Braccini, Fiom: «Piombino abbandonata da 15 anni, ora servono decisioni» | MaremmaOggi Skip to content

Braccini, Fiom: «Piombino abbandonata da 15 anni, ora servono decisioni»

Massimo Braccini (Fiom-Cgil) interviene sul futuro industriale di Piombino: «Servono investimenti veri e sostegno al progetto Metinvest-Danieli». Appello anche per Livorno, dove Magna e Pierburg affrontano una fase critica
Massimo Braccini (Fiom) interviene sui casi industriali di Piombino
Massimo Braccini (Fiom) interviene sui casi industriali di Piombino

PIOMBINO – «Piombino non può più aspettare».

È il messaggio centrale del comunicato diffuso da Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Livorno, che interviene sul futuro del polo siderurgico piombinese e sulla necessità di una strategia industriale nazionale finalmente chiara.

Braccini denuncia una situazione diventata insostenibile: da 15 anni il territorio attende investimenti mai arrivati, con produzioni ai minimi, salari depressi e una cassa integrazione che si trascina senza prospettive.

Secondo il sindacalista, Piombino è «la vittima simbolo dell’assenza di una politica industriale» e oggi più che mai servono scelte nette e non rinviabili.

«JSW senza Accordo di programma: servono impegni vincolanti»

Braccini punta il dito contro la mancanza di un piano formale per JSW-Jindal.

«Lo stabilimento continua a operare senza un Accordo di Programma – afferma – mentre i lavoratori vivono da anni nell’incertezza. Senza investimenti veri e impegni vincolanti, il polo siderurgico rischia di perdere ruolo e capacità produttiva».

L’assenza di una governance chiara, secondo la Fiom, ha rallentato ogni tentativo di rilancio.

«Metinvest-Danieli è una vera opportunità: chi ha alternative le presenti»

Il segretario Fiom difende apertamente il progetto Metinvest-Danieli, definendolo «una possibilità reale per rilanciare produzione, occupazione e filiera locale».

Il piano prevede la produzione di 2,5 milioni di tonnellate di coils grezzi, considerata un’esigenza strategica per l’Italia.

«Il nostro Paese soffre un deficit strutturale di 6 milioni di tonnellate – ricorda Braccini –. Questa produzione può garantire approvvigionamenti stabili anche a Liberty Magona e sostenere l’intero sito piombinese».

E aggiunge: «Chi ha un’alternativa industriale la presenti. Chi non ce l’ha, non può pensare di bloccare questa opportunità. I mercati, da soli, non hanno mai protetto Piombino».

Magona: una crisi storica che richiede strumenti pubblici

Accanto al tema Piombino, Braccini richiama l’attenzione anche sulla situazione di Liberty Magona, oggi in forte difficoltà.

«Un sito storico e strategico non può essere abbandonato – afferma –. Servono strumenti pubblici e garanzie mirate: non si può perdere una fabbrica che ha fatto la storia dell’acciaio italiano».

L’Italia continua a importare acciaio e rottame, ma secondo il sindacalista «non si risolve la crisi comprimendo i salari: servono innovazione, investimenti e accesso a energia competitiva».

Livorno: automotive in crisi e stabilimenti a rischio

Nella parte finale del comunicato, Braccini sposta l’attenzione su Livorno, dove la crisi europea dell’automotive sta mettendo in ginocchio stabilimenti storici come Magna e Pierburg.

Quest’ultima, parte del gruppo Rheinmetall, è in vendita, aprendo scenari delicatissimi: «Servono garanzie sul futuro produttivo – spiega Braccini –. Il territorio ha già pagato con le chiusure di Delphi e TRW. Non possiamo permettere un ulteriore indebolimento industriale».

I lavoratori sono in mobilitazione e il 25 novembre è previsto un incontro al Mimit per discutere continuità produttiva e prospettive.

«Piombino e Livorno non chiedono assistenza, ma lavoro e strategia»

Braccini conclude con un appello al Governo e alle istituzioni: «Piombino e Livorno non chiedono assistenza, ma la possibilità di produrre, innovare e contribuire allo sviluppo del Paese. Servono scelte chiare, progetti seri e una visione che rimetta al centro lavoro e filiere industriali».

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