PIOMBINO. Studiare e lavorare con quasi 40 gradi all’interno delle aule non è tollerabile, ancor meno lo è quando gli alunni sono i bambini della scuola dell’infanzia. È questo il messaggio chiaro e deciso che arriva dall’ambiente scolastico dell’Istituto Comprensivo 1 di Piombino, dove è appena scattata una mobilitazione formale destinata a far discutere.
Obiettivo della protesta costruttiva: spingere la dirigente scolastica, Letizia Braschi, a pianificare l’acquisto di dispositivi di ventilazione per permettere a studenti, docenti e personale ATA di affrontare i mesi più caldi dell’anno in condizioni dignitose.
Bambini sudati e temperature fuori dalla norma
Se per i ragazzi delle scuole superiori e delle medie le lezioni si chiudono intorno il 10 del mese, per i più piccoli della scuola dell’infanzia il calendario scolastico non fa sconti: per loro le attività proseguono fino al 30 giugno. Un mese che quest’anno, a causa di temperature ben al di sopra della norma, si è trasformato in una vera e propria prova di resistenza. All’interno delle aule l’aria è diventata irrespirabile, creando enormi disagi ai piccoli alunni, alle maestre e al personale ausiliario, costretti a convivere quotidianamente con un’afa soffocante.
Classi vuote nel pomeriggio: la scelta di genitori e docenti
La situazione ha raggiunto livelli di criticità tali da spingere molte famiglie a correre ai ripari in autonomia. Nelle ultime settimane si è registrato un boom di assenze, con molti genitori che hanno preferito tenere i figli a casa per proteggerli dal caldo.
Chi non ha potuto usufruire di questa opzione ha scelto la via del rientro anticipato: moltissimi bambini vengono infatti prelevati subito dopo il pranzo, saltando le attività della seconda metà della giornata, proprio per evitare le ore in cui le aule si trasformano in veri e propri forni.
Una scelta condivisa e compresa dallo stesso personale docente, consapevole dell’impossibilità di garantire il benessere climatico in queste condizioni.
La richiesta: almeno un ventilatore per aula
“Non si può fare didattica con questo clima”, spiegano alcune mamme e papà dei piccoli alunni. “I bambini già stanchi al termine dell’anno sono anche nervosi, sudati. Chiediamo una soluzione minima ma vitale: l’acquisto e l’installazione di almeno un dispositivo di ventilazione per ciascuna classe”.
La richiesta, nata spontaneamente tra i corridoi e le chat dei genitori, ha subito trovato il pieno appoggio delle insegnanti e del personale ausiliario, altrettanto provati da una quotidianità lavorativa diventata insostenibile.
Burocrazia e sicurezza: una corsa contro il tempo per il prossimo anno
La macchina per dotare la scuola dell’infanzia di questi dispositivi è complessa. Trattandosi di un ambiente pubblico e frequentato da bambini piccolissimi, l’iter per l’installazione non permette scorciatoie: ogni acquisto deve superare rigidi controlli di sicurezza, verifiche degli impianti elettrici e passaggi burocratici che richiedono mesi di lavoro.
Proprio per questo motivo la comunità scolastica ha deciso di muoversi subito. È stata avviata una raccolta firme ufficiale indirizzata alla dirigente scolastica Letizia Braschi. L’obiettivo è presentare una richiesta formale e numericamente solida per avviare le procedure finanziarie e tecniche in tempo utile, garantendo così che all’inizio del prossimo giugno i ventilatori siano già montati, funzionanti e pronti a rinfrescare le aule.
Anche nella secondaria di primo grado scattano le mobilitazioni
Il mese di giugno, con la chiusura delle lezioni, gli scrutini e gli esami di terza media, è ormai diventato un vero e proprio ostacolo a causa di ondate di calore sempre più precoci e intense.
«La concentrazione crolla, l’aria diventa irrespirabile e fare lezione in queste condizioni è diventato impossibile, figuriamoci gli esami – spiegano alcuni genitori – Anche nella secondaria è stata fatta richiesta di climatizzazione di almeno due aule per lo svolgimento degli esami orali, ma indirizzata al sindaco di Piombino. Ormai è tardi, ma muoverci adesso significa dare il tempo tecnico e burocratico per stanziare i fondi, valutare i bandi e installare i dispositivi prima che sia troppo tardi».
Le prossime tappe per una scuola più vivibile
Nei corridoi dell’istituto sono, dunque, già comparsi i primi fogli per la raccolta firme, che sta registrando un’adesione massiccia e trasversale a dimostrazione di come il problema del benessere climatico colpisca chiunque viva la scuola quotidianamente.
L’amministrazione sarà chiamata a valutare la fattibilità economica e strutturale dell’intervento.
La comunità dell’istituto si dice comunque fiduciosa nella sensibilità della preside Braschi, storicamente attenta alle esigenze della struttura, e nell’amministrazione locale.
La speranza di tutti è che questo appello si trasformi, nei prossimi mesi, in un piano d’azione concreto per garantire aule più fresche, tutele per i soggetti più fragili e, finalmente, un diritto allo studio che sia anche confortevole.