Autolinee Toscane e dei responsabili d’area.

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