FOLLONICA. Sul futuro delle acciaierie di Piombino interviene anche il Pd di Follonica, preoccupato per la situazione di incertezza che da anni grava sulle famiglie che dipendono dallo stabilimento.
Solo in città, ricordano i dem, «oltre 250 lavoratori tra attivi e inattivi vivono grazie allo stipendio legato alla fabbrica».
Uno stallo che pesa sul presente e sul futuro di centinaia di persone, mentre il quadro industriale piombinese resta sospeso tra progetti annunciati, tavoli ministeriali e promesse rimaste al palo.
Una situazione «paradossale»: 500 al lavoro, 750 fermi
Il Pd parla di una realtà ormai diventata «paradossale».
A Piombino, spiegano, circa 500 lavoratori continuano a mandare avanti l’unico Treno Rotaie rimasto in Italia, mentre si attende da anni un nuovo Accordo di Programma, indispensabile per:
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il revamping degli impianti,
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la variante urbanistica,
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la pianificazione industriale di lungo periodo.
«Promesse, incontri, rinvii. E ora un nuovo tavolo al Ministero. Ma la sensazione è sempre la stessa: siamo ancora in alto mare».
Il progetto Metinvest Adria: «L’unica prospettiva concreta»
I dem follonichesi lo dicono chiaramente: ad oggi, l’unico percorso industriale concreto è quello proposto da Metinvest Adria, con la collaborazione tecnologica di Danieli. Un progetto definito «complesso, vero, ma realistico e finalmente strutturato».
Nel frattempo, ricordano, 750 lavoratori “inattivi” aspettano l’avvio del piano. Metinvest ha già avviato la fase di candidature e colloqui, come previsto dagli accordi firmati a luglio: «È un passo, ma il percorso è ancora lungo».
L’impatto sociale su Follonica: «Sono vite, non cifre»
Il Pd insiste molto sul peso che questo immobilismo ha sulla città: «Solo a Follonica oltre 250 famiglie vivono di reddito legato alle acciaierie. Non sono numeri. Sono mutui, figli, futuro».
Il partito ricorda come, negli anni, lo stabilimento piombinese abbia rappresentato uno dei principali poli occupazionali per tutta la costa, e che un blocco prolungato potrebbe avere effetti devastanti sul tessuto sociale locale.
«Piombino ostaggio di interessi del Nord: basta ingerenze»
Nel comunicato, il Pd punta il dito anche contro una parte del settore siderurgico italiano: «Da anni assistiamo all’ostilità di alcuni imprenditori del Nord, che insieme a Federmeccanica e a una parte politica complice, hanno spinto verso la chiusura di Piombino, lasciando in vita solo il Treno Rotaie perché unico in Italia».
Un atteggiamento che, secondo i dem, oggi si traduce in nuovi ostacoli alla ripartenza attraverso un soggetto industriale esterno come Metinvest: «La verità è semplice: Piombino non può più essere ostaggio di interessi di altri territori».
«Serve una scelta politica chiara, definitiva, vincolante»
Il messaggio finale è netto: «La siderurgia a Piombino può ripartire. Ma bisogna volerlo davvero».
Per il Pd di Follonica, ora la palla è tutta nelle mani della politica nazionale e regionale: occorre una decisione chiara, non più rinviabile, che metta fine a anni di incertezze e rimbalzi.