I colori del mare e il riciclo d'arte: le opere di Eugeniu Tolea colorano l'estate del Barrino per beneficenza | MaremmaOggi Skip to content

I colori del mare e il riciclo d’arte: le opere di Eugeniu Tolea colorano l’estate del Barrino per beneficenza

Nei giardinetti del locale affacciato su Piazza Bovio, le creazioni in materiale riciclato dell’artista Eugeniu Tolea uniscono la poesia del mare alla solidarietà per l’associazione Spazio H, in una mostra da vivere letteralmente con mano
L’esposizione delle opere dell’artista ambientalista Eugeniu Tolea al Barrino in beneficenza per Spazio H

PIOMBINO. I giardinetti del Barrino si trasformano per tutta la stagione estiva in una galleria d’arte a cielo aperto, dove la creatività incontra la sostenibilità e la solidarietà. Protagonista dell’iniziativa è Eugeniu Tolea, eclettico artista del riciclo, le cui opere, intrise dei colori e delle suggestioni del mare, animano lo spazio verde in un percorso espositivo il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione Spazio H.

Dalle spiagge elbane all’energia di Piombino

Alcune opere di Tolea

Tolea non è un nome nuovo per chi vive il litorale toscano. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita all’Isola d’Elba, l’artista si è trasferito da un paio d’anni a Piombino, portando con sé il respiro del mare e un legame viscerale con il paesaggio costiero.

Le sue creazioni nascono proprio da questo dialogo continuo con l’ambiente: spiagge, scogliere, ma anche angoli dimenticati e margini urbani o naturali. È in questo contesto che Tolea raccoglie i frammenti scartati dal mondo moderno per restituire loro una nuova vita, elevandoli a linguaggio artistico.

L’arte degli incastri e il gigante del Bernardini

Il veliero gigante a Piombino

Ciò che colpisce immediatamente nelle opere di Tolea è la tecnica rigorosa e poetica al tempo stesso. I suoi lavori sono composti interamente da materiale riciclato, assemblato senza l’ausilio di colle invasive, ma tenuto insieme per lo più tramite giusti incastri e qualche vite. Una scelta che riflette un rispetto quasi artigianale per la materia prima e la sua storia originaria.

Chi desidera immergersi completamente nella poetica dell’artista non può limitarsi alla sola esposizione al Barrino. Poco distante, scendendo sotto il Cimitero alla spiaggia del Bernardini, è infatti possibile ammirare una delle sue creazioni più monumentali e significative: un veliero gigante adagiato sulla costa, testimonianza tangibile di come la plastica e i rottami possano trasformarsi in epica marina.

La voce dell’artista: «Come mi definirei?»

Il giardino del Barrino con le opere di Tolea

«Io non creo nulla che non esista già nella materia che raccolgo -ci racconta Tolea, riflettendo sul proprio percorso – Se dovessi definirmi, non userei la parola scultore o artista nel senso tradizionale. Mi considero piuttosto un traduttore di scarti. Il mare porta a terra i resti della nostra distrazione, e io mi limito ad ascoltarli, a incastrarli e a ridargli una voce affinché raccontino un’altra storia, non più di rifiuto, ma di bellezza ritrovata».

Il messaggio dell’artista: «Voglio rendere il mondo migliore»

Dietro l’apparente leggerezza di un’opera d’arte nata da un pezzo di plastica spiaggiata o da un rottame di ferro, si cela un manifesto ecologista e umano molto preciso. Quando gli si chiede quale sia il messaggio che desidera trasmettere, Eugeniu Tolea non ha dubbi:

«Voglio rendere il mondo migliore con la mia arte. È questo il mio scopo. Voglio che le mie opere possano essere vissute, toccate».
Al Barrino l’artista ha dato vita a un vero e proprio percorso emozionale. Quella esposta nei giardinetti è soltanto una piccola selezione delle sue creazioni: se avesse voluto esporle tutte, l’invasione pacifica della bellezza avrebbe occupato ogni spazio, arrivando dritta fino in piazza Bovio. Ad accompagnare i visitatori in questo viaggio ci sono frasi scelte con cura dall’autore, pensieri guida che orientano lo sguardo e l’animo.

Regola fondamentale, e controcorrente rispetto ai canoni museali tradizionali, è riassunta in un invito che Tolea ama apporre nelle sue mostre: «Si prega di toccare e non sciupare». Al contrario dei cartelli che intimano di non avvicinarsi, qui le mani sono benvenute: attraverso il tatto, del resto, non ci limitiamo a una mera esplorazione fisica o a percepire consistenze, temperature e superfici, ma attiviamo un canale profondamente emotivo, capace di trasmettere vicinanza, sicurezza e calore.
Le opere sono pensate per essere esaminate da vicino, vissute, e fatte esplorare soprattutto dai bambini. Per loro Tolea ha ideato pezzi speciali, minuscoli universi in cui le piccole mani possono scoprire un dettaglio o un ricordo da custodire, imparando il rispetto attraverso il contatto e non attraverso il divieto.

Il trono e lo scrigno per le donazioni e un bambino che si riflette in uno degli specchi di Tolea

Luoghi dimenticati e la filosofia del “non restauro”

C’è poi una scelta geografica e concettuale ben precisa: a Tolea piace esporre in luoghi caratteristici ma spesso dimenticati, per fare in modo che le persone tornino a frequentarli e a guardarli con occhi nuovi, rispettandoli.

«Sono un artista sicuramente, ma soprattutto un ambientalista» racconta, sottolineando come ogni creazione possieda una storia autonoma, non solo sua, ma di chiunque si fermi a osservarla. L’arte non vive protetta dietro a una teca o appesa a una parete inavvicinabile; va vissuta appieno.

Una coerenza che si riflette anche sulla materia stessa: terminata l’esposizione, Tolea raccoglie le sue opere e le riporta via così come sono. A meno che non vi siano danni strutturali gravissimi da correggere, non effettua alcun restauro. Permette al tempo e agli elementi di lasciare il segno, affinché le opere continuino a vivere il loro personale percorso.

Il trono, il Barrino e la vista sull’Elba

Il percorso emozionale di Tolea

Questa particolare esposizione estiva, che resterà in mostra fino a settembre, ha una finalità benefica ed è dedicata all’associazione Spazio H, di cui lo stesso Tolea fa parte. Protagonista in questo senso è l’opera del trono: accanto ad essa si legge l’invito “Siedi e scatta. Lascia unofferta“, offrendo ai passanti la possibilità di sedersi, immortalare il momento e contribuire con una donazione che andrà interamente devoluta all’associazione.

La scelta del luogo non è affatto casuale. Oltre a godere di una posizione strategica per il passaggio, il Barrino è perfettamente in sintonia con l’ispirazione marina di Tolea. Affacciato sulla suggestiva Piazza Bovio, il locale ha proprio di fronte l’Isola d’Elba, terra in cui l’artista ha vissuto per ben 28 anni della sua vita. Qui la visita si trasforma in un’esperienza multisensoriale: la vista del mare si unisce al profumo della salsedine e al rumore ritmico delle onde che fanno da sottofondo a un cammino d’arte ed emozione.

A suggellare il valore dell’iniziativa sono le parole del titolare del Barrino:

«Tolea è venuto da me chiedendomi il permesso di poter esporre le sue opere per raccogliere beneficenza per spazio H. Dopo aver avuto il consenso anche da parte del Comune, ho accolto con gioia la sua mostra. Credo che il messaggio che voglia dare sia davvero importante. Sensibilizzare le persone alla solidarietà in un mondo sempre più egocentrico è fondamentale. Basta anche una piccola offerta, se ogni persona che passa da qui per un aperitivo o per una semplice passeggiata lasciasse anche pochi centesimi il ricavato finale sarebbe comunque una cifra importante. Inoltre, lui è un ragazzo con un vissuto unico, le sue opere sono eccezionali, dalle più piccole alle più grandi, come il veliero sotto il cimitero, meritano di essere viste, o come dice lui, vissute. L’esposizione rimarrà fino a settembre, invito tutti a venire a vederle e lasciare una piccola donazione per spazio H».

Un’occasione imperdibile, dunque, per unire la scoperta di un’arte autentica e profondamente radicata nel territorio con un concreto gesto di supporto a Spazio H, trasformando i giardinetti del Barrino nel cuore solidale dell’estate piombinese.

 

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