PIOMBINO. Al centro dei tavoli romani, durante l’incontro di ieri al Mimit, mercoledì 15 luglio, due nodi fondamentali: la revisione dell’Accordo quadro per la tutela dei lavoratori, rimodulato dopo la firma con JSW, e lo stato di avanzamento della riconversione industriale legata al progetto Metinvest Adria.
Il confronto ha registrato reazioni accese e visioni contrapposte tra le forze politiche e le istituzioni, divise tra l’entusiasmo della maggioranza per una “svolta storica”, le preoccupazioni della Regione e il duro attacco del Partito Democratico sul tema delle compensazioni e dei ritardi.
Il sindaco Ferrari: «Fase complessa»
Il primo cittadino di Piombino, Francesco Ferrari, non nasconde la complessità della partita ma invita alla concretezza. Pur definendo i ritardi accumulati da Metinvest come «fisiologici» in operazioni di tale portata, il sindaco esorta tutte le parti a non abbassare la guardia.
«Le riunioni hanno confermato che il percorso richiede un impegno costante. Parliamo di due operazioni industriali strategiche e di dimensioni eccezionali. I ritardi del progetto Metinvest Adria devono essere affrontati e recuperati immediatamente, rispettando il cronoprogramma».
Ferrari ha poi lanciato un appello per accelerare la macchina burocratica, spiegando che in questa fase è fondamentale che la funzione del commissario entri pienamente a regime per rafforzare il coordinamento e velocizzare le procedure, un passaggio urgente nell’interesse della città.
La Regione: «Allungamento dei tempi preoccupante, ma pronti sulla formazione»
Più focalizzato sulle tutele sociali l’intervento della Regione Toscana, rappresentata da Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per il lavoro. Firenze considera prioritario blindare i lavoratori dentro l’Accordo Quadro, ritenuto l’unico strumento in grado di governare parallelamente i piani industriali delle due aziende del polo siderurgico.
L’allungamento dei tempi per la realizzazione del progetto Metinvest desta infatti forti timori sul mantenimento dei livelli occupazionali. Per questo motivo, Fabiani ha assicurato che gli uffici regionali stanno rispettando i tempi dell’iter autorizzativo ambientale. Inoltre, la Regione si dice già pronta a intervenire sul fronte della formazione per il personale destinato a Metinvest, un passaggio che sarà strutturato d’intesa con i sindacati non appena l’azienda avrà terminato i colloqui individuali in corso.
Il deputato Rossi: «Una svolta storica del Governo Meloni»
Sul fronte della maggioranza di governo, il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, parla invece di un netto cambio di rotta rispetto al passato, rivendicato anche durante un’interrogazione con il ministro Adolfo Urso.
Rossi ha duramente liquidato le vecchie gestioni, ricordando come nel 2018 sia stato firmato un accordo fallimentare che ha prodotto solo cassa integrazione e zero investimenti. Oggi, secondo il deputato, quella stagione è alle spalle poiché il Governo Meloni ha introdotto penali, controlli rigorosi e un monitoraggio costante.
A sostegno di questa tesi, il parlamentare ha ricordato le cifre del rilancio: il progetto Metinvest-Danieli prevede oltre 3,2 miliardi di euro per un’acciaieria elettrica green, JSW Steel Italy investirà oltre 148 milioni di euro per il potenziamento degli impianti, mentre l’accordo per Liberty Magona consentirà di salvaguardare oltre 500 posti di lavoro.
Simiani: «L’ottimismo di Urso non basta. Dal sindaco Ferrari un fallimento sulle compensazioni»
A gelare gli entusiasmi della destra è il deputato Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione ambiente della Camera, che critica duramente le dichiarazioni del ministro Urso definendole l’ennesima sfilata di «dichiarazioni di intenti» a fine legislatura.
«Prendiamo atto dell’ottimismo espresso dal ministro Urso, ma dopo anni di annunci e rinvii il territorio ha bisogno di certezze. La vera sfida è garantire integralmente i livelli occupazionali, tutelare l’indotto e assicurare un piano industriale credibile con un cronoprogramma chiaro.»
Simiani sposta poi il mirino direttamente sull’amministrazione comunale guidata da Ferrari, accusandola di subalternità politica verso Roma a scapito dei cittadini.
Il deputato sottolinea come sia indispensabile sbloccare le compensazioni attese da anni dalla città per accompagnare la transizione e mitigarne gli impatti.
Su questo punto, secondo Simiani, il sindaco Ferrari dovrebbe assumersi la responsabilità politica del mancato risultato poiché, nonostante la vicinanza politica con il Governo Meloni, la città ha subito la proroga senza scadenza del rigassificatore senza ottenere neppure un euro delle compensazioni richieste. Un fallimento evidente, conclude l’esponente democratico, di cui l’amministrazione dovrà rendere conto ai cittadini.