FOLLONICA. Il volto completamente ricoperto di sangue. Un tovagliolo bianco premuto sulla testa per tamponare la ferita. E poi quella foto pubblicata sui social, poche ore dopo la rissa.
«Manco in 5 co le bottiglie ce la fate a fermarmi, infami figli di… Tempo al tempo, non vi preoccupate».
È il messaggio comparso su Instagram dopo una notte di violenza scoppiata all’interno di una discoteca di Follonica e culminata con un arresto, una denuncia, feriti da entrambe le parti e, infine, un’evasione dai domiciliari.
Perché il protagonista della vicenda, 22 anni, originario del Marocco e residente a Follonica, mercoledì 3 giugno non si è presentato davanti al giudice per la convalida dell’arresto. E quando carabinieri e vigili del fuoco sono andati a cercarlo nella sua abitazione, lui era sparito.
Adesso è ricercato e, non appena verrà rintracciato, sarà accompagnato nel carcere di via Saffi.
La rissa in discoteca e la bottiglia usata come arma
La vicenda inizia nelle prime ore di martedì 2 giugno, alle alle 3.35 quando una pattuglia dei carabinieri viene inviata davanti a una discoteca della zona di Campi Alti, a Follonica, dov’è stata segnalata una violenta aggressione.
Quando arrivano, i militari trovano un ragazzo di 16 anni residente a Piombino con il volto completamente insanguinato. Il giovane presenta una ferita alla testa e perde sangue in maniera copiosa. Le testimonianze raccolte sul posto indicano subito un nome.
Secondo i presenti, sarebbe stato il 22enne a colpire il minorenne con una bottiglia di birra vuota. Gliel’avrebbe spaccata in testa, provocandogli una profonda lesione e una vistosa fuoriuscita di sangue dopo essere stato a sua volta aggredito all’interno del locale dal giovane piombinese e dai suoi amici.
Le storie su Instagram e gli sfottò dopo l’arresto
Mentre il 22enne veniva arrestato, fuori dalla discoteca, la vicenda si è immediatamente trasferita sui social. In una storia pubblicata da una ragazzina compare il fermo del 22enne accompagnato dalla scritta provocatoria: «In galeraaaaa».
Pochi minuti dopo è arrivata la risposta.
Con il volto ancora coperto di sangue e un tovagliolo premuto sulla ferita, il sedicenne ha pubblicato una propria fotografia accompagnata da un messaggio che lascia intuire come la tensione tra i gruppi fosse tutt’altro che terminata.
Una sfida social che ha fatto da prolungamento alla violenza esplosa poche ore prima.
L’arresto e le accuse
I carabinieri hanno arrestato il 22enne con le accuse di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
Nel corso dell’intervento, infatti, il giovane avrebbe opposto resistenza ai militari che cercavano di bloccarlo, spingendoli e continuando ad agitarsi nonostante la presenza delle forze dell’ordine e del personale della sicurezza del locale, che avevano fatto uscire i ragazzi dalla discoteca.
La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini aveva disposto per lui la misura degli arresti domiciliari nella propria abitazione di Follonica.
Il passaggio al pronto soccorso
Anche il ventiduenne, dopo l’arresto, era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima.
Il giovane infatti, lamentava dolori addominali e presentava escoriazioni cutanee, riportate durante la lite.
Dopo gli accertamenti medici è stato dimesso con una prognosi di alcuni giorni.
La fuga prima dell’udienza
Ma se non fosse bastata una nottata di violenza, ecco la ciliegina sulla torta: mercoledì 3 giugno il giovane nordafricano avrebbe dovuto comparire davanti al giudice del tribunale di Grosseto per la convalida dell’arresto e il processo per direttissima.
Ma all’udienza non si è presentato. A quel punto carabinieri e vigili del fuoco sono andati all’indirizzo dell’abitazione dove il giovane avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari.
Non ricevendo risposta, hanno deciso di forzare l’ingresso dell’appartamento, temendo che potesse essersi sentito male.
Una volta entrati, però, la scoperta: il ventiduenne non c’era. Era già fuggito.
La decisione della giudice
Davanti all’assenza dell’imputato, la giudice Agnieszka Karpynska non ha potuto fare altro che prendere atto dell’evasione e disporre nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, come richiesto dalla vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo.
Da quel momento il giovane, difeso dall’avvocata Sabrina Pollini, risulta ricercato. Quando verrà rintracciato, sarà accompagnato direttamente nel carcere di Grosseto.

