SAN VINCENZO. Un’esplosione di rosa e rosso nel cuore verde della pineta del Parco di Rimigliano. Tanto è bastato per far surriscaldare l’estate di San Vincenzo, trasformando la quiete del parco naturale in un terreno di scontro social e politico. Al centro della contesa c’è il “Circa Circo“, il nuovo allestimento temporaneo che caratterizza la storica area di sosta della Torraccia, l’ex pizzeria “Al Tramonto”, passata quest’anno a una nuova gestione dopo ben 23 anni.
I colori sgargianti e le strutture geometriche d’ispirazione circense hanno spaccato a metà l’opinione pubblica tra residenti e villeggianti. Da una parte chi accoglie con favore la ventata di novità e la riqualificazione dell’area, dall’altra chi considera l’intervento un vero e proprio “corpo estraneo” rispetto alla delicatezza naturalistica del parco.
L’affondo di Pietrelli: «Dov’è il rispetto?»

A dare voce e argomenti al fronte del dissenso è stata Martina Pietrelli, frequentatrice storica di Rimigliano, con un lungo e dettagliato intervento che ha superato la barriera del mero gusto estetico per toccare corde ambientali e politiche.
Nel mirino della Pietrelli c’è innanzitutto il bando pubblico con cui il Comune ha assegnato l’area per 120mila euro l’anno, ovvero il doppio della base precedente, alla società proprietaria del vicino villaggio Park Albatros.
Si tratta di una scelta finanziaria, ipotizza Pietrelli, che per l’esponente locale tradisce la vocazione del parco, sostenendo che l’area andrebbe invece riconsegnata alla gestione della Parchi Val di Cornia per garantirne una tutela adeguata.
Le critiche sull’allestimento sono durissime. Pietrelli definisce il progetto un insieme di arredi totalmente fuori contesto, con colori che, usando un’espressione tipica delle nostre parti, si rivelano un vero e proprio cazzotto in un occhio.
Secondo la sua denuncia, si tratterebbe di strutture ancorate al suolo in modo permanente, sorrette da travi di acciaio e coperture fatte di un materiale che non ha nulla di ecosostenibile, con l’aggravante di aver notato le luci decorative accese persino in pieno giorno, alla faccia del risparmio energetico.
La critica si sposta poi sul piano della coerenza istituzionale. Pietrelli si chiede infatti come sia possibile autorizzare un simile intervento dopo anni di battaglie ideologiche sul valore naturalistico di Rimigliano, durante i quali si è ricorsi al TAR persino per impedire una recinzione con pali in legno a protezione di un rudere, e mentre si discute la proposta di istituire un Sito di Interesse Comunitario regionale per tutelare la tenuta. Per questo motivo, l’esponente locale auspica che il Comune prenda atto della situazione e provveda a correggere il tiro fin dalla prossima stagione per non perdere del tutto la propria credibilità.
La replica di Riccucci: «Nessun cemento, solo strutture leggere che valorizzano la pineta»

Dopo giorni di acceso dibattito sulle bacheche social, il sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, ha deciso di intervenire direttamente per fare chiarezza sulla natura dell’intervento, difendendo la bontà del progetto e smentendo categoricamente l’esistenza di abusi o danni ambientali. Il primo cittadino ha ammesso che il progetto di arredo esterno è sicuramente spiazzante, ma ha invitato i detrattori a fare uno sforzo di comprensione che vada oltre l’impatto cromatico del rosa e del rosso.
Il sindaco ha voluto rassicurare la cittadinanza spiegando che l’intera installazione è totalmente reversibile, non essendoci gettate di cemento, scavi o fondamenta, ma solo strutture leggere e permeabili semplicemente appoggiate al terreno.
Anche l’effetto visivo del tendone da circo è in realtà una destrutturazione realizzata tramite fettucce colorate, le quali sono ancorate ai tronchi dei pini attraverso cinghie a cricchetto dotate di apposite imbottiture pensate proprio per non danneggiare la corteccia delle piante.
Inoltre, Riccucci ha precisato che l’autorizzazione per questi arredi è limitata a soli 180 giorni all’anno. Questo significa che ogni volta, al termine della stagione estiva, tutto verrà interamente smontato e rimosso, garantendo la sostenibilità e la temporaneità dell’impatto visivo.
Oltre a difendere l’aspetto ecologico, il primo cittadino ha rivendicato i benefici concreti derivanti dal nuovo bando di assegnazione decennale. L’operazione ha infatti permesso di riqualificare alcune strutture del parco che ne avevano un disperato bisogno, a partire dalla passerella per raggiungere la spiaggia che non era più accessibile in sicurezza.

Non va poi dimenticato l’aspetto economico per la comunità, dato che le casse comunali vedranno praticamente raddoppiate le entrate storiche, garantendo circa un milione di euro complessivi in dieci anni che l’amministrazione si impegna a reinvestire interamente sul territorio.
Il retroscena politico e la stoccata finale a “quelli di ieri”
La replica del sindaco non ha risparmiato passaggi dal forte sapore politico, rispondendo direttamente alle provocazioni sul fronte del SIC regionale. Riccucci si è detto perplesso di fronte alle accuse, ricordando che la pratica per l’istituzione del sito protetto è ferma da quasi tre anni in Regione senza alcuna motivazione plausibile, un fatto che a suo dire dovrebbe far riflettere su chi abbia davvero a cuore le sorti della tenuta.
In chiusura, il sindaco ha lanciato un’ultima e velata frecciata ai suoi oppositori politici storici, sottolineando come proprio coloro che oggi si scandalizzano per delle strutture removibili in cerca di contraddizioni, in passato abbiano taciuto di fronte a interventi invasivi che hanno lasciato sul territorio segni indelebili che non andranno mai più via, a differenza dei 180 giorni del Circa Circo.