«Coldiretti si mangia i soldi dati all'Africa»: nuovi guai per il leader dei trattori | MaremmaOggi Skip to content

«Coldiretti si mangia i soldi dati all’Africa»: nuovi guai per il leader dei trattori

Salvatore Fais accusato di nuovo di diffamazione per le parole dette in televisione e scritte su Facebook contro l’associazione di categoria: quattro le querele, si aspetta la decisione del pm
Salvatore Fais e il tribunale di Grosseto
Salvatore Fais e il tribunale di Grosseto

RIOTORTO. «La politica è andata a stanziare soldi alla Coldiretti per farsi i c***i suoi con il piano Mattei e altre c*****e»: sono queste le parole per cui è arrivata una nuova denuncia a Salvatore Fais, leader di Agricoltori Italiani.

Nel dicembre 2025 la vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto, con l’accusa di aver ucciso, scuoiato e appeso la carcassa di un lupo a un cartello, si era chiusa con la prescrizione del reato, ma con il pagamento delle sanzioni civili.

E ora per il 33enne di Riotorto, difeso dall’avvocato Andrea Ricciardi, le porte del tribunale di Grosseto potrebbero riaprirsi. La nuova accusa è di diffamazione e arriva da Coldiretti Grosseto.

Le parole di Fais 

«Inutile che il nostro ministro si faccia le foto con quelli di Coldiretti e dia i soldi per l’Africa… perché si stanno portando via miliardi: è stato dato un miliardo tramite Eni e Bonifiche Ferraresi e tutti i soldi che si mangiano le associazioni, in particolare Coldiretti»: aveva detto Fais durante una trasmissione andata in onda su TV9 il 9 gennaio 2025.

In due occasioni diverse, una sul suo profilo Facebook e l’altra in televisione, Fais aveva usato parole molto dure nei confronti dell’associazione, accusandola di «mangiarsi i soldi» dei fondi statali. Frasi che hanno portato alla querela per diffamazione da parte del presidente e della direttrice di Coldiretti Grosseto, Simone Castelli e Milena Sanna.

Non si tratta del primo procedimento. Il 33enne ha ricevuto, infatti, altre tre denunce dall’associazione, da quella provinciale a quella regionale e nazionale.

Le indagini si sono chiuse e il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna deciderà ora se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione

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