GROSSETO. La Toscana si conferma tra le regioni italiane dove il testamento biologico è maggiormente diffuso. Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio DAT dell’Associazione Luca Coscioni, la regione occupa il nono posto a livello nazionale per numero di Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) depositate in rapporto alla popolazione.
Tra le province toscane spicca anche Grosseto, che si colloca nella parte alta della classifica italiana con 1.397 DAT depositate, pari a una ogni 133 abitanti.
Che cosa sono le DAT
Le Disposizioni anticipate di trattamento, conosciute anche come testamento biologico, permettono a ogni persona maggiorenne di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non fosse più in grado di esprimere la propria volontà.
Lo strumento è previsto dalla legge sul consenso informato e sulle cure di fine vita, entrata in vigore nel gennaio 2018.
La Toscana è nona in Italia
Secondo l’indagine dell’Associazione Luca Coscioni, aggiornata a dicembre 2025, in Toscana risulta depositata una DAT ogni 147 abitanti, un dato che colloca la regione al 9° posto della graduatoria nazionale.
L’analisi è stata realizzata attraverso un accesso agli atti rivolto ai 7.677 Comuni italiani, in assenza della relazione periodica del Ministero della Salute prevista dalla normativa.
Livorno guida la classifica, Grosseto tra le migliori province
Tra le province toscane è Livorno a guidare la classifica regionale, con 2.258 DAT e una disposizione ogni 120 abitanti, risultato che vale il 13° posto in Italia.
Ottimo anche il dato di Grosseto, che con 1.397 DAT depositate raggiunge il 27° posto nazionale, precedendo province più popolose come Firenze, che registra 6.075 DAT, pari a una ogni 138 abitanti, classificandosi al 30° posto.
Seguono Pistoia, Arezzo, Pisa, Prato, Lucca e Massa-Carrara, quest’ultima fanalino di coda tra le province toscane con una DAT ogni 205 abitanti.
In Italia oltre 278 mila testamenti biologici
A livello nazionale, considerando i dati raccolti nei 6.602 Comuni che hanno risposto almeno una volta all’indagine, risultano 278.329 testamenti biologici certamente depositati dall’entrata in vigore della legge nel 2018.
Limitatamente ai 4.822 Comuni che hanno fornito dati sia nel 2023 sia nel 2025, la crescita registrata negli ultimi due anni è del 18,2%.
Il numero complessivo potrebbe però essere ancora più elevato, poiché non comprende le DAT depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, per le quali non esiste una banca dati pubblica nazionale.
L’Associazione Luca Coscioni: «Serve più informazione»
Per Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, il problema principale resta la scarsa conoscenza di questo diritto.
«Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta», spiegano.
Secondo l’associazione, negli ultimi anni la diffusione delle DAT è migliorata, ma il percorso è ancora troppo lento.
Per questo viene rivolto un invito ai cittadini toscani a informarsi sul testamento biologico, scaricare gratuitamente il modulo per la compilazione delle DAT e utilizzare il Numero Bianco, il servizio gratuito di orientamento dell’Associazione Luca Coscioni dedicato ai diritti di fine vita.
L’obiettivo è rendere sempre più consapevoli i cittadini della possibilità di decidere in anticipo sulle cure sanitarie che desiderano, o non desiderano, ricevere qualora non fossero più in grado di esprimere la propria volontà.

