San Vincenzo, Officina risponde al Pd: «Il circo è finito 5 anni fa, ora c'è chi amministra» | MaremmaOggi Skip to content

San Vincenzo, Officina risponde al Pd: «Il circo è finito 5 anni fa, ora c’è chi amministra»

La lista di maggioranza replica punto su punto alle accuse dei democratici, rivendicando i risultati ottenuti in cinque anni di governo e attaccando le gestioni passate del centrosinistra
Il municipio di San Vincenzo
Il municipio di San Vincenzo

SAN VINCENZO. Scontro aperto e toni decisamente accesi a San Vincenzo a un anno dalla fine del mandato amministrativo. La lista di maggioranza Officina ha replicato con fermezza al duro attacco sferrato nei giorni scorsi dal Partito democratico locale, rispedendo alle critiche su partecipazione, gestione del territorio e mancate visioni di futuro.

L’intervento del PD viene accetto quasi con ironia da Officina, che lo definisce un tentativo di «scaldare i motori in vista della campagna elettorale» dopo anni di «opposizione quasi inesistente».
La replica entra poi nel merito di ogni singolo punto sollevato dall’opposizione.

Eredità, coste e la gestione del porto

Sulla situazione economica e amministrativa dell’ente, Officina ricorda di aver preso in mano un Comune uscito dalle paludi del commissariamento, i cui strascichi peserebbero ancora oggi sulle casse pubbliche.

Per quanto riguarda il litorale, la maggioranza rivendica un cambio di rotta sostanziale rispetto al passato. Gli interventi di ripascimento vengono oggi effettuati unicamente a maggio e giugno, dove necessario e con regolamento alla mano, lasciando alle spalle la prassi dell’era PD che vedeva «draghe e ruspe in azione ad agosto».
Duro affondo anche sulla vicenda del porto, definita una «scelta scellerata del passato» che blocca la posidonia a nord e accelera l’erosione ad avanzare verso sud.

Il nodo azienda speciale, rimigliano e il caso Circa Circo

Un punto di orgoglio rivendicato dalla maggioranza riguarda l’azienda speciale “San Vincenzo Servizi“, che in due anni ha preso in carico molteplici capitoli, dalla farmacia alla spiaggia per cani, fino alla custodia e al salvamento.
Nel 2025, secondo i dati forniti da Officina, la gestione ha registrato un risparmio di 100.000 euro solo per il servizio di salvamento e un avanzo di bilancio di 50.000 euro, garantendo «servizi migliori a costi minori sotto il controllo pubblico».

In merito alla tenuta del Parco di Rimigliano, Officina rimarca di aver ereditato un territorio «a macchie di leopardo» con migliaia di metri quadri di nuove edificazioni già pronte, poi bloccate dalle battaglie civiche.
Spazio anche al dibattito interno sul festival Circa Circo: le divergenze espresse da un assessore esterno in Consiglio non rappresenterebbero un’attaccamento alla “poltrona”, bensì un normale esercizio di democrazia e responsabilità.

Partecipazione e confronto: il guanto di sfida sui cittadini

Accusata dal PD di essere chiusa «nel Palazzo», la lista di governo risponde snocciolando un lungo elenco di assemblee e percorsi partecipativi realizzati in cinque anni su temi cruciali: dal piano spiaggia alla gestione dei rifiuti, passando per la Solvay, il rigassificatore di Piombino, il Parco di Rimigliano fino al percorso partecipativo per San Carlo e all’incontro per la riqualificazione della Torre.

Un modello di dialogo aperto che, a detta di Officina, si contrapporrebbe ai vent’anni di amministrazione PD, ricordando in particolare la proposta di abbattimento delle Fucini «mai scritta nel programma e mai condivisa prima con la cittadinanza».

Un nuovo paradigma per il paese

Nella parte conclusiva della nota, la maggioranza stila il bilancio del quinquennio citando l’accordo Solvay, la riqualificazione del velodromo e dell’area silo, oltre alla nuova gestione delle spiagge, promuovendo il modello civico portato avanti in questi anni.

L’esperienza di Officina viene descritta come un luogo di dialogo trasparente tra persone con storie e appartenenze diverse, in cui il dissenso rappresenta un’opportunità di approfondimento e le decisioni non vengono «calate dall’alto da qualche segreteria di partito».
La nota si chiude con una stoccata diretta agli avversari: «Il “circo” si è chiuso cinque anni fa; oggi c’è chi lavora per l’interesse della comunità».

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