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Addio a Paolo del Lama, lo storico guardiano del faro di Montecristo

Scompare a Riotorto lo storico guardiano della riserva di Montecristo e fondatore della Cooperativa Venere. Fu il primo a lanciare il mitilo toscano a km 0 con retine biodegradabili. Lascia i figli Chiara e Federico
Paolo del Lama

PIOMBINO. Persino il mare in Costa est oggi è un po’ più silenzioso. Si è spento nella giornata di mercoledì 1 luglio, Paolo Del Lama, all’età di 66 anni, un uomo che non si è limitato a vivere lungo il litorale toscano, ma che ha saputo ridefinire il rapporto tra l’uomo, la pesca e la tutela dell’ambiente. Abitatore profondo della natura, Del Lama lascia un vuoto immenso a Riotorto, dove risiedeva, e in tutta la comunità di Piombino e del Golfo di Follonica.

Quei dieci anni sul granito di Montecristo

Dire che Paolo Del Lama era un pescatore sarebbe riduttivo. È stato un pioniere, un custode e, per molti versi, un filosofo del mare.

La sua storia straordinaria resta indissolubilmente legata all’isola di Montecristo. Dal 1988 al 1998, Paolo è stato il guardiano del faro e della riserva naturale dell’isola-fortezza, vivendoci in un isolamento totale e simbiotico insieme alla moglie Serenella. Un’esperienza che ne ha forgiato lo spirito ecologista molto prima che la sostenibilità diventasse una parola d’ordine globale.

Sull’isola nacque l’amore profondo per l’equilibrio biologico, e lì venne concepita la figlia Chiara, cresciuta fino a sei anni tra rocce selvagge e capre selvatiche.
Come amava ricordare Paolo: «A Montecristo si va per trovare sé stessi, per avere risposte. Lì impari che se ti relazioni con l’ambiente senza eccessi, le risorse naturali ti ricambiano» poi però ad un certo punto bisogna andarsene altrimenti si impazzisce.

La rivoluzione della mitilicoltura e la Cooperativa Venere

Tornato sulla terraferma, quel legame viscerale si è tradotto in azione pratica. Nel 2009 Paolo ha fondato la Cooperativa Venere, unendo i pescatori locali sotto un unico principio: fruire del mare senza impoverirlo.

La sua intuizione più grande è stata la scommessa sulla mitilicoltura nel Golfo di Follonica, dando vita al primo allevamento di cozze toscane a “chilometro zero”. Settanta ettari di specchio d’acqua limpidissima dove Paolo ha applicato una filosofia industriale pulita, introducendo per primo in Italia le retine biodegradabili per il confezionamento al fine di bandire la plastica dal mare. Un’eccellenza territoriale che riforniva anche i tavoli de “La pergola del pescatore”, l’ittiturismo stagionale che aveva aperto nella sua casa a Riotorto, dove si cucinava esclusivamente il pescato del giorno.

L’eredità ai figli Chiara e Federico

Paolo Del Lama scompare lasciando i suoi tre figli, tra cui Chiara e Federico, che hanno condiviso fin da subito la passione del padre per la pesca e per la vita all’aria aperta, raccogliendo il testimone di una visione pionieristica in cui l’uomo non è un predatore del mare, ma il suo più attento custode.
Un’eredità, la sua, che non è fatta solo di reti e imbarcazioni, come la storica Lupo Alberto, ma di un’autentica educazione al rispetto della biodiversità.

I funerali e il saluto a Paolo saranno l’occasione per tutta la Val di Cornia di stringersi attorno alla famiglia e di ringraziare un uomo che ha guardato l’orizzonte sempre un passo prima degli altri.

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