PIOMBINO. La giunta comunale ha approvato un nuovo e articolato progetto di welfare culturale pensato su misura per le giovani generazioni. L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con la Cooperativa arcobaleno già gestore del centro giovani, nasce con l’obiettivo fondamentale di intercettare i bisogni emergenti dei ragazzi e stimolare in loro nuove occasioni di partecipazione attiva e cittadinanza.
Educatori nei luoghi di ritrovo informali
Punto di forza dell’intero intervento è il ribaltamento delle dinamiche tradizionali: invece di attendere i giovani nelle sedi istituzionali, saranno gli operatori ad andare direttamente da loro.
Il progetto prevede, infatti, la presenza costante di educatori di strada e professionali all’interno dei principali luoghi di aggregazione informale della città.
L’obiettivo è instaurare un dialogo diretto, informale e spontaneo, capace di intercettare anche le situazioni di maggiore isolamento per poi accompagnare i ragazzi in percorsi educativi e di crescita personale.
Laboratori, arte e spazi culturali in rete
L’azione educativa si tradurrà concretamente in un programma ricco di esperienze artistiche, laboratori creativi e percorsi condivisi in cui i giovani saranno costantemente stimolati al confronto, all’espressione personale e alla co-creazione.
A queste attività sul campo si affiancherà un’integrazione a rete tra le varie realtà della città, facendo lavorare in sinergia le iniziative del centro giovani, le risorse della biblioteca comunale e la programmazione degli altri principali luoghi dedicati alla cultura e all’aggregazione cittadina.
L’impegno delle istituzioni
Sull’importanza strategica dell’iniziativa si è espressa con favore l’Assessora alle politiche giovanili Simona Cresci, evidenziando come il lavoro di squadra rappresenti la chiave di svolta per il successo del piano.
«L’integrazione tra educatori, operatori culturali e istituzioni – dichiara l’assessora Simona Cresci – permetterà di ampliare la qualità delle proposte e offrire ai ragazzi occasioni di confronto e partecipazione attiva, rafforzando il loro legame con il territorio e la comunità».