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Social senza freni dopo lo schiaffo al carabiniere: «Ci vuole la sedia elettrica»

Oltre 1.500 commenti e 3mila “mi piace” sotto i post dei sindaci Ticciati e Ferrari dopo l’aggressione alla caserma. I cittadini sono ormai al limite della sopportazione e invocano misure drastiche: «Ci vuole la sedia elettrica»
Lo schiaffo al carabiniere e qualche commento scritto sotto i post di vicinanza alle forze dell’ordine dei sindaci

VENTURINA TERME. «Remigrazione, espulsione immediata, bisogna tornare al medioevo» e ancora «Sparategli, un colpo in testa e via il problema» e infine «Ci vuole la sedia elettrica, a morte».

Sono solo alcuni dei migliaia di commenti apparsi in rete dopo il grave fatto alla caserma di Venturina, specchio di una violenta esplosione di rabbia social.

Le reazioni sotto i post della sindaca di Campiglia, Alberta Ticciati, e del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, svelano una frattura profonda tra la richiesta di misure di sicurezza draconiane e la difesa delle istituzioni, totalizzando oltre 1.500 commenti e più di 3mila “mi piace”. 

Quello che doveva essere un luogo dove poter esprimere solidarietà al carabiniere colpito al volto si è trasformata presto in un’arena dove l’intolleranza e la violenza (verbale) hanno preso il sopravvento, svelando quello che è il pensiero reale di molte persone.

Una percezione di insicurezza che spesso si riversa nei confronti degli immigrati, talvolta clandestini e coinvolti in fatti di cronaca. 

L’antefatto: lo schiaffo al carabiniere

Qualche giorno fa, quello che doveva essere un ordinario adempimento burocratico legato a una misura cautelare si è trasformato, in pochi istanti, in uno scenario di  pura violenza urbana.

Un giovane di 24 anni di nazionalità marocchina, recatosi presso la locale stazione dei Carabinieri di Venturina Terme per l’obbligo di firma, dopo aver preso a pugni la il portone ha improvvisamente dato in escandescenze. In evidente stato di alterazione psicofisica, il ragazzo ha aggredito un carabiniere sulla porta della caserma, tentando prima di colpirlo con un pugno al volto e aggredendo poi i colleghi accorsi con una ginocchiata, prima di essere definitivamente bloccato e arrestato sull’asfalto, dove ha persino rischiato di essere travolto da un’auto in transito.

Le immagini video dell’aggressione si sono diffuse rapidamente tra i residenti della zona ed hanno agito come un detonatore sul tessuto sociale della Val di Cornia.

Solo sui social di ValdiCorniaOggi e MaremmaOggi le visualizzazioni hanno superato il milione.

Non si è trattato solo di un caso di cronaca, ma dell’innesco di una violentissima polemica politica e sociale che ha visto come arene principali le pagine istituzionali e personali di due sindaci del territorio: Alberta Ticciati, prima cittadina di Campiglia Marittima, e Francesco Ferrari, sindaco della vicina Piombino.

Il sindaco Ferrari: «Chi tocca le forze dell’ordine tocca lo Stato»

A pochi chilometri di distanza, il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, è intervenuto sulla vicenda ricordando tra l’altro che il carabiniere aggredito è un cittadino piombinese.

«Il rispetto delle regole, delle istituzioni e di chi le rappresenta non è un principio negoziabile» ha dichiarato Ferrari, rimarcando una linea dura e intransigente che ha immediatamente polarizzato il dibattito.

«L’ennesimo episodio intollerabile. Esprimo piena solidarietà al carabiniere coinvolto, nostro concittadino. Chi tocca le forze dell’ordine tocca lo Stato».

Sotto il post di Ferrari, la tifoseria social si è scatenata in un coro quasi unanime di approvazione, che ha però assunto connotati fortemente ideologici.

Se da un lato il sindaco di Piombino ha incassato il plauso per la sua fermezza, dall’altro la sezione commenti è diventata un’arena dove lo scontro non si è fatto attendere. Molti utenti hanno utilizzato lo spazio per lanciare frecciatine contro il modello di accoglienza non lasciando spazio ad interpretazioni.

Stessa cosa è accaduta sotto il post della vicina sindaca Alberta Ticciati.

Alcuni dei peggiori commenti sotto i post dei sindaci

 

Cittadini infuriati contro la giunta di Campiglia: «Siamo al limite»

La pesantezza dei commenti è senza dubbio sintomo che i residenti hanno ormai raggiunto il limite di sopportazione.

«Un episodio grave e da condannare con fermezza, poiché colpisce chi ogni giorno opera al servizio della collettività e della sicurezza pubblica… Massima solidarietà all’Arma».

La reazione ufficiale dell’amministrazione di Campiglia Marittima ha cercato di mantenere un profilo istituzionale di ferma condanna e solidarietà formale verso l’Arma.

Tuttavia, i residenti e gli utenti social non hanno accolto la nota con altrettanta moderazione. Sotto il post del Comune, l’atmosfera si è surriscaldata immediatamente.

Decine di cittadini di Venturina hanno manifestato un profondo senso di insicurezza e abbandono.

«Non se ne può più, la situazione a Venturina è fuori controllo da mesi e questa è solo la punta dell’iceberg», scrive un residente infuriato, raccogliendo numerosi consensi. Molti commenti hanno preso di mira direttamente la giunta di centrosinistra, accusata di “buonismo” e di minimizzare i problemi legati alla microcriminalità e alla gestione dell’ordine pubblico.

I toni si sono fatti durissimi: tra chi chiede espulsioni immediate e chi invoca “piazze pulite”.

Inoltre la frattura tra la narrazione istituzionale della sicurezza e la percezione reale della cittadinanza è apparsa drammaticamente evidente.

In questo contesto infuocato, sono stati moltissimi coloro che hanno politicamente strumentalizzato la situazione, cavalcando l’onda dell’indignazione popolare per trasformare un grave fatto di cronaca in un terreno di scontro tra opposte fazioni.

«Ecco la differenza tra chi difende i cittadini e chi protegge i delinquenti», si legge infatti in uno dei commenti più votati sotto la bacheca di Ferrari, in un chiaro attacco indiretto alla Ticciati. La polemica ha così valicato i confini della cronaca per farsi manifesto ideologico: da una parte la richiesta di misure drastiche e tolleranza zero; dall’altra la difesa del decoro istituzionale, ritenuta però “tiepida” da una popolazione spaventata.

Ciò che emerge da questa doppia esplosione di commenti è un territorio profondamente scosso e diviso. La paura non risparmia le zone tradizionalmente tranquille.

Resta il fatto, nudo e crudo, di un militare che si è preso un pugno per fare il proprio dovere, e di una comunità che, invece di compattarsi attorno alle istituzioni, si divide e si scontra dietro gli schermi di uno smartphone, specchio di una tensione sociale sempre più difficile da arginare.

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