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Fotovoltaico, Uniamo Suvereto lancia l’allarme: «Campi di pregio a rischio irreversibile»

L’associazione ribadisce il sì alle rinnovabili ma contesta la proliferazione selvaggia di impianti a terra e BESS attorno alla stazione Terna. Sotto accusa le scelte passate del Comune sul progetto SA.CO.I.3
Un impianto fotovoltaico a Suvereto
Un impianto fotovoltaico a Suvereto

SUVERETO. La transizione ecologica non può trasformarsi nell’ennesimo e irreversibile sacrificio dei territori. A sollevare il problema è l’associazione “Uniamo Suvereto”, che torna a intervenire con fermezza sul delicato tema dello sviluppo delle energie rinnovabili nella Val di Cornia. Pur confermando la piena condivisione degli obiettivi strategici nazionali in materia di transizione energetica ed ecologica, ritenuti necessari per il futuro del Paese, l’associazione esprime profonda preoccupazione per l’impatto sul prezioso tessuto agricolo locale.

L’assalto ai terreni di pregio e il nodo Terna

Sotto accusa vi è l’allarmante moltiplicazione di richieste per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, sistemi di accumulo energetico (BESS), sottostazioni e infrastrutture collegate. Tali opere si concentrerebbero proprio nelle aree limitrofe alla stazione Terna di Suvereto, un territorio già pesantemente sollecitato dal macro-progetto di ammodernamento dell’elettrodotto SA.CO.I.3. Un’evoluzione che, secondo l’associazione, mette seriamente a repentaglio un paesaggio agrario d’eccellenza.

La Val di Cornia è oggi una realtà economica viva e dinamica, fondata su aziende vitivinicole, olivicole, ortofrutticole e cerealicole. Si tratta di un modello produttivo riconosciuto a livello nazionale e internazionale, nato grazie alla visione e agli investimenti di intere generazioni.

Un patrimonio identitario che ora rischia di essere snaturato.

Le alternative concrete: tetti e aree industriali dismesse

Per Uniamo Suvereto le soluzioni alternative esistono e sono immediatamente praticabili. La transizione non deve necessariamente tradursi in consumo di suolo fertile. L’associazione propone di indirizzare i progetti fotovoltaici e le relative infrastrutture esclusivamente verso aree da recuperare e bonificare, siti compromessi o marginali dove l’agricoltura non trova più adeguate condizioni di sviluppo, nonché sulle coperture di capannoni industriali, aree artigianali, edifici produttivi e parcheggi già urbanizzati.

Scegliere di non percorrere queste strade e consentire il proliferare di pannelli sui campi coltivati denota, secondo la nota dell’associazione, l’incapacità delle istituzioni di difendere le comunità locali.

Una linea politica che finirebbe per favorire il benessere economico di pochi grandi operatori a discapito dell’interesse collettivo e della vera transizione energetica.

L’atto d’accusa alle amministrazioni Parodi e Pasquini

L’associazione non risparmia dure critiche sul fronte politico locale, individuando precise responsabilità storiche in capo alle giunte comunali. Il boom di progetti attorno alla stazione Terna non viene considerato una coincidenza fortuita, bensì la diretta conseguenza di scelte del passato. Il riferimento esplicito è all’approvazione del progetto SA.CO.I.3 nel gennaio 2020 da parte delle amministrazioni guidate da Parodi e Pasquini.

L’associazione ricorda con durezza come quell’atto fu accolto «tra applausi e brindisi, deridendo la minoranza». Uniamo Suvereto aveva espresso fin da subito forti perplessità legate all’impatto dell’opera, alla tutela della salute e alla celerità dell’approvazione.

Secondo l’associazione, l’accordo con Terna si è concentrato esclusivamente su «immediate e appetibili compensazioni in opere», anziché su un lungimirante «patto a tutela del territorio», capace di blindare la Val di Cornia da successive speculazioni.

Uniamo Suvereto promette di continuare la battaglia al fianco dei cittadini

In merito alla recente chiamata a raccolta della cittadinanza da parte dell’attuale Amministrazione Comunale per fare “fronte comune” contro i nuovi impianti, Uniamo Suvereto accetta la sfida ma chiede trasparenza e autocritica, auspicando che non si ripeta l’esperienza del vecchio comitato SA.CO.I.3, definito come «una grande battaglia e poi svanito nel nulla».

L’associazione conclude garantendo il proprio impegno in ogni sede istituzionale e con tutti gli strumenti democratici disponibili per difendere l’identità e il patrimonio paesaggistico di Suvereto e della Val di Cornia, schierandosi al fianco di chiunque pretenda una transizione energetica governata con equilibrio, rispetto dei territori e non supinamente subita o imposta dall’alto.

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