PIOMBINO. Avevano truffato tre persone per una somma di oltre un milione di euro.
Gli autori delle truffe immobiliari sono stati identificati a seguito di un’accurata indagine investigativa. Arrestati un 31enne e un 54enne, entrambi di Piombino, altri quattro, invece, sono gli indagati in stato di libertà.
Due i truffati
La polizia di stato ha concluso un’indagine su una complessa truffa che ha colpito due residenti di Cecina. Affabili e sedicenti agenti immobiliari ammaliavano finemente i cittadini, promettendo facili acquisti di immobili di prestigio tramite aste giudiziarie.
L’indagine, avviata dalla squadra mobile della Questura di Livorno nell’ottobre 2024, è partita proprio dalla denuncia delle due vittime, che erano state indotte a versare ingenti somme centinaia di migliaia di euro in contanti e bonifici tramite acconti, caparre o costi di registrazione per gli immobili.
I truffati si sono accorti del raggiro quando hanno scoperto che le procedure d’asta erano già concluse e che il loro denaro e i loro nominativi non risultavano in alcun atto ufficiale.
Riciclaggio e beni di lusso
Le indagini hanno rivelato che i due principali sospettati utilizzavano il denaro frutto della truffa in operazioni economiche e fiscali, spesso supportate da fatture false.
Una parte dei fondi era stata impiegata nell’acquisto di autovetture di lusso poi rivendute a prezzi ribassati, motivo per cui i due sono indagati anche per riciclaggio.
Gli investigatori hanno svolto accertamenti bancari, analizzato flussi di denaro, anche internazionali, e sequestrato documentazione e apparecchiature telefoniche durante le perquisizioni domiciliari. L’analisi di questi materiali ha portato alla luce una terza vittima e al sequestro preventivo di due auto di lusso comprate con i proventi illeciti.
Sei indagati. Due vanno ai domiciliari
L’operazione si è conclusa questo 31 ottobre. Gli agenti della squadra mobile, coadiuvati dal commissariato di Piombino, hanno disposto gli arresti domiciliari per i due indagati principali, con l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico.
Inoltre, altre quattro persone sono state deferite in stato di libertà, in quanto indiziate di far parte del medesimo sodalizio criminale, sebbene con ruoli secondari.